Roberto Calderoli, un ex-ministro italiano, aveva paragonato il ministro dell'Integrazione, Cécile Kyenge, a un orangotango. Il padre della Kyenge gli scaglio’ un maleficio, Calderoli ha vissuto un incubo e ha lanciato un appello: adesso basta.

Calderoli: dopo il razzismo, la magia nera.

Observador

Insulti, politica, interventi chirurgici senza fine, incidenti, serpenti lunghi due metri, magia nera e appelli. Questa è una storia bizzarra in cui non manca nulla…ma cominciamo dal principio.

Poco più di un anno fa Roberto Calderoli, allora vice-presidente del Senato italiano, paragonò il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge ad un orangotango. La Kyenge è nata nella Repubblica Democratica del Congo e si è trasferita in Italia circa 30 anni fa. E’ stata la prima donna di colore eletta in un governo italiano, schierandosi subito a difesa dei diritti degli immigrati. Ma non ha mai avuto vita facile. L’estrema destra italiana cominciò fin da subito ad attaccarla e a pubblicare accuse molto dure. Anche il prete della parrocchia di Lotzorai, in Sardegna, Alessandro Loi, con un commento sulla sua pagina Facebook si chiese se fosse davvero necesssario un ministro di colore. Cristiano Garibaldi, vice sindaco di Diano Marina, in provincia di Imperia (Liguria), scrisse sul proprio profilo Facebook che la Kyenge frequentava una via in cui stazionavano normalmente prostitute, quasi tutte di colore. Chiese in seguito scusa. “Ho sbagliato, lo ammetto e chiedo scusa. La dichiarazione contro il ministro Kyenge è stata di cattivo gusto e offensiva”.

La Kyenge, durante il suo mandato, aveva intenzione di abrogare il reato di immigrazione clandestina e rendere il mercato del lavoro italiano più accessibile agli stranieri. Inoltre voleva dare automaticamente la cittadinanza ai bambini nati da genitori immigrati. Queste misure non furono accolte positivamente dagli ambienti più reazionari. Cominciarono allora a piovere insulti su siti e blog italiani – “zulu”, “negra anti-italiana” e “scimmia congolesae”, furono alcuni dei più utilizzati. La risposta della ministra fu sempre la stessa: “Non sono di colore, sono nera e lo dico con orgoglio”.

E arriviamo dunque alla parte bizzarra della storia. Alcuni rapporti scritti da giornalisti congolesi dicono che il padre della Kyenge, Kykoko Kyenge, ha fatto un maleficio a Calderoli, il politico che aveva paragonato il ministro ad un orangotango. Da allora Calderoli vive in un vero e proprio incubo, facendo anche appelli in pubblico.

“Amo gli animali – orsi e lupi, come tutti sappiamo – ma quando vedo un’immagine della Kyenge non riesco a non pensare, anche se non dico che lo sia, che assomiglia ad un orangotango”, ha detto Calderoli, durante una riunione del suo partito, a Treviglio, nel nord del paese.

Sei ricoveri in chirurgia, due in rianimazione, una in terapia intensiva; ha perso la mamma; si è rotto due vertebre e due dita in un incidente. Più tardi, anche un serpente di due metri è entrato nella sua casa nel nord Italia. Questo è il bilancio del politico, secondo le sue dichiarazioni alla rivista Oggi. Magia nera o karma?

Calderoli, dunque, ha deciso di fare un appello al padre dell’ex ministro italiano. “Non sono stato mai superstizioso ma dopo la “macumba” che mi ha fatto il papà della Kyenge mi è capitato di tutto. (…) Forse è il caso di inviare un messaggio conciliatore al padre della Kyenge per chiedergli di cancellare la fattura che mi ha fatto”, ha detto.

La storia di Calderoli è sempre stata segnata dalle polemiche. Nel 2006 si viveva un momento di tensione tra Medio Oriente e Occidente a causa delle caricature di Maometto. L’allora ministro delle Riforme Roberto Calderoli avrebbe finito per scagliare dei commenti infuocati, che portarono Silvio Berlusconi a chiedere le sue dimissioni.  “Ho fatto confezionare delle ‘t-shirts’ con le caricature contestate dagli islamici e le userò a partire da oggi. Sono pronto a regalarle a chiunque me le chieda”, aveva detto. E continuo’: “Dobbiamo smetterla con questa storia che è necessario dialogare con queste persone. Vogliono umiliarci. (…) E’ necessario porre fine a questa tendenza a calare le braghe e a queste distinzioni ipocrite tra Islam terrorista e Islam pacifico”, concludeva. La reazione di Berlusconi non si sarebbe fatta attendere. “Credo che Calderoli debba dimettersi immediatamente”, disse l’allora Primo ministro italiano.

[Articolo originale "Calderoli: depois do racismo, a magia negra" di Hugo Tavares Da Silva]

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Traduzione di:
Simone GiovanniniItalia Simone Giovannini
Laureato in Lingue e culture straniere. Per Italia dall’estero traduce dalla lingua spagnola. simone.giovannini01@gmail.com http://www.proz.com/translator/1087309
Revisione di:
Amina IacuzioElena Bergamaschi