In accordo col Ministero della Salute, l’esercito italiano  sta per  lanciare una produzione propria di cannabis a scopo terapeutico.

Cannabis: l’esercito italiano lancia la sua produzione a scopo terapeutico.

Sciences et avenir

In accordo col Ministero della Salute, l’esercito italiano  sta per  lanciare una produzione propria di cannabis a scopo terapeutico.

In accordo col Ministero della Salute, l’esercito italiano ha deciso di lanciarsi nella produzione di cannabis con lo scopo di produrre localmente medicinali per il trattamento del dolore, meno cari di quelli di importazione. Giovedì 18 Settembre è stato firmato a Roma, davanti ai media, un accordo tra il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

“Si tratta di produrre medicinali per le patologie estremamente gravi ,come la sclerosi  multipla, o per terapie del dolore” ha dichiarato Beatrice Lorenzin.

“ Non gli si deve attribuire un qualche valore ideologico o culturale, si tratta di un’operazione fatta unicamente nell’interesse dei malati”, ha voluto sottolineare il Ministro.

In effetti, il consumo ricreativo di cannabis resta rigorosamente proibito in tutta la penisola, così come la coltivazione personale, anche sotto prescrizione medica.

Una produzione a inquadramento militare

La cannabis sarà coltivata e trattata nell’area recintata di una caserma speciale a Firenze: lo Stabilimento chimico e farmaceutico militare. Questo istituto farmaceutico, un piccolo laboratorio fino ad ora destinato al rifornimento di medicinali ai militari, comincerà a produrre anche per i civili.

“Le capacità del mondo militare italiano sono spesso sconosciute o sottostimate. A Firenze abbiamo tutto il necessario per iniziare la produzione” ha sottolineato il Ministro Pinotti.

Lo stabilimento militare dovrebbe produrre tra gli 80 e i 100 kg  di principio attivo all’anno – valore corrispondente al fabbisogno dell’Italia –  per poi essere consegnato alle farmacie locali e ospedaliere, che potranno così preparare i medicinali specifici.

Una logica economica

“Il principio attivo costa 15 euro al grammo quando lo importiamo e siamo convinti che il prezzo dei medicinali che produrremo localmente sarà meno della metà del costo sostenuto attualmente dalla previdenza sociale” ha aggiunto Beatrice Lorenzin. All’origine di questa iniziativa, ci sono dunque più ragioni economiche che ideologiche.

Attualmente in Italia esiste un solo medicinale a base di cannabis: è per il trattamento della sclerosi multipla. Tutti gli altri devono essere importati dall’estero attraverso procedure lunghe e costose, precisa l’accordo firmato tra i due Ministeri .

Nelle prossime settimane un guppo di lavoro sarà incaricato di stabilire le modalità concrete di produzione e di controllo della trafila. I primi lotti di principio attivo di cannabis, prodotti dall’esercito italiano, dovrebbero arrivare sul mercato nel 2015.

 

[Articolo originale "Cannabis : l'armée italienne lance sa production à visée thérapeutique" di Sciences et Avenir]

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Traduzione di:
Silvia OlivieriItalia Silvia Olivieri
Laureata in Lingue e Letterature straniere a Milano, ho vissuto e studiato in Inghilterra,Belgio e Peru'. Traduco da ogni parte del mondo e adoro il Bel Paese visto dall'occhio positivo della stampa estera. Traduco dal francese e dall'inglese. Stampa estera preferita: Belgio francia inghilterra stati uniti.
Revisione di:
Gaia Restivo