Per le famiglie delle vittime è stata una stupefacente e dolorosa marcia indietro, “un terremoto dopo il terremoto” ha riferito un avvocato che ne rappresenta molte. Ma tanti ricercatori sono sollevati da quest’ultimo sviluppo in una saga legale lunga 5 anni che ha scatenato un dibattito surriscaldato in Italia e ha scosso i geofisici di tutto il mondo.

Sismologia_Accolte con sollievo in Italia le assoluzioni nel processo del terremoto

Science

Ma alcuni continuano a criticare i ricercatori per la frettolosa analisi dei rischi.

L’Aquila,

Per le famiglie delle vittime è stata una stupefacente e dolorosa marcia indietro, “un terremoto dopo il terremoto” ha riferito un avvocato che ne rappresenta molte. Ma tanti ricercatori sono sollevati da quest’ultimo sviluppo in una saga legale lunga 5 anni che ha scatenato un dibattito surriscaldato in Italia e ha scosso i geofisici di tutto il mondo.

Lunedì, una Corte di Appello ha assolto i sei esperti condannati per omicidio colposo a 6 anni di prigione nel 2012 per i consigli che avevano dato prima del terremoto del 2009 che uccise 309 persone in questa città di provincia. Solamente uno dei sette originariamente giudicati colpevoli non è stato assolto: Bernardo de Bernardinis, che nel 2009 era il vice presidente della Protezione Civile italiana e che era stato condannato ad una sentenza sospesa di 2 anni di carcere, da confermare dopo gli eventuali appelli. “Il processo dell’Aquila è stato una falsa accusa ad individui per quello che era stato il fallimento del sistema di comunicazione del rischio nazionale”, dice Thomas Jordan, un geologo all’Università della California del Sud a Los Angeles. “Il buonsenso giudiziario ha prevalso”.
Solo 6 giorni prima del fatale terremoto, gli esperti avevano partecipato ad una riunione della Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi. La riunione, tenutasi il 31 Marzo 2009, era stata organizzata per valutare il rischio posto da una serie di scosse di piccola e media magnitudo che erano state avvertite a L’Aquila per molti mesi. Nel processo del 2012, il Giudice Marco Billi sentenziò che i membri della commissione avevano eseguito un’analisi dei rischi “superficiale, approssimativa e generica”, e che avevano fatto una serie di affermazioni rassicuranti che avevano convinto 29 delle vittime del terremoto a restare a casa al momento del disastro, pur essendoci state 2 scosse di media intensità poche ora prima.

La dura sentenza di Billi fu uno shock per la comunità scientifica italiana. Portò molti ad affermare che la scienza stessa era stata giudicata colpevole, anche se il giudice aveva sottolineato che non aveva condannato gli esperti per non aver previsto il terremoto, cosa che la scienza non può fare, ma piuttosto per non aver eseguito il dovere normativo imposto dal loro ruolo di pubblici ufficiali. Disse che gli esperti non avevano analizzato una serie di fattori che indicavano un elevato rischio sismico, tra cui il fatto che passati terremoti che avevano distrutto L’Aquila erano stati preceduti da piccole scosse.
Gli avvocati degli esperti condannati si sono concentrati sia sulla presunta negligenza dei loro clienti che sul fatto che le loro affermazioni avevano convinto molte persone a stare a casa, in edifici che successivamente sono crollati. In particolare dissentivano sul fatto che il gruppo doveva essere biasimato per l’idea secondo la quale le piccole scosse precedenti erano una cosa buona perché scaricavano energia. Testimoni del primo processo dissero che questa idea, che molti geofisici ritengono scorretta, convinse i loro cari a stare a casa.
Gli avvocati difensori hanno affermato che questa idea non poteva essere stata approvata dall’intera Commissione, come Billi aveva suggerito, perché era stata affermata pubblicamente solo da De Bernardinis, in un’intervista tenutasi prima della riunione della Commissione. “Nessuno ha detto ‘State a casa perché questo è uno scarico di energia’ ” ha detto Marcello Melandri, l’avvocato di Enzo Boschi, l’ex presidente dell’Istituto Nazionale Italiano di Geofisica e Vulcanologia.

Ma il pubblico ministero Romolo Como ha fatto notare che nessuno dei partecipanti aveva ribattuto quando gli era stata posta la domanda sull’idea dello scarico di energia durante la riunione. “Perché nessuno obiettò su questo?” ha chiesto.
Nel nuovo verdetto, che sarà formulato per iscritto entro 3 mesi, un pannello di 3 giudici capeggiati da Fabrizia Francabandera ha concluso che solo nel caso di De Bernardinis si poteva provare un legame diretto tra le sue parole e le azioni di alcune delle vittime. De Bernardinis ha affermato, che nonostante la sua rinnovata condanna, lui può affrontare “Dio e gli uomini” con la coscienza pulita. Alcuni cittadini dell’Aquila hanno poi espresso indignazione verso quello che è parso come un ulteriore tradimento da parte dello Stato. Gli avvocati dei parenti delle vittime dicono che faranno appello alla Corte Suprema della Cassazione di Roma

Boschi ha detto a Science che non era stato bene durante la seduta finale del processo e che si è reso conto di essere stato assolto solo un quarto d’ora dopo la lettura del verdetto. Ha detto: “non c’è niente da celebrare” ma è “sollevato” e spera di poter un giorno parlare con gli abitanti dell’Aquila “senza gli avvocati”.
Anche Willy Aspinall, un esperto del rischio all’Università di Bristol nel Regno Unito si è detto sollevato. Ma ritiene che questo processo debba servire da monito. L’analisi dei rishi a L’Aquila “non era stata fatta bene, in maniera competente e neutrale” dice, aggiungendo che la breve durata della riunione della Commissione (solo tre quarti d’ora), mostrò che i sette stavano “facendo un po’ una scommessa pensando di poter fare il loro dovere per i loro capi politici e che non avrebbero dovuto fare altro”. Secondo lui i ricercatori devono essere molto più cauti su come danno consigli e mettere tutto per iscritto anziché solo a voce”.

Edwin Cartdlige è giornalista scientifico a Roma

[Articolo originale "Seismology_Relief greets acquittals in Italy earthquake trial" di Edwin Cartlidge]

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Traduzione di:
Loredana SpadolaSvezia Loredana Spadola
Napoletana e ricercatrice in un’azienda farmaceutica a Göteborg. Lettrice vorace.
Revisione di:
Noemi Alemanni