Con gli immigranti si possono fare davvero buoni affari: lo Stato italiano paga, alle persone o alle aziende che mettono a disposizione case, appartamenti o hotel per la loro sistemazione, 30 Euro al giorno e per rifugiato. A ciò vanno aggiunti i 2,50 Euro del poket money e 6,60 Euro di IVA, per un totale di quasi 1200 Euro al mese, quindi. Di contro coloro che offrono alloggio devono fornire agli immigrati tre pasti al giorno, biancheria per il letto, vestiti e assistenza, in caso di problemi con le autorità ad esempio.

I richiedenti asilo in Italia-naufraghi (Parte VII)

Der Spiegel

Parte I_Arrivo

Parte II_Il Capitano

Parte III_Il Minorenne

Parte IV_Lo Scafista

Parte V_Nel centro di accoglienza 

Parte VI_L’immondizia

 

Parte VII_I profittatori

Con gli immigranti si possono fare davvero buoni affari: lo Stato italiano paga, alle persone o alle aziende che mettono a disposizione case, appartamenti o hotel per la loro sistemazione, 30 Euro al giorno e per rifugiato. A ciò vanno aggiunti i 2,50 Euro del poket money e 6,60 Euro di IVA, per un totale di quasi 1200 Euro al mese, quindi. Di contro coloro che offrono alloggio devono fornire agli immigrati tre pasti al giorno, biancheria per il letto, vestiti e assistenza, in caso di problemi con le autorità ad esempio.

Se tutte le condizioni sono rispettate scrupolosamente, con tale servizio non ci si arricchisce. Se invece si adotta qualche stratagemma, si può raggranellare un bel gruzzolo: così catapecchie da ristrutturare o pensioni malridotte si trasformano improvvisamente in hotel per immigrati nei quali i rifugiati vengono accalcati su brandine in minuscole stanze.

I generi alimentari e i capi d’abbigliamento i padroni di casa se li procurano a poco prezzo o addirittura gratis da organizzazioni di beneficienza, in tavola vengono messi riso, poca carne e un po’ di latte. In tal modo i gestori degli alloggi riescono a mantenere i costi per i soli pasti sugli uno o due Euro al giorno e a persona.

I gestori delle strutture, evidentemente, sono sottoposti a controlli pressoché inesistenti e i rifugiati stessi non si lamentano praticamente mai con le autorità. Ed è così che a Ragusa poco meno di cento immigranti di origine africana sono stati alloggiati nel Tropicana, un night club malmesso. L’ex discoteca, che si trova al margine di un desolato quartiere industriale, non dispone di sufficienti bagni e potrebbe ospitare al massimo – a voler esagerare – 30 persone. “Abbiamo scelto questo posto in una situazione di assoluta emergenza”, ha affermato il prefetto locale Annunziato Vardè. Semplicemente non ci sarebbero stati altri alloggi.

Una chiosa presuntuosa: gestore del centro di prima accoglienza era l’imprenditore turistico Giovanni Occhipinti, vicepresidente di Forza Italia Sicilia che solo poco tempo prima aveva aspramente criticato l’operazione di salvataggio dei rifugiati “Mare Nostrum”. Nel mese di luglio le proteste pubbliche lo avevano costretto a chiudere i battenti della “discoteca per migranti”.

La destra politica italiana approfitta delle ondate di rifugiati. O almeno è così che la Lega Nord, partito tradizionalmente xenofobo, alimenta con slogan allarmistici il razzismo nel paese. Ma anche il pagliaccio della politica Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, eterogeneo partito di protesta anti-euro, si unisce alla schiera dei sobillatori. Sotto l’ashtag #tbcnograzie mette in guardia sul suo blog da scabbia, tubercolosi o ebola che sarebbero portate in Italia dagli immigrati.

In Italia è risaputo che, al più tardi quando la mafia riscopre per sé determinate opportunità d’affari, il gioco si fa lucrativo. Un compagno di partito di Grillo, l’esperto di mafia e senatore Mario Giarrusso, ha dichiarato: “A noi stanno arrivando notizie allucinanti e gravissime che la criminalità organizzata sia interessata ai centri d’accoglienza provvisori”.

Le prefetture affiderebbero l’incarico di mettere a disposizione gli alloggi a delle aziende fondate solamente il giorno prima – da persone vicine alla mafia. Nella provincia del super latitante Matteo Messina Denaro tali  centri “spunterebbero come funghi”. Non ci sarebbero controlli, nessuno richiederebbe i certificati antimafia, il Ministero degli Interni di Angelino Alfano starebbe fallendo sull’intera linea, ha dichiarato allarmato Giarrusso all’emittente televisiva ClassTv.

In un momento di sempre crescenti ondate di immigranti anche la Chiesa cattolica non fa parlare di sé solo con buone azioni: è proprio il direttore della Caritas di Trapani a dover affrontare gravi accuse. Don Sergio Librizzi  avrebbe offerto ai rifugiati il suo aiuto per procurarsi i permessi di soggiorno – solo in cambio di sesso però. Il religioso è stato per diversi anni membro della commissione per il riconoscimento dei rifugiati politici. Molti ragazzi che volevano fare richiesta di asilo a Trapani si sono rivolti a lui con fiducia.

In seguito ad alcuni sospetti, nel 2009 la polizia aveva installato nella sua automobile delle cimici che hanno portato alla luce l’indicibile: “Io sono una persona importante”, avrebbe detto il prete a una vittima in base alle intercettazioni. “Posso farti avere tutto facile o posso rendere tutto più difficile”, è stata la minaccia. “Ma tu che mi dai?”, ha chiesto il religioso. “Ma non capisci che cosa voglio?”

Secondo le accuse Librizzi avrebbe addirittura palpato e molestato un tunisino durante un colloquio in presenza di un’interprete. Il Don sarebbe potente, scrive il portale internet “TP24”. “Tutti sapevano del suo vizietto, ma nessuno parlava”. Quei pochi che non hanno voluto tollerare il suo comportamento hanno subito “intimidazioni e minacce”, ha dichiarato il giudice per le indagini preliminari. Era protetto “da molto in alto”.

Solo a fine giugno Librizzi è stato arrestato e accusato di abuso d’ufficio e molestie sessuali. Ci sarebbero stati almeno otto casi di abuso sessuali nei sei mesi precedenti che l’accusato avrebbe confessato secondo i quotidiani italiani. Durante la perquisizione della canonica e della chiesa di San Pietro a Trapani la polizia avrebbe inoltre trovato 10.000 Euro in contanti non registrati nei libri contabili. Anche a questo proposito proseguono le indagini.

Librizzi non è rimasto a lungo in custodia cautelare, è stato messo agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. La curia di Trapani ha sollevato il direttore della Caritas da tutti i suoi incarichi e ha fatto sapere che vi è “dolore e amarezza” in seguito all’arresto. Librizzi avrebbe invece detto: “La mia vita è finita”.

 

[Articolo originale "Asylbewerber in Italien: Gestrandet-Die Profiteure" di Annette Langer e Giulio Magnifico]

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Traduzione di:
Barbara AcerantiGermania Barbara Aceranti
Ho scoperto di essere portata per le lingue fin da quando da piccola in vacanza parlavo senza problemi il dialetto del posto dopo pochi giorni. Sono stata catturata dalla passione per il tedesco e ne ho fatto il mio lavoro: tradurre per me è far circolare informazione, letteratura e cultura in genere, riportando il più fedelmente possibile lo spirito e le intenzioni in cui il testo è stato scritto e suscitando in chi legge le stesse sensazioni che ho provato io leggendo l'originale.
Revisione di:
Claudia Marruccelli