L’Oasi Don Bosco, situata tra le verdeggianti colline del sud della Sicilia, non riceverà più i turisti: 112 immigrati africani, appena sbarcati ci si sono stabiliti venerdì, dopo aver affrontato il peggio.

Italia: degli immigrati appena sbarcati si stabiliscono in Sicilia

Le Point

L’Oasi Don Bosco, situata tra le verdeggianti colline del sud della Sicilia, non riceverà più i turisti: 112 immigrati africani, appena sbarcati ci si sono stabiliti venerdì, dopo aver affrontato il peggio. Con i recenti imponenti  arrivi di immigrati sulle coste italiane, i tradizionali centri d’accoglienza strabordano e il Ministero dell’Interno ha lanciato un programma per incitare a convertire hotel e residence di tutto il Paese. Per 29 euro a persona al giorno, L’Oasi Don Bosco ha risposto all’appello e preparato delle stanze, ciascuna con tre posti letto, bagno e balconcino, un grande salone ricreativo, una piccola aula per i corsi di italiano e un campo da calcio. Per ragioni di sicurezza l’ampia piscina è stata recintata e le sue acque verdastre dovrebbero essere presto rimosse. Stanno costruendo due edifici per aumentare la capacità fino a 200 letti. I primi residenti sono sbarcati giovedi sera nel vicino porto di Augusta, e sono arrivati venerdi a mezzogiorno, dopo una notte in tenda.

“Buongiorno, sono Ciccio, sono qui per ridarvi dignità, da bere, da mangiare, un letto per dormire”, spiega il direttore del centro, Francesco Magnano, prima di fare l’appello e scrutando allegramente tutti i nomi.  – “Dove siamo ?” –  Visibilmente stanchi, gli immigrati cominciano a rilassarsi. Allora iniziano le domande. “ Dove siamo ?” “ Che giorno è ? ”, “ Dove trovare un telefono per chiamare la famiglia?” “ E delle sigarette?”.

Provengono dall’Africa sub-sahariana – Nigeria,Guinea,Senegal,Mali,Congo – e i loro racconti si assomigliano: un viaggio stancante e rovinoso passando attraverso vari Paesi, il deserto mortale fino in Libia, la violenza delle milizie, l’arroganza dei trafficanti, poi l’imbarco, l’angoscia, l’infiltrazione dell’acqua  ed infine la sicurezza della “grande barca” della Guardia Costiera. “ Ho pagato 400 dollari per venire in Italia. Quando ho visto il gommone non volevo salire. Non era una barca, ma quegli avvoltoi mi hanno detto che se fossi tornato indietro, mi avrebbero ucciso”, racconta Mamadou Bari, 24 anni, proveniente dalla Guinea.

A bordo c’erano cristiani e musulmani e quando l’acqua ha iniziato ad entrare, abbiamo aggottato e pregato insieme, tenendoci per le spalle. Ora sono contento di avere un futuro”, ha aggiunto, dopo che 15 immigrati musulmani  accusati di aver gettato in mare dei cristiani, sono stati arrestati a Palermo questa settimana. L’Oasi Don Bosco è ufficialmente diventata un centro di primo soccorso, dove gli immigrati sono censiti nelle prime 72 ore, tempo necessario per chiarire la loro situazione, “ In realtà si sa che ci vuole molto di più, a meno che non scappino”, spiega M.Magnano.  La polizia deve venire presto per rilevare le impronte digitali degli immigrati e diversi si augurano di evitarlo, al fine di poter fare domanda d’asilo in Germania o in Francia, cosa che il regolamento europeo gli impedisce se si scopre che sono passati per l’Italia.

Venerdì mattina, diverse dozzine di immigrati sbarcati qualche giorno prima a Palermo,  dormivano davanti alla stazione di Catania, ai piedi dell’Etna. Sono scappati tutti dalle strutture di prima accoglienza, nella speranza di poter raggiungere Milano, poi la Svezia o “la Francia e Calais e l’Inghilterra dove puoi avere un permesso di soggiorno di 3-4 mesi”, ha raccontato uno di loro.

Un nigeriano di 25 anni,Ehis Bello, guardando il centro di accoglienza, si domanda “ Questo posto è cool, è un posto sicuro. Ma non c’è veramente nulla da fare qui”. Francesco Magnano ci tiene che tutti si sentano bene. Vuole trasformare la vecchia sala ricettiva in moschea e affidare agli occupanti la cura di un grande orto.

Ha un amaro ricordo in effetti dell’ultimo centro che ha diretto e su cui “ i proprietari volevano principalmente fare soldi” alle spalle di 170 minori accolti in condizioni deprorevoli. Scoppiavano regolarmente dei violenti scontri tra somali e gambesi ed è stata evitata una rivolta il giorno in cui i proprietari hanno deciso di dimezzare la razione di cibo. Lo stesso Magnano ha denunciato il centro alle autorità. “”Non era un buon modo di prepararli ad un futuro di possibili cittadini europei”

 

[Articolo originale "Italie: tout juste débarqués, des migrants prennent leurs quartiers en Sicile" di Fanny Carrier]

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Traduzione di:
Silvia OlivieriItalia Silvia Olivieri
Laureata in Lingue e Letterature straniere a Milano, ho vissuto e studiato in Inghilterra,Belgio e Peru'. Traduco da ogni parte del mondo e adoro il Bel Paese visto dall'occhio positivo della stampa estera. Traduco dal francese e dall'inglese. Stampa estera preferita: Belgio francia inghilterra stati uniti.
Revisione di:
Gaia Restivo