Le vittime italiane del nazionalsocialismo possono, in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale italiana, chiedere i danni alla Germania. In questo modo la massima corte italiana si pone in conflitto con una sentenza del Tribunale internazionale dell'Aja.

Berlino dovrebbe pagare per i crimini nazisti in Italia

Sueddeutsche Zeitung

Le vittime italiane del nazionalsocialismo possono, in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale italiana, chiedere i danni alla Germania. In questo modo la massima corte italiana si pone in conflitto con una sentenza del Tribunale internazionale dell’Aja.

La Germania teme una piena di processi civili e di tentativi di requisire e mettere all’asta beni tedeschi che si trovano in Italia. Altri paesi che erano stati colpiti dalla Germania nazista potrebbero poi seguire l’esempio italiano, come ad esempio l’Ucraina, la Russia e la Grecia.

Tra Germania e Italia esplode un conflitto difficile e pieno di conseguenze, relativo al rimborso dei danni causati dai crimini nazisti. La Corte Costituzionale italiana di Roma ha ora deciso che le vittime dei nazisti possono denunciare la Germania per danni di fronte a tribunali civili italiani. Il principio dell’immunità di stato, che impedisce di fatto questo genere di cause, non varrebbe, quando si tratta di azioni illegittime di uno stato, che possono essere considerate crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La motivazione dei giudici romani: in simili casi estremi hanno la precedenza sui diritti inalienabili dell’uomo, che sono garantiti dalla Costituzione italiana. Il supremo tribunale si pone così in contrasto con una sentenza della massima corte della comunità internazionale. Il Tribunale internazionale dell’Aja aveva, nel 2012, dato ragione alla Germania nella causa per danni che la opponeva all’Italia. I giudici dell’Aja avevano deciso che l’immunità di stato vale anche per i più gravi crimini contro l’umanità. I tribunali italiani avevano pertanto dovuto respingere le cause civili di vittime italiane del nazismo come inaccettabili. L’Italia si era piegata alla sentenza e aveva emanato nel 2013 una legge, che faceva della decisione dell’Aja una legge nazionale. Questa legge è ora stata cassata dalla Corte Costituzionale di Roma.

La Germania teme per l’immunità di stato

Così in Italia ora si potrebbe arrivare a una vera e propria piena di processi civili contro la Germania. Avrebbero diritto di rivolgersi al tribunale, ad esempio, gli Italiani che erano stati portati in Campi di concentramento in Germania e che erano stati costretti ai lavori forzati. Anche coloro che erano stati coinvolti in massacri nazisti potrebbero denunciare per danni la Repubblica Tedesca. Se la Germania ignorasse le relative sentenze italiane, i querelanti potrebbero provare a requisire e mettere all’asta beni tedeschi che si trovano in Italia, ad esempio terreni di proprietà di istituzioni culturali. Simili tentativi sono già avvenuti in passato. A Berlino si teme già da tempo che l’esempio italiano possa avere un seguito in altri paesi che erano stati colpiti dalla Germania nazista, come l’Ucraina, la Russia e la Grecia. Anche per questo il governo federale si era rivolto al Tribunale internazionale. All’Aja aveva sostenuto che l’immunità di stato è una colonna portante del diritto internazionale e che serve alla convivenza pacifica tra stati, anche e soprattutto dopo guerre che abbiano portato a grandi ingiustizie.

Il Ministero degli Esteri esaminerà la sentenza

Al Ministero degli Esteri di Berlino, questo giovedì, verrà esaminata la sentenza di Roma. La posizione legale tedesca, sostenuta dal Tribunale internazionale, non cambierà in ogni caso. Il governo federale cercherà ora di capire, come si possa portare questa posizione a valere in Italia. L’avvocato militare attivo a Roma in molte cause relative al nazismo, Marco De Paolis, ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale: “Questa è una decisione della massima importanza, e io credo che la comunità internazionale non potrà ignorarla.”

[Articolo originale "Berlin soll für Nazi-Verbrechen in Italien haften " di Stefan Ulrich]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Federico GiusfrediGermania Federico Giusfredi
Sono un linguista, storico e studioso di antichità orientali, e lavoro anche come traduttore editoriale da tedesco e inglese. Ho lavorato per sette anni a Monaco di Baviera, dove ho iniziato a leggere con interesse la stampa estera.
Revisione di:
Claudia Marruccelli