Il Presidente del Consiglio italiano ha annunciato 45 miliardi di euro di tagli fiscali in cinque anni, per rilanciarsi.

Matteo Renzi e le promesse fiscali

Le Temps

Il Presidente del Consiglio italiano ha annunciato 45 miliardi di euro di tagli fiscali in cinque anni, per rilanciarsi.

E’ il più odiato di tutti gli acronimi: IMU (imposta municipale unificata), ovvero l’imposta sulla prima casa e simbolo per gli italiani di una politica ingiusta (l’80% sono proprietari di una o più abitazioni).

Questa tassa, che finanzia parzialmente il bilancio dei Comuni, viene applicata anche ai terreni agricoli e ai locali industriali. La questione della sua creazione, o della sua abolizione,domina il dibattito politico da un decennio.

Sabato scorso, durante  una riunione del Partito Democratico (PD, centro-sinistra) all’Expo di Milano, il Primo Ministro Matteo Renzi ha annunciato che questa tassa sarà presto abolita. Ha anche promesso una “rivoluzione fiscale copernicana” di circa 45 miliardi di euro in tagli alle tasse per i prossimi 5 anni.

“Il contratto di Expo”

Chiamato “il contratto di Expo” dalla stampa italiana, questa gigantesca promessa ne ricorda un’ altra: il “contratto con gli italiani” presentato nel 2001 da Silvio Berlusconi,  anch’esso con lo scopo di lanciare una rivoluzione fiscale che non ha mai avuto luogo, ma che gli permise di essere rieletto. Nel 2006 aveva proposto l’abolizione dell’ICI (precursore dell’ IMU)ma perse contro Romano Prodi, per 25000 voti. Tornato al potere nel 2008, ha mantenuto la promessa, che ha però dovuto rinnegare tre anni più tardi, lasciando a Mario Monti, che lo ha sostituito a Palazzo Chigi, il compito di ristabilirla sotto la sua forma attuale. Nel 2013, provando di tutto per tornare al potere, ha giurato di restituire agli italiani 4,7 miliardi di Euro, attingendo dai suoi fondi personali. Enrico Letta, successore di Mario Monti, la alleggerì parzialmente.

Di fortuna, Matteo Renzi, non ne ha. E il debito italiano ha appena stabilito un nuovo record. Al contrario, ha una tempistica perfetta. Approfittando dello shock provocato dalla crisi greca e del dibattito che si è aperto tra il rigore e il rilassamento delle regole del Patto di stabilità, il Presidente del Consiglio vuole mettere alla prova la resistenza dell’Unione europea. I suoi vantaggi? L’Italia è tornata a crescere, anche se il debito supera 2000 miliardi di euro. La sua strategia? Giocare sul margine che separa la percentuale del deficit in rapporto al prodotto interno lordo (PIL,) al 3% consentito da Bruxelles. Nel 2015 questo dovrebbe raggiungere il 2,7% fino a scendere a circa l’ 1,8% intorno al 2016.

Ma per mettere in atto tutto ciò, Matteo Renzi dovrà ottenere il via libera da parte dell’Unione europea, per la quale l’IMU resta una fonte di reddito sicuro e perenne per il paese dell’evasione fiscale. Dopo essersi insediato nell’ aprile del 2014, non ha mai  smesso di ripetere che l’Europa non poteva essere ridotta a “regole di contabilità”. Una convinzione rafforzata durante le difficili negoziazioni con Atene.

Aumento della pressione fiscale

Questo annuncio di riforme ha un altro scopo. Mentre la destra italiana ha sempre fatto della diminuzione della fiscalità il suo cavallo di battaglia, la sinistra, appare come il “partito delle tasse”. Un’immagine che il presidente del Consiglio ha in parte rettificato, restituendo agli italiani più poveri,  10 miliardi di euro, sotto forma  di agevolazioni fiscali.Tuttavia, la pressione fiscale non è diminuita. Dal 43,5% nel 2015, dovrebbe salire al 44,1% nel 2016. Il capo del governo deve ancora trovare 10 miliardi di euro di risparmi per evitare un aumento dell’IVA del 2% dal  1 ° gennaio 2016, destinato ad avvenire automaticamente in caso di slittamento del deficit. La Lega Nord, diventato il primo partito della destra italiana e Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi, hanno proposto a sua volta, una tassa piatta (tassa unica) del 15% o del 20% su tutti i redditi.

Infine  il Primo Ministro, che ha avuto  delle delusioni nelle recenti elezioni locali, cerca di recuperare lo spirito dell’uomo che ha lui stesso definito “Renzi 1” ovvero il leader del governo riformista, veloce, sorprendente fin dall’inizio. Questo, ha dichiarato al quotidiano La Stampa a inizio giugno,  sarebbe stato inghiottito dal “Renzi 2”, un Presidente del Consiglio attento agli equilibri della sua maggioranza e vittima della lentezza del parlamento.

“La rivoluzione fiscale”, suggellerà queste trovate? Domenica scorsa in televisione, ha messo un freno ai suoi annunci collegando i tagli fiscali “al buon funzionamento delle riforme.” La sua promessa ha attirato l’ironia di Silvio Berlusconi “Qualcuno crede veramente che potrà mantenerla?.” Il  disprezzo della Lega Nord “I soliti annunci” e il silenzio di Pier Carlo Padoan,  Ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

[Articolo originale "Matteo Renzi à l’heure des promesses fiscales" di Philippe Ridet]

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Traduzione di:
Gaia RestivoSvizzera Gaia Restivo
Una dei fondatori del sito ItaliaDallEstero.info. Ricercatrice in Svizzera impegnata nella lotta al cancro.
Revisione di:
Silvia Olivieri