[BBC]
Un recente rapporto afferma che la mafia italiana, la rete del crimine organizzato del Paese, stia traendo profitti dalla recessione economica globale.
La piccola associazione delle imprese Confesercenti dichiara che la mafia ha un giro d’affari pari a circa 130 miliardi di euro all’anno, ovvero il 6% del PIL del Paese. Afferma inoltre che la crisi del credito ha costretto circa 180.000 imprenditori in difficoltà a rivolgersi agli spietati strozzini mafiosi. I capoclan della mafia, continua, stanno perfino investendo in rinomate aziende italiane.
La Confesercenti, un gruppo di 270.000 imprese, afferma che le droghe e il contrabbando sono ancora la principale entrata della mafia, ma che i suoi boss stanno esplorando le nuove opportunità di affari rese possibili dal cupo clima economico globale.
“A differenza di altri settori, la mafia è stata poco colpita dalla crisi economica e finanziaria internazionale”. Ciò la rende “ancora più pericolosa” afferma il presidente di Confesercenti Marco Venturi. “Le ingenti risorse finanziarie della mafia le permettono di ritagliarsi nuove fette di mercato e di trarre profitto dalla carenza di liquidità per acquistare proprietà immobili ed imprese” continua il rapporto.
Venturi ha esortato le banche e il governo a fornire credito, in modo da evitare che gli imprenditori disperati siano costretti a rivolgersi agli strozzini. Ha anche sottolineato il fatto che i negozianti italiani pagano circa 250 milioni di euro al giorno ai racket di protezione mafiosa.
Mark Duff, corrispondente della BBC a Milano, dichiara che il crimine organizzato si sta espandendo geograficamente dalle sue radici nelle regioni meridionali quali Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Milano, che un tempo si vantava di essere la “capitale morale” d’Italia, è ora casa di alcuni esponenti della ‘Ndrangheta calabrese, una delle più potenti organizzazioni criminali italiane.




















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metadone ai drogati, e credito agli imprenditori
ecco le armi per sconfiggere la mafia.