Dopo “Mare Nostrum”, sotto il comando italiano, l’operazione europea “Triton” sarà d’ora in poi responsabile della protezione delle frontiere europee nel Mediterraneo.

L’Italia passa da “Mare Nostrum” a “Triton”

Le Figaro

Dopo “Mare Nostrum”, sotto il comando italiano, l’operazione europea “Triton” sarà d’ora in poi responsabile della protezione delle frontiere europee nel Mediterraneo.

Più di centomila immigrati soccorsi in mare, 558 interventi, 728 trafficanti arrestati e sei navi ispezionate, ma anche 2137 annegati e dispersi in mare: ecco il bilancio dell’operazione “Mare Nostrum” fatto dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Cominciata il 18 ottobre 2013, l’operazione, condotta nel Mediterraneo dalla Marina italiana, è terminata ufficialmente a metà ottobre. L’Europa è subentrata con la sua operazione, battezzata “Triton”, posta sotto il comando di Frontex, l’agenzia europea per la sorveglianza in mare. “Triton” impegnerà sei navi e tre aeromobili. Costerà 3 milioni di euro al mese, un terzo di “Mare Nostrum”. Matteo Renzi avrebbe forse preferito proseguire questa operazione umanitaria che ha sottolineato la capacità d’intervento dell’Italia. il 2 luglio scorso, a Strasburgo, aveva fatto un appello all’Europa a venire in aiuto del suo Paese contribuendo ai costi e alla logistica dell’operazione. Non è stato molto ascoltato, e la Presidenza dell’Unione Europea non ha posto il dramma degli immigrati al centro delle sue priorità.

“Mare Nostrum” si è scontrata con un fuoco crescente di critiche. Il berlusconiano Maurizio Gasparri l’ha chiamato un “aspirapolvere di clandestini”, e le forze populiste, molto forti in Italia, hanno portato avanti una campagna velenosa: Beppe Grillo (Movimento 5 Stelle) ha fatto un appello a “ributtare in mare gli immigrati”, Matteo Salvini (Lega Nord) a “rimandarli a casa”. Quanto all’esetrema destra, ha moltiplicato le manifestazioni violente davanti ai centri d’accoglienza della capitale, picchiando brutalmente diversi africani. Roma conta una decina di centri, che ospitano 45000 immigrati.

Una Tappa

L’intolleranza è cresciuta in questi ultimi anni con l’aumento esponenziale del numero di immigrati. Gli stranieri erano 321000 all’epoca del primo censimento nel 1981 e 1344889 nel 2001, secondo l’Istat. Secondo l’Eurostat sono oggi 4,8 milioni, tanti quanti in Gran Bretagna. E l’OCSE ha contato 258400 nuovi arrivi di immigrati nel 2013.

Il Parlamento ha abolito a luglio scorso il reato di immigrazione clandestina, punito con la detenzione. E le autorità hanno escluso il rimpatrio forzato degli immigrati verso i teatri di guerra del Medio Oriente e del Corno d’Africa, poiché siriani, palestinesi, eritrei e somali costituiscono la maggioranza dei nuovi arrivati. Qualche rientro forzato è stato invece già organizzato verso la Tunisia e il Marocco, Paesi con cui l’Italia ha stipulato degli accordi di reintegrazione. Non si fa molto, al di là di questo. Le stesse autorità non pretendono di prendere le impronte digitali dei clandestini che rifiutano di dichiarare la propria identità. Per la maggior parte di loro, l’Italia non rappresenta altro che una tappa verso il Nord Europa.

[Articolo originale "L'Italie passe de «Mare Nostrum» à «Triton»" di Richard Heuzé]

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Traduzione di:
Nadia CazzanigaItalia Nadia Cazzaniga
Revisione di:
Gaia Restivo