LECCE, Italia - Tutto ciò che Luciano Faggiano voleva, comprando un edificio apparentemente insignificante in Via Ascanio Grandi 56, era di aprire una trattoria. L’unico problema erano i servizi igienici.

Secoli di storia italiana vengono dissotterrati cercando di aggiustare dei servizi igienici

["nytimes.com" non trovato]

LECCE, Italia – Tutto ciò che Luciano Faggiano voleva, comprando un edificio apparentemente insignificante in Via Ascanio Grandi 56, era di aprire una trattoria. L’unico problema erano i servizi igienici.

I detriti fognari continuavano ad accumularsi. Quindi il Sig. Faggiano,con l’aiuto dei due figli maggiori, scavò un canale e indagò. Aveva previsto che i lavori durassero circa una settimana.

Se solo…

“ Trovammo dei corridoi sotterranei ed altre stanze, quindi continuammo a scavare” dice il Sig. Faggiano, 60 anni. La ricerca di un condotto fognario, che iniziò nel 2000, diventò una storia di ossessione e di scoperta per un’intera famiglia. Trovò un mondo sotterraneo risalente a prima della nascita di Gesù : una tomba messapica, un granaio romano, una cappella francescana ed anche incisioni dei Cavalieri Templari. La trattoria divenne un museo dove ancora oggi riaffiorano reliquie.

L’Italia è un cumulo di pezzi di storia con imperi e antiche civiltà costruiti l’uno sull’altro come i piani di una torta. I contadini dissotterrano ancora oggi ceramiche etrusche rastrellando i campi. Gli scavi sono comuni in città antiche come Roma, dove reliquie sotterranee protette,hanno ostacolato per anni i piani di estensione della linea metropolitana.

Lecce, situata sul tacco dello stivale italiano,un tempo era uno snodo cruciale del Mediterraneo, desiderata dagli invasori greci, romani,ottomani,normanni e longobardi. Per secoli la sua piazza principale fu contraddistinta dalla presenza di una colonna di marmo con in cima la statua del Santo Patrono Oronzo – finchè nel 1901 degli storici scoprirono un anfiteatro romano sottostante, portando così alla ricollocazione della statua per permettere gli scavi.

“Secondo le leggende, i primissimi ritrovamenti  a Lecce risalgono all’epoca di Omero” dice Mario de Marco, storico e autore locale, facendo notare che gli invasori erano attirati dalla posizione strategica della città e dalle possibilità di saccheggio.

“Ognuna di queste popolazioni arrivò e lasciò una traccia.”

Severo Martini, membro del consiglio comunale della città, dice che i resti archeologici riaffiorano regolarmente – e possono creare grattacapi per le pianificazioni urbanistiche. Un progetto per la costruzione di un centro commerciale fu ridisegnato dopo la scoperta di un antico tempio romano sotto quello che doveva essere il parcheggio.

“ Ogni volta che si scava un buco,” dice il Sig. Martini, “ riaffiorano secoli di storia”.

Chiedo alla famiglia Faggiano. Il Sig. Faggiano pianificava di gestire la trattoria al piano terra e di vivere al piano superiore con la moglie e il figlio più piccolo. Prima che iniziassero a scavare, Marco, il figlio maggiore, studiava cinema a Roma. Il suo secondo figlio, Andrea,aveva lasciato casa per frequentare l’università.

L’edificio era stato ammodernato con muri bianchi e un nuovo impianto di riscaldamento.

“ Dissi, “ Venite, ho bisogno del vostro aiuto, sarà solo per una settimana” ricorda il Sig. Faggiano.

Ma una settimana passò in fretta finchè padre e figli scoprirono che dal pavimento si accedeva a un piano sottostante fatto di pietre del periodo medioevale, che portavano ad una tomba dei Messapiani, vissuti nella regione secoli prima della nascita di Gesù.

Presto la famiglia scoprì una stanza utilizzata dagli antichi romani per lo stoccaggio  del grano e il seminterrato di un convento francescano dove una volta le suore preparavano i corpi dei morti.

La storia diventò chiara solo più tardi, ma era ovvio sin dall’inizio che la ricerca della conduttura sarebbe stato un progetto ben più grande di quanto  il Sig. Faggiano pensasse.

Inizialmente non disse a sua moglie del prolungamento dei lavori, probabilmente  perchè legava di nascosto una corda intorno al petto del figlio più giovane,Davice, allora 12enne, calandolo giù per scavare in piccole e oscure aperture.

“ Mi assicurai che non lo dicesse a sua madre” disse.

Sua Moglie, Anna Maria Sanò, diventò presto sospettosa. “avevamo tutti i giorni i vestiti sporchi” dice lei “ non capivo cosa stesse succedendo”.

Anche i vicini, dopo aver visto i Faggiano portar via detriti sui sedili posteriori dell’auto di famiglia, diventarono sospettosi e avvisarono le autorità.

Arrivarono gli investigatori e chiusero gli scavi, avvertendo il Sig. Faggiano di non operare in un sito archeologico non autorizzato. Lui replicò dicendo che stava solo cercando un condotto fognario.

Passò un anno. Finalmente il Sig. Faggiano fu autorizzato a continuare la ricerca del condotto a condizione di essere controllo da un funzionario dei beni culturali durante i lavori. Emerse una miniera sotterranea e la famiglia portò alla luce antichi vasi, bottiglie devozionali romane, un antico anello con simboli cristiani, artefatti medioevali, affreschi nascosti e altro.

“ La casa dei Faggiano ha resti che rappresentano tutta la storia della città, dai Messapiani ai Romani, dal medioevo al periodo bizantino”, dice Giovanni Giangreco, funzionario del patrimonio storico, ora in pensione,ma allora coinvolto nella supervisione degli scavi.

Gli ufficiali, alla luce di altri ritrovamenti, portarono sul luogo  un archeologo, nonostante  i Faggiano fossero liberi di lavorare agli scavi e sostenerne i costi.

Il Sig. Faggiano si impegnò anche in vaste ricerche nelle ere a strati sottostanti. I due figli più grandi, Marco e Andrea, interrupero le loro vite a causa della ricera del padre.

“Eravamo in qualche modo obbligati a farlo” dice ridendo Andrea, oggi 34enne.  “ Andavo all’ università ma poi volevo tornare a casa per proseguire gli scavi. E così anche Marco.”

Il Sig. Faggiano sognava ancora una trattoria anche se il progetto era ormai una chimera.

Sostentava la famiglia affittando il piano superiore dell’edificio e con le  entrate di altre proprietà.

“ Scavavo ancora per trovare il condotto” disse.“Ogni giorno trovavamo nuovi artefatti”.

Gli anni passarono. I figli decisero di andare via, con Andrea che si trasferì a Londra. Gli archeologi della città continuavano a spronare il Sig. Faggiano a continuare gli scavi. Il suo  stesso architetto gli  disse che se avesse ancora voluto aprire la trattoria, fare scavi più profondi lo avrebbero aiutato a pulire dalla poltiglia la zona sottostante il bagno che era stato progettato. Ammette di esserne stato ossessionato.

“ A un certo  punto non ne potevo più,” ricorda “ Comprai dei mattoni di cemento con l’intenzione di coprire tutto e far finta che  non fosse mai successo.”

“Non lo auguro a nessuno.”

Oggi l’edificio è Museo Faggiano, un museo archeologico indipendente autorizzato dall’Amministrazione di Lecce. Una scala a chioccia di metallo  permette ai visitatori di scendere nelle stanze sotterranee, mentre sezioni con pavimenti in vetro mettono in rilievo i resti storici dell’edificio.

La guida volontaria, Rosa Anna Romano, è la vedova di uno speleologo amatoriale che aiutò nella scoperta della Caverna di Cervi, una cava lungo la costa vicino Lecce, decorata con pittografie del neolitico.

Durante l’utilizzo di un bagno esterno, il marito aveva notato che dei buchi nel terreno portavano ad una grotta sotterranea.

“ Fummo entrambi spinti dal sistema  fognario” ironizza il Sig. Faggiano.

Oggi è soddisfatto del suo museo, ma non ha dimenticato la trattoria. Pochi anni dopo gli scavi trovò finalmente il condotto fognario.Di fatto, era rotto. Da allora ha comprato un altro edificio e sta ancora progettando l’apertura di una trattoria, senza che necessiti una ristrutturazione. Non ha intenzione di sollevare un’altra pala.

“ La voglio ancora” dice della trattoria.     

“ Sono molto testardo”.

[Articolo originale "Centuries of Italian History Are Unearthed in Quest to Fix Toilet" di Jim Yardley]

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Traduzione di:
Silvia OlivieriItalia Silvia Olivieri
Laureata in Lingue e Letterature straniere a Milano, ho vissuto e studiato in Inghilterra,Belgio e Peru'. Traduco da ogni parte del mondo e adoro il Bel Paese visto dall'occhio positivo della stampa estera. Traduco dal francese e dall'inglese. Stampa estera preferita: Belgio francia inghilterra stati uniti.
Revisione di:
Gaia Restivo