Nel bel mezzo di un grande scandalo di corruzione, che ha portato alle dimissioni di un ministro, il governo italiano prova ad approvare una nuova legge che aumenta le pene per i corrotti nel settore pubblico e privato.

In mezzo agli scandali, il governo italiano prova ad approvare una legge anticorruzione

BBC

Il decreto legge anticorruzione era stato presentato dall’attuale presidente del Senato Pietro Grasso già due anni fa, nel marzo del 2013, ma era rimasto fermo in Parlamento per tutto questo tempo. Adesso il primo ministro Matteo Renzi ha ripreso in mano il progetto, che dovrà essere votato entro la fine di marzo dalla Camera dei Deputati, dove il governo detiene la maggioranza.

L’obiettivo principale della nuova legislazione è che quegli atti che servono per nascondere la corruzione, come gonfiare i costi delle opere e falsificare il bilancio, vengano considerati reati gravi e processati secondo il codice penale. La legge prevede pene più dure per amministratori pubblici e imprenditori corrotti e aumenta la pena minima per i casi di corruzione da quattro a sei anni di prigione.

Le misure rendono anche più facile la confisca dei beni degli accusati. Vengono incluse le proprietà che già sono passate agli eredi, un sotterfugio molto utilizzato dagli indagati per tangenti. La legge obbliga inoltre i corrotti a restituire l’importo totale del denaro illecitamente ottenuto, cosa che oggi non avviene a causa degli ostacoli burocratici. I crimini di corruzione, dopo l’approvazione della norma, andranno in prescrizione solo dopo 18 o 21 anni. Attualmente il termine di prescrizione, ovvero quando un delitto passa in giudicato, è di soli otto anni.

Rivelazioni

Il dibattito sulla legge è tornato a galla proprio nel momento in cui il governo si ritrova coinvolto in un grande scandalo che ha portato alle dimissioni del Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Questa settimana, l’ex sovrintendente alle opere pubbliche del Ministero, Ercole Incalza, è stato arrestato con l’accusa di essere il principale responsabile di una rete di corruzione che aveva l’obiettivo di lucrare sui costi gonfiati delle opere pubbliche.

Le indagini avevano già mostrato il presunto coinvolgimento di alcuni dirigenti del Ministero, e Lupi ha lasciato il suo incarico venerdì (20 marzo) dopo la rivelazione che avrebbe chiesto per telefono un lavoro per il figlio ad un imprenditore coinvolto nell’organizzazione. Tra le opere interessate ci sono le linee della TAV, della metropolitana di Roma e anche alcuni padiglioni dell’Expo Milano 2015. In tutto sono circa 50 le persone indagate. La lista include politici e imprenditori sospettati di corruzione e peculato.

Mazzette

Altri scandali sono emersi in tutta Italia negli ultimi mesi. Uno dei casi più gravi coinvolge il cosiddetto “Progetto Mose” a Venezia che prevede la costruzione di barriere mobili che dovrebbero porre fine agli allagamenti della città. Il sindaco Giorgio Orsoni e altre 33 persone sono state raggiunte da ordini di custodia cautelare con l’accusa di aver dirottato fondi del progetto, che vale 5 miliardi di euro, utilizzando imprese che in cambio versavano tangenti.

A Roma circa 100 persone, soprattutto dipendenti pubblici, sono finite sotto inchiesta dalla fine del 2014 per il coinvolgimento in un’organizzazione criminosa in cui i contratti pubblici venivano scambiati con mazzette e riciclaggio di denaro. Lo scambio di favori sarebbe stato coordinato dal mafioso Massimo Carminati. Tra i sospetti c’è anche l’ex sindaco Gianni Alemanno, alla guida della capitale tra il 2008 e il 2013.

Anche l’azienda appaltatrice brasiliana Odebrecht è sotto processo a Napoli con l’accusa di aver pagato tangenti milionarie per accaparrarsi le opere della metropolitana di Panama tramite un imprenditore italiano. Per Raffaele Cantone, commissario anticorruzione del governo italiano, l’importanza della lotta alla corruzione è stata sottovalutata per molto tempo in Italia. “Non è solo un problema di leggi, ma anche di mentalità” ha dichiarato questa settimana durante un evento antimafia nel Sud Italia. “La corruzione è, come la mafia, estremamente dannosa per il Paese. L’Italia ha bisogno di una vera e propria rivoluzione per mettere fine a questo male”.

[Articolo originale "Governo italiano tenta aprovar lei anticorrupção em meio a escândalos" di Marcelo Crescenti]

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Traduzione di:
Andrea TorrenteBrasile Andrea Torrente
Giornalista multimediale e autore del blog Scappo in Brasile, vive in Brasile dal 2009 dove lavora per testate brasiliane e italiane. È traduttore freelance portoghese-italiano. Per contatti: torrente.andrea@gmail.com
Revisione di:
Silvia De CagnaAmina Iacuzio