Decine di medici siciliani curavano migliaia di pazienti morti

[El Pais]

Scoperta una truffa con presunti pazienti deceduti

In pieno dibattito sulla dignitosa morte per il drammatico caso di Eluana Englaro, la Sicilia ha contribuito ieri con una buona dose di relativismo, se non morale, almeno burocratico. La Guardia di Finanza ha scoperto nell’Isola una truffa di grandi dimensioni che coinvolge decine di medici di famiglia: 51.287 pazienti che erano morti, in alcuni casi da 20 anni, continuavano a vivere da un punto di vista legale, ed i loro medici continuavano a percepire il loro compenso mensile dal Sistema Sanitario Nazionale.
I medici di famiglia chiedevano il rimborso sostenendo di “curare” 51.000 deceduti.

La ragione apparente è che il registro civile dell’isola impiega un tempo indeterminato nel certificare la morte dei cittadini siciliani. Gli investigatori stanno cercando di capire se questo accada per inadempienza, corruzione, o per un insieme di cause piu’ complesso il cui obiettivo sarebbe, nonostante l’aumento della mortalità, di mantenere l’afflusso di fondi dal continente alla Sicilia.

Il danno all’erario pubblico provocato dalla truffa si stima in circa 14 milioni di euro, anche se diversi media locali insistono nel sottolineare che la cifra è solamente la punta di un iceberg che nasconde un gigantesco caso di corruzione sanitaria. Un vero “Sistema Sicilia” in cui connivenze, malcuranza, imbrogli e frodi avrebbero permesso a medici, politici, funzionari, dirigenti, ispettori e case farmaceutiche di realizzare un “buon affare” ai danni della collettività.
Fra i casi scoperti finora si sono trovati pazienti defunti da due decenni che continuavano ad essere teoricamente curati dai propri dottori, i quali non badavano a spese e analisi per prendersi cura dei cadaveri.

Già nel 2007 la polizia aveva scoperto una truffa simile del valore di cinque milioni di euro, e aveva avvisato che, in Sicilia, si spendono in media ogni anno 250 milioni di euro per le prestazioni di specialisti esterni agli ospedali pubblici.
In un solo distretto sanitario dell’isola, che comprende 100.000 pazienti, i media locali hanno certificato che in un solo semestre del 2006 furono realizzati 310.000 analisi di laboratorio; 18.300 visite cardiologiche; 30.000 prestazioni dentistiche e 66.000 cure di fisioterapia. In totale, cinque milioni di euro di spesa. Come ironizza il combattivo blog “Osservatorio Siciliano”, se tutte queste prove fossero reali, “l’isola sarebbe in piena emergenza sanitaria, perche almeno il 50% della popolazione presenta una patologia.”
Il deputato Mario Baccini, dei Cristiani Popolari, è stato uno dei pochi che ha condannato il corrotto sistema che si profila dietro la truffa dei pazienti defunti. “Il danno all’erario non è l’unico motivo di preoccupazione per quel che succede nel sistema sanitario siciliano” ha dichiarato. “La prima preoccupazione deve essere la assoluta mancanza di valori e di rispetto per la vita e la salute dei cittadini” ha aggiunto Baccini.

[Articolo originale "Decenas de médicos sicilianos tienen miles de clientes muertos" di Miguel Mora]

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