Le riforme del mercato del lavoro previste dal capo del governo italiano Matteo Renzi suscitano energiche proteste da parte dei cittadini. Alla manifestazione conclusiva di sabato (25/10 ndt) hanno partecipato centinaia di migliaia di persone.

Proteste di massa in Italia: in migliaia contro le riforme del governo

Der Tagesspiegel

Le riforme del mercato del lavoro previste dal capo del governo italiano Matteo Renzi suscitano energiche proteste da parte dei cittadini. Alla manifestazione conclusiva di sabato (25/10 ndt) hanno partecipato centinaia di migliaia di persone.

Era da tempo che a Roma non si vedevano tanti palloncini, bandiere e t-shirt tutti rigorosamente rossi. I tre cortei organizzati nella giornata di sabato dalla CGIL sono dovuti partire in anticipo rispetto al previsto a causa del sorprendente numero di partecipanti che continuava ad affluire da tutti gli angoli d’Italia. “Siamo un milione!”, ha annunciato trionfante alla folla Susanna Camusso, segretario generale. Dichiarazione certamente esagerata visto che la tradizionale piazza per le grandi manifestazioni sindacali di fronte alla basilica di San Giovanni in Laterano, comprese le strade adiacenti, può accogliere al massimo solo 250.000 persone, ma, comunque, nella sua lotta per “lavoro, dignità, uguaglianza” la sinistra italiana ha ancora una volta mostrato i propri muscoli.

La manifestazione era diretta contro il Primo Ministro Matteo Renzi e i suoi piani per la creazione di nuovi posti di lavoro. Il governo non prevede soltanto una semplificazione della burocrazia e incentivi fiscali per le imprese, ma soprattutto, aspetto fortemente controverso e in gran parte già ritrattato, un indebolimento della rigida tutela contro il licenziamento vigente in Italia. Uno dei maggiori problemi è rappresentato dalla disoccupazione giovanile che ammonta in Italia al 44,2 percento. Oltre a ciò molti ottengono al primo impiego solamente brevi contratti a tempo determinato. Renzi aveva assunto la carica grazie alla promessa altisonante di riformare il suo paese e tirarlo fuori dalla grave crisi economica. E se è vero che il paese è riuscito a stento a sfuggire alla terza recessione negli ultimi sei anni, l’indebitamento complessivo raggiungerà però l’anno prossimo, come da previsioni, la quota del 133,4 percento del PIL – ossia più del doppio di quanto permesso. A causa dello scarso impegno nel risparmio e nelle riforme, Roma deve temere che la bozza di bilancio sarà rifiutata dalla Commissione Europea e che saranno necessari degli aggiustamenti.

I gravi problemi dell’Italia con il debito pubblico

Curioso il fatto che alle proteste abbiano preso parte anche illustri rappresentanti del partito socialdemocratico, e in particolare l’ala sinistra che rimprovera al premier Renzi di essere passato a livello programmatico alla coalizione di destra. “Renzusconi” si poteva leggere su uno striscione col quale si è reso evidente il sospetto che Renzi sia in realtà solo un Silvio Berlusconi mascherato, o il suo più fedele gregario. Il bersaglio delle proteste, ovvero Matteo Renzi, aveva intanto organizzato a Firenze la sua di manifestazione. Ci sono sì andate solo 12.000 persone e la metà del governo, ma almeno il Premier ha potuto discutere le sue riforme con una cerchia di persone con i suoi stessi ideali: con intellettuali e imprenditori di successo che lo hanno fatto salire sul palco. “Come hanno fatto loro, così si creano i posti di lavoro. Non certo con manifestazioni di piazza”, ha detto.

L’8 novembre le prossime proteste contro i piani di Matteo Renzi

Eppure un Renzi vagamente nervoso si è informato scrupolosamente su cosa fosse stato deciso a Roma: la Camusso avrebbe proclamato lo sciopero generale annunciato? Lei non l’ha fatto e ha soltanto detto che “sarebbero pronti a farlo”. Per la Camusso non deve essere stato facile incitare alla lotta contro un governo che finalmente dopo anni si distanzia da rigore e austerità, che vuole abbassare le tasse e gonfiare il bilancio dello Stato con nuovi debiti e in tal modo dare più soldi alle famiglie per il consumo e alle imprese per gli investimenti. Ma ha almeno annunciato per l’8 novembre la prossima giornata d’azione. Le proposte di Renzi “non bastano per invertire la rotta su cui si trova l’Italia”, ha poi dichiarato. “Non mi arrendo. Nessuna manifestazione mi fermerà”, ha detto Renzi a Firenze mentre le masse sindacali a Roma cantavano inni tradizionali come: “Compagni prendete falce e martello, scendete in strada e picchiate forte”.

Non poteva mancare lo spettacolo

E del resto, in Italia, non poteva certo mancare la grande spettacolarità. Il coro dell’Opera di Roma al completo ha dato lustro durante la manifestazione sindacale eseguendo un’aria della “Turandot” di Puccini che inizia con “Nessun dorma!” e si conclude con un triplice “Vincerò, Vincerò, Vincerò. All’alba vincerò!”.

 

[Articolo originale "Massenproteste in Italien: Hunderttausende gegen Reformen der Regierung" di Paul Kreiner]

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Traduzione di:
Barbara AcerantiGermania Barbara Aceranti
Ho scoperto di essere portata per le lingue fin da quando da piccola in vacanza parlavo senza problemi il dialetto del posto dopo pochi giorni. Sono stata catturata dalla passione per il tedesco e ne ho fatto il mio lavoro: tradurre per me è far circolare informazione, letteratura e cultura in genere, riportando il più fedelmente possibile lo spirito e le intenzioni in cui il testo è stato scritto e suscitando in chi legge le stesse sensazioni che ho provato io leggendo l'originale.
Revisione di:
Claudia Marruccelli