La denuncia alla Mafia da parte di Roberto Saviano gli ha procurato una guardia armata. Ora, ha preso di mira il traffico mondiale di cocaina. Ian Thomson lo ha incontrato.

Roberto Saviano: lo scrittore più cercato d’Italia

The Telegraph

La denuncia alla Mafia da parte di Roberto Saviano gli ha procurato una guardia armata. Ora, ha preso di mira il traffico mondiale di cocaina. Ian Thomson lo ha incontrato.

Roberto Saviano, senza capelli e con la barba incolta, è riconoscibile alla maggior parte degli italiani. Secondo Umberto Eco, il 36enne giornalista napoletano è un “moderno eroe italiano”. Paradossalmente, più Saviano diventa famoso, più ha bisogno di essere invisibile. Negli ultimi dieci anni, Saviano è stato sotto la protezione della polizia. Il suo libro-denuncia di successo contro la Mafia napoletana, Gomorra, qui (N.d.T., nel Regno Unito) pubblicato nel 2007, è diventato un film internazionalmente acclamato, che ha messo la sua vita in serio pericolo. “La Mafia vuole essere famosa nel suo territorio locale,” spiega Saviano, “ma non a livello internazionale – il mio libro ha esposto i suoi traffici illeciti ad un’attenzione indesiderata.”

Come mi aspettavo, i poliziotti in borghese sono discretamente in evidenza nell’hotel londinese in cui incontro Saviano per parlare del suo nuovo libro, Zero Zero Zero. Figlio di un medico napoletano e di una madre genovese di origini sefardite, Saviano è un tipo con cui è sorprendentemente facile parlare, e la conversazione con lui spazia dalla musica classica (“Claudio Abbado era un grande amico”) al realismo inquisitorio dei film napoletani di Francesco Rosi.

Al di là delle maniere gentili, però, si percepiscono la determinazione e l’ambizione dello scrittore scomodo, che osa parlare contro i potenti. Si stima che in Italia siano 585 le persone attualmente sotto-scorta, ma l’isolamento di Saviano lo ha segnato notevolmente. “Vivere rinchiuso come un animale ti trasforma in un animale. La mia vita non mi appartiene più. È come se tutti stessero cercando di ingannarmi – sono costantemente in guardia.”

La sua vita al momento si divide tra caserme dei carabinieri, alberghi e uffici dei magistrati. I viaggi di ricerca per questo nuovo libro sono stati programmati consultandosi preventivamente con i Carabinieri.  Ha assunto antidepressivi per un periodo, e a spaventarlo più di tutto è la possibilità che la sua vita non torni mai alla “normalità”.

Detto sinceramente, Zero Zero Zero è dedicato “a tutte le mie guardie del corpo dei carabinieri”. Un’indagine sui broker, gli spacciatori e i killer professionisti che gestiscono offerta e domanda della cocaina, Zero Zero Zero è un reportage potente, che ha venduto quasi un milione di copie in Italia. Attraverso la voce dei testimoni di aula di giustizia (è stato influenzato dal memoriale di Primo Levi, Se questo è un uomo), il libro va dritto al cuore della dipendenza del settore finanziario dal capitale della droga e le sue devastazioni – sebbene sia probabile che l’autore si faccia meno nemici di quanti se ne sia fatto con Gomorra.

Secondo Saviano, la qualità migliore di cocaina è conosciuta tra i pusher con il nome di “zero zero zero”. Perché? “La polvere bianca più fine sul mercato – morbida, leggera, quasi impalpabile –  in Italia e nei Paesi del Sud America è classificata come 000. Non presenta alcuna impurità,” dice Saviano. La Gran Bretagna possiede alcune tra le più adulterate varietà di cocaina. “In Gran Bretagna, la maggior parte della cocaina è tagliata con levamisolo, usato per trattare i vermi intestinali nel bestiame, o con benzocaina, un anestetico. Provi ad immaginare che genere di veleni la gente si mette in corpo.”

Nessun mercato della droga al mondo ha introiti superiori a quello della cocaina. Le spedizioni di “petrolio bianco” dalla Colombia sono indirizzate alla Gran Bretagna più che a qualsiasi altro Paese europeo. La cocaina scarica tre volte di più qui che nel resto d’Europa. L’undici per cento di tutte le banconote qui in circolazione risulta positivo alla cocaina. Di solito, i ricavi del narco-traffico vengono riciclati attraverso i circuiti bancari della City di Londra. Trasformato in merce telematica, il capitale della cocaina è virtualmente impossibile da tracciare.

“Quello che succede nella City rimane nella City,” dice un banchiere in Zero Zero Zero.

Comprensibilmente, Saviano è riluttante ad essere visto come uno scrittore di provincia del Sud Italia, per cui qualsiasi cosa riporta alla Mafia. Il suo reportage getta uno sguardo sconcertato sui metodi usati per far produrre, immagazzinare, trasportare e proteggere le spedizioni della droga, ed è di significativa importanza per tutta l’Europa.

“Quello che riguarda me in qualità di cittadino napoletano riguarda anche i londonesi, i berlinesi e i cittadini di New York,” dice Saviano. I cartelli russi della cocaina – i cosiddetti “Mafija” – riciclano vaste quantità di capitale della cocaina in Gran Bretagna. “Non è una coincidenza che Londra sia tra le cinque città con il consumo più elevato di cocaina”, continua.

Nell’autunno del 2008, un gruppo di premi Nobel – tra cui Ohran Pamuk, Dario Fo, Desmons Tutu e il compianto Günter Grass – hanno aggiunto i loro nomi ad una petizione di oltre 200.000 firme in favore di Saviano, apparsa nel quotidiano romano La Repubblica: i boss della malavita napoletana avevano fissato il limite ultimo per l’eliminazione di Saviano per Natale. “Non è che abbia paura di morire,” dice Saviano. “Mi spaventa molto di più l’essere screditato.” Spiega: “Ci saranno sempre orecchie desiderose di sentir parlare male dei morti. Quando me ne sarò andato, la gente dirà che mi ero inventato tutto, che avevo copiato da qualcun’altro e che avevo calunniato chissà chi.” Chiunque sia stato ucciso per quello in cui credeva, mi dice Saviano, “è poi stato diffamato.”

La mafia napoletana – la Camorra – è profondamente intrecciata al tessuto politico e sociale della città. “Napoli ha sempre avuto un vantaggio disdicevole,” spiega Saviano. La roccaforte della Camorra nota come Forcella è sempre stata un alveare di attività del mercato nero controllate dai trafficoni napoletani della vecchia scuola, immischiati nello strozzinaggio e nel contrabbando di sigarette. Non è più così: la Camorra è ora guidata da imprenditori esperti di computer, con le mogli che vestono Versace. Non meno scaltra è la Mafia calabrese, nota come la ‘Ndrangheta. Negli anni ottanta, dice Saviano, la ‘Ndrangheta ha stretto rapporti con i cartelli messicano-colombiani, diventando il gruppo criminale più potente d’Italia. Se la cocaina è il “carburante” che alimenta un’intera economia mondiale, l’influenza calabrese ne è in parte responsabile.

Il 21 giugno, dopo un’assenza durata otto anni, Saviano è tornato nella sua città natale, Casal di Principe, vicino Napoli. Temeva un’accoglienza ostile, dato che a Napoli è sempre stato accusato di voler fare soldi sulla Mafia ed insultando la città. Invece, centinaia di giovani lo hanno salutato per strada. “Volevano toccarmi, abbracciarmi. Mi stringevano la mano e mi dicevano: ‘Che bello, sei qui.’ Beh, mi ha sopraffatto.”

La guerra contro la droga, ovviamente, non può essere vinta, conclude Saviano. In Messico e negli Stati Uniti, i baroni dei cartelli e la sicurezza anti-narcotici si danno man forte l’un l’altro. Se il possesso di droga fosse legalizzato, suggerisce Saviano, le bande criminali potrebbero perdere il lavoro. Certo, ci sarà sempre il bisogno di quella che Adolf Huxley chiamava “una vacanza chimica dalla propria intollerabile personalità”, ma la pratica finanziaria scorretta legata al traffico di cocaina ha generato una violenta nuova razza di narco-truffatori e speculatori valutari. È a Napoli, capitale scugnizza del Sud Italia, che molti di loro hanno cominciato.

Con un sorriso, Saviano autografa una copia di Zero Zero Zero, e mi abbraccia. I poliziotti armati stanno a guardare mentre esco dall’hotel, immergendomi nel sole estivo.

 

 

[Articolo originale "Roberto Saviano: Italy's most hunted author" di Ian Thomson]

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Traduzione di:
Noemi AlemanniItalia Noemi Alemanni
24 anni e tanta voglia di fare. Sono laureata in lingue straniere e ho una passione smisurata per la letteratura ed il giornalismo. Spero di riuscire a coniugare le due cose come traduttrice. Nel frattempo, continuo a studiare: con le lingue non si finisce mai! noemi.alemanni@gmail.com
Revisione di:
Gaia Restivo