Padova, Roma, Napoli, Bari …. Nel “ paese delle mafie” ,  il romanzo noir è regionale, ma raggiunge un successo mondiale.

Italia, il paese dove il giallo è una specialità locale.

Le Nouvel Observateur

Padova, Roma, Napoli, Bari …. Nel “ paese delle mafie” ,  il romanzo noir è regionale, ma raggiunge un successo mondiale.

E’ la nuova incarnazione del made in Italy : il romanzo giallo, di cui si vendono decine di milioni di copie nel mondo. Come se il genio peninsulare alla fine avesse trovato un modo per esprimersi nel mezzo delle sue continue crisi e tragedie.

Il “paese della mafia e della corruzione endemica”, come dice Giancarlo De Cataldo, giudice romano e autore del famoso “ Romanzo criminale” , conta almeno una dozzina di giallisti di successo, tra cui Carofiglio, Todde o De Cataldo. Senza dimenticare Alessio Viola, 62 anni, vecchio operaio, gestore di un bar e giornalista che pubblica il suo primo giallo “ Dove comincia la notte” ,storia di un poliziotto disilluso che a Bari incontra degli spacciatori, dei banditi e una insopportabile ragazzina sado-maso.

Perchè questa febbre per il poliziesco e soprattutto perchè questi autori sono tutti ben radicati nella loro regione d’origine: De Cataldo a Roma, Camilleri a Ragusa, Todde a Cagliari ,  Carofiglio a Bari, Carlotto a Padova, DeGiovanni a Napoli, Lucarelli a Bologna?

Perchè il giallo non è italiano, è regionale. Come se ogni territorio avesse una sua specificità in materia di violenza e omicidi e ciascuna il suo tipo di inchiesta.

L’elemento in comune di tutti questi autori : il ruolo dei testimoni. Il solo capace, secondo loro, di compensare la caduta libera del giornalismo investigativo e della letteratura impegnata, così come la lentazza della magistratura a risolvere i grandi enigmi.

“ Cosa c’è di più naturale in questo contesto, di uno scrittore che si mette all’opera?” spiega Massimo Carlotto. Affascinato dalle morti violente, lo studio dei cadaveri e i crimini irrisolvibili, Carlotto testimonia i diversi aspetti della crisi, in un periodo socialmente pericoloso dove “ gli individui, soprattutto di sesso maschile, si accaniscono contro le donne, i bambini, i deboli” come dice Maurizio De Giovanni.

E funziona. E’ vero che questi scrittori ci mettono la faccia, trasformandosi in insegnanti, per arrivare ad un pubblico più ampio: c’è la Scuola Holden, la scuola di narrazione di Alessandro Baricco a Torino; i corsi di Gianrico Carofiglio a Roma, per rendere comprensibile il linguaggio giuridico                  ( magistrato antimafia, ha venduto 4 milioni di copie solo in Italia); poi c’è quella di Carlo Lucarelli, La Bottega Finzioni di Bologna dove insegna l’arte di scrivere un thriller.

Successi garantiti e non soltanto in Italia. Perchè il lettore è uno spettatore universale, contento di “ poter scoprire la zona d’ombra che si nasconde in noi ” questa “ zona oscura resa ancora più pericolosa dalla crisi che ha generato in ciascuno una rabbia incontenibile” spiega Gianrico Carofiglio.

Ma l’universalità della rabbia non è l’unica ragione del successo del giallo italiano: la sua matrice regionale seduce molti lettori. Nessuno racconta Napoli meglio di Maurizio De Giovanni, con i suoi bordelli anni ‘30, Piazza del Plebiscito, il Caffè Gambrinus o l’atmosfera plebea dei Quartieri Spagnoli.

E nessuno racconta meglio di Carofiglio (tradotto in 24 lingue) Bari, sua città natale, capitale dei trafficanti slavi dai “sapori di Tangeri e Marsiglia”. Così come Giorgio Todde descrivendo Cagliari, la madre africana e le tempeste di sabbia.

Chi infine svela meglio di Giancarlo De Cataldo la Roma della malavita, all’ombra della cupola di San Pietro, con i suoi quartieri popolari e malfamati? E’ come se tutti questi gialli fossero l’unico tipo di letteratura capace di testimoniare un ‘Italia spezzettata per sempre in ducati, principati,piccole potenze locali, cricche, clan rivali e mafie.

Un’Italia variopinta dove l’ esplosione della crisi ha fatto riaffiorare i dialetti e dove il terrore è ciò che resta di umano in un momento di recessione. Un luogo rivitalizzante, anche per il crimine.

 

[Articolo originale "L'Italie, le pays où le polar est une spécialité locale " di Marcelle Padovani]

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Traduzione di:
Silvia OlivieriItalia Silvia Olivieri
Laureata in Lingue e Letterature straniere a Milano, ho vissuto e studiato in Inghilterra,Belgio e Peru'. Traduco da ogni parte del mondo e adoro il Bel Paese visto dall'occhio positivo della stampa estera. Traduco dal francese e dall'inglese. Stampa estera preferita: Belgio francia inghilterra stati uniti.
Revisione di:
Gaia Restivo