Il caso delle navi fantasma, che sbarcano in Italia con centinaia di profughi e senza equipaggio, sgomenta l’Europa. La prenotazione si effettua su Facebook. Già da tempo gli scafisti fanno propaganda online.

L’agenzia viaggi di Facebook per profughi in preda alla disperazione

Die Welt

Il caso delle navi fantasma, che sbarcano in Italia con centinaia di profughi e senza equipaggio, sgomenta l’Europa. La prenotazione si effettua su Facebook. Già da tempo gli scafisti fanno propaganda online.

La pagina Facebook ha tutta l’aria di un annuncio pubblicitario. “Salam Aleikum! Traversata da Mersin fino all’Italia su grande nave (84 metri). Soddisfa tutte le esigenze: dal cibo alle bevande, al latte per i bambini. Prezzo: 4500 dollari, per un minimo di 50 passeggeri. Il viaggio ha inizio tra cinque giorni.” Il gruppo Facebook si chiama “Traversate da Mersin all’Italia”. È scritto tutto in arabo. L’immagine del profilo è una nave portacontainer su cui si legge un numero telefonico scritto a caratteri cubitali di colore bianco. Un secondo numero di telefono è inserito nei post. È così che si presenta l’agenzia viaggi di Facebook per i profughi siriani che desiderano traghettare dal porto di Mersin, in Turchia, all’Italia. Il gruppo gode di grande popolarità. 528 utenti hanno cliccato su “mi piace”. Uno di questi è Eyad Tenawe. Nel suo profilo afferma di provenire da Damasco e di vivere attualmente a Istanbul. A quanto pare studia economia. È interessato all’offerta della traghettata e chiede: “Dove bisogna pagare?” La risposta arriva immediata: “Presso il nostro ufficio”.

Navi senza capitano

L’intera Europa è profondamente turbata dal caso delle navi fantasma. Prima mercoledì e poi venerdì sono sbarcate sulle coste dell’Italia meridionale, a Gallipoli e a Corigliano Calabro, i mercantili “Blue Sky M” e “Ezadeen”, carichi di profughi siriani, vittime della guerra civile. La “Blue Sky M” aveva circa 800 passeggeri a bordo e la “Ezadeen” 360, secondo le stime attuali. In entrambi i casi, mancava innanzitutto l’equipaggio. Gli scafisti evidentemente avevano impostato i mercantili in modalità di pilota automatico, abbandonandoli alla propria sorte. Se la Guardia costiera italiana e la Marina non fossero intervenute, si sarebbe andati incontro ad una tragedia. Le navi avrebbero urtato contro la scogliera e i passeggeri non ne sarebbero usciti vivi. Invece sono stati salvati, sottoposti a cure mediche d’urgenza e poi smistati nei centri raccolta profughi in tutta Italia. L’affare sporco degli scafisti e il loro cinismo hanno suscitato grande indignazione. La Commissione europea, l’agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne Frontex e l’Alto commissariato degli Stati Uniti per i rifugiati sono in stato di allarme e annunciano provvedimenti. Ciò che lascia attoniti è che i viaggi sulle navi fantasma non sono affatto segreti, ma pubblici e già da tempo pubblicizzati in rete. Su internet si è sviluppato un vero e proprio mercato nero attorno alle traversate illegali. Non c’è da stupirsi, se si dà uno sguardo al numero di migranti. Secondo i dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, verso la fine del 2013, erano più di 16,7 milioni le persone in fuga. L’Europa è una meta molto ambita. Nel 2014 sono sbarcati in Italia tra 160.000 e 170.000 clandestini. Circa 42.000 di questi venivano dalla Siria. Oltre 3000 persone hanno pagato la traversata sul Mediterraneo con la morte. Per diventare scafista non è richiesto né un grande capitale né conoscenze specifiche. L’equipaggiamento di base è abbastanza modico: un cellulare con carta prepagata; un conto sul servizio internet-telefonico Viber, una specie di WahtsApp, molto richiesto soprattutto nei paesi arabi; una pagina-Facebook per promuovere i servizi; e un conto per incassare i soldi, per esempio su Western Union.

Vecchi mercantili a buon prezzo

E ovviamente c’è bisogno di un’imbarcazione di fortuna. Uno di questi vecchi mercantili si può ottenere già per soli 100.000-150.000 dollari. Chi è disposto a spendere questa cifra, non ha che l’imbarazzo della scelta. In base ai dati dell’Organizzazione marittima internazionale, nel 2011, sono state circa 100.000 le navi da carico a salpare per i grandi oceani; navi che, considerate le dimensioni, avrebbero potuto benissimo adattarsi, secondo gli esperti, al trasporto di profughi. L’età media di queste imbarcazioni si aggirava intorno ai 22 anni. I mercantili erano registrati in oltre 150 paesi. Il vantaggio per gli scafisti: eseguire i controlli sugli acquirenti delle navi è per le autorità, a causa delle innumerevoli giurisdizioni, estremamente laborioso. La “Ezadeen“ è l’esempio lampante di quanto il business delle navi fantasma sia lucrativo. Per la traversata sul mercantile con la bandiera della Sierra Leone, costruito 50 anni fa e originariamente usato per il trasporto del bestiame, gli immigrati avrebbero sborsato tra 4000 e 8000 dollari (tra 3320 e 6640 euro) a testa, ha riferito il Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, nel week-end. La “Ezadeen”, secondo i dati delle autorità italiane, aveva a bordo 232 uomini, 54 donne e 74 bambini. Morale: grazie alla “Ezadeen” gli scafisti si sono intascati una bella cifra a sei zeri. I profughi siriani della “Ezadeen“ sarebbero giunti in aereo via Libano fino in Turchia, dove si sarebbero imbarcati, ha detto il Prefetto Tomao. Una donna aveva lanciato l’SOS via radio dopo che l’equipaggio aveva abbandonato il ponte di comando. Dapprima, nel mare in tempesta, una motovedetta islandese aveva cercato invano di rimorchiare il bastimento. Poi sei membri della Guardia costiera si sono calati sul mercantile da un elicottero e hanno preso il controllo della situazione. Gli inquirenti devono ancora indagare sull’equipaggio: ha davvero abbandonato la nave o si è confuso tra i migranti senza farsi riconoscere?

Una sorte simile è toccata anche alla „Blue Sky M“. In questo caso, il costo del viaggio da Mersin all’Italia si aggirava tra i 4500 e i 5000 dollari. Il presunto capitano, un siriano di 36 anni, è stato arrestato dalla polizia italiana. Durante l’interrogatorio il capitano di nave, in possesso di regolare qualifica professionale, avrebbe affermato di essere stato ingaggiato per 15.000 dollari. A quanto pare avrebbe impostato il motore ad una velocità di sei nodi in rotta verso l’Italia per poi dileguarsi, assieme ad altri tre membri dell’equipaggio, tra la folla di migranti. Secondo le dichiarazioni rilasciate dal capitano durante l’interrogatorio, anche la sua famiglia si sarebbe trovata a bordo. Sicuramente la “Blue Sky M“ è stata pubblicizzata su Facebook. Forse addirittura sulla pagina citata all’inizio “Traversate da Mersin all’Italia”. Anche lì si parla infatti di costi di viaggio che oscillano tra i 4500 e i 5000 dollari. Sono specificati dei numeri di telefono, raggiungibili tramite il servizio di Viber, per tutti coloro che desiderino maggiori informazioni. Nello spazio dedicato ai commenti, gli interessati chiedono ad esempio: “C’è da mangiare e da bere sulla nave?” Un post del gruppo, risalente a mercoledì scorso (31.12.2014 NdT), dice: “La nave del 26/12 è già attraccata in un porto italiano. Grazie a Dio stanno tutti bene.” Potrebbe essere riferito alla “Blue Sky M”, che alla fine è approdata sulla costa della Puglia proprio mercoledì. Sui commenti c’è chi scrive: “Per fortuna!” Forse adesso qualcuno si sente incoraggiato a prenotare la prossima nave fantasma sull’agenzia viaggi di Facebook.

 

 

[Articolo originale "Das Facebook-Reisebüro für verzweifelte Flüchtlinge" di Tobias Bayer, Eva Marie Kogel]

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Traduzione di:
Valeria LucchesiGermania Valeria Lucchesi
Italiana residente in Germania, appassionata di lingue e culture straniere, laureata in linguistica romanza. Traduce dal tedesco.
Revisione di:
Claudia Marruccelli