La decisione di un tribunale di Brasilia di deportare Cesare Battisti dal Brasile ha acceso la polemica in Italia e ha inondato i social network di commenti sia a favore che contro l’espulsione.

La deportazione di Battisti unisce politici di destra e sinistra sui social network

BBC

Battisti fu condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi che sarebbero stati commessi negli anni 70 quando faceva parte del gruppo Proletari Armati per il Comunismo. Nel 2004 scappò in Brasile, dove venne arrestato nel 2007. All’epoca l’Italia chiese la sua estradizione, che fu concessa dalla Corte Costituzionale del Brasile. Tuttavia, l’allora presidente Luiz Inácio Lula da Silva, che aveva l’ultima parola sul caso, revocò la misura del tribunale sostenendo che l’italiano era oggetto di persecuzione.

 

Il governo italiano non si è ancora pronunciato sul caso, ma lo scorso 3 Marzo la reazione della stragrande maggioranza dei politici sui social network è stata a favore della misura, unendo avversari di destra e di sinistra.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha affermato via Twitter che il Brasile “ha ordinato l’espulsione di un criminale e assassino”, aggiungendo che “lo aspettiamo a braccia aperte”. Anche il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, di Forza Italia, ha esultato: “È una buona notizia” ha scritto in un post su Facebook. “Non vogliamo solo che sia deportato in un altro Paese, ma che sconti la pena qui in Italia”.

Sul fronte opposto, anche Riccardo Nencini, leader del PSI, ha accolto positivamente la decisione con un commento su Twitter: “Speriamo che questo metta fine una volta per tutte alla latitanza incontrastata di un omicida”.

Altri post, come quelli apparsi sulla pagina Facebook del Corriere della Sera, dicono che “la sinistra organizzerà marce di solidarietà” per Battisti oppure che “fra una settimana sarà di nuovo libero”.

Nel frattempo Battisti ha trovato anche dei difensori sul web. Diverse persone fanno riferimento a errori e dubbi riguardo al processo, altri vedono una relazione tra la deportazione di Battisti e la decisione della Giustizia italiana di poche settimane fa di estradare l’ex presidente del Banco del Brasile Henrique Pizzolato, condannato per il suo coinvolgimento nello scandalo del mensalão [dopo essere stato condannato in Brasile per vari crimini ad oltre 12 anni, Pizzolato alla fine del 2013 si è rifugiato in Italia. Dopo essere stato arrestato, nel febbraio 2015, la Corte di Cassazione ha autorizzato la sua estradizione in Brasile, NdT].

Questa teoria è stata suggerita da alcuni internauti sia in Italia che in Brasile. “Un giudice fa deportare Cesare Battisti? C’è qualche relazione con Pizzolato o è tutta teoria della cospirazione?” si chiede un utente su Twitter. L’ironico giornalista Tutty Vasques si chiede in maniera scherzosa chi sarà deportato per primo: Cesare Battisti, Henrique Pizzolato o Roman Polanski?

Nella decisione, la giudice del tribunale di Brasilia Adverci Rates Mendes de Abreu ha accolto la domanda del Pubblico Ministero, secondo il quale il visto concesso a Battisti non è valido. Il magistrato ha disposto che l’italiano venga deportato in Messico o Francia, paesi nei quali Battisti ha vissuto prima di arrivare in Brasile. L’avvocato di Cesare Battisti – che sostiene che il suo cliente è vittima di persecuzione politica in Italia – ha annunciato che farà ricorso.

[Articolo originale " Itália: Deportação de Battisti une políticos de esquerda e direita nas redes sociais" di Marcelo Crescenti]

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Traduzione di:
Andrea TorrenteBrasile Andrea Torrente
Giornalista multimediale e autore del blog Scappo in Brasile, vive in Brasile dal 2009 dove lavora per testate brasiliane e italiane. È traduttore freelance portoghese-italiano. Per contatti: torrente.andrea@gmail.com
Revisione di:
Alessandra Cerioli