Il Museo di Arti Decorative (Musée des Arts Decoratifs) rende finalmente omaggio a Piero Forsanetti, fonte di ispirazione di designer quali Philippe Stark.

Piero il folle: l’omaggio di benvenuto del Musée des Arts Décoratifs a Forsanetti

Slate

Il Museo di Arti Decorative (Musée des Arts Decoratifs) rende finalmente omaggio a Piero Forsanetti, fonte di ispirazione di designer quali Philippe Stark.

Delle opere di Piero Forsanetti – pittore, designer, scultore e decoratore di interni italiano (1913-1988) – si ricorda la ristretta gamma cromatica, le vena surrealista, lo stesso viso femminile – quello della soprano Lina Cavalieri – declinato all’infinito,.

Il Victoria and Albert Museum gli aveva dedicato una retrospettiva a Londra nel 1991. In Francia, è stato necessario aspettare due decenni perché un altro evento gli renda omaggio. Barnaba, il figlio dell’artista, in collaborazione con la galleria Epokhé, aveva iniziato un’esposizione nel 2011 a Beaune all’interno di una ex cooperativa agricola.

«Basti dire che era ormai tempo e del tutto naturale rendere finalmente omaggio a Piero Fornasetti al Museo di Arti Decorative», si entusiasma Olivier Gabet, commissario dell’esposizione precedentemente presentata nel 2013 al Triennale Design Museum di Milano.

Le forme molto semplici di piatti o oggetti di arte per la tavola, passano in secondo piano per mettere in evidenza ogni decorazione, vero elemento strutturale dell’opera di Fornasetti. Il mobilio (sedie, tavoli, paraventi, scrivanie, alcuni dei quali immaginati in collaborazione con l’architetto Gio Ponti per case private, transatlantici o casinò) giocano con l’apparenza, creano ’illusione, immergono lo spettatore in un viaggio attraverso strani paesaggi metafisici, tra commedia dell’arte e surrealismo.

Da autodidatta (sarà cacciato dall’Accademia delle Belle Arti di Brera nel 1930 per insubordinazione), Fornasetti sperimenta tutte le tecniche di incisione e stampa ed inaugura la Stamperia d’Arte Piero Fornasetti per editare egli stesso le sue opere e quelle di altri artisti fra i più affermati:

«Negli anni ‘90, diventa fonte di ispirazione per alcuni designer come Philippe Starck. La prima monografia che gli dedica Patrick Mauriès [nel 2006 prefazione di Gio Ponti] e il coinvolgimento di suo figlio Barnaba, che prosegue l’opera del padre così prolifica e piena d’inventiva, hanno contribuito alla riscoperta dell’opera, di cui si ha ormai piena consapevolezza. L’esposizione presenta i grandi temi dell’opera del designer: i suoi inizi, poco noti, come pittore, che permettono di immergersi nel contesto artistico italiano ed europeo degli anni ‘30, quello del Novecento e del Ritorno all’ordine, la sua attività di stampatore che racchiude tutta la sua opera, le serie Tema e Variazioni e la sua collaborazione con Gio Ponti.»

 

[Articolo originale "Piero le fou: l'hommage bienvenu des Arts Décoratifs à Fornasetti" di Elodie Palasse-Leroux]

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Traduzione di:
Roberto SimoneItalia Roberto Simone
Sono laureato in fisica, quindi mi sono riciclato come programmatore ed oggi faccio il consulente informatico a Milano. Ma sono e resto salentino. Credo che compito dell'Informazione sia controllare il potere in tutte le sue forme e non vezzeggiarlo. E credo che senza Informazione non ci sia Democrazia. Traduco dal francese
Revisione di:
Gaia Restivo