I fenicotteri rosa sono tornati nella laguna di Venezia. La notizia é stata data martedì pomeriggio dal Corsorzio di imprese costruttrici responsabili del progetto Mose [NdT, Conzorzio Venezia Nuova, Cvn], un sistema di dighe mobili per proteggere questa città patrimonio dell’umanità e la sua laguna dall’acqua alta (le inondazioni che colpiscono con sempre maggior frequenza e intensità i cittadini veneziani).

Venezia affonda nella corruzione del progetto che avrebbe dovuto salvarla dall “acqua alta”

El Confidencial

I fenicotteri rosa sono tornati nella laguna di Venezia. La notizia é stata data martedì pomeriggio dal Corsorzio di imprese costruttrici responsabili del progetto Mose [NdT, Conzorzio Venezia Nuova], un sistema di dighe mobili per proteggere questa città patrimonio dell’umanità e la sua laguna dall’acqua alta (le inondazioni che colpiscono con sempre maggior frequenza e intensità i cittadini veneziani).

Il comunicato era accompagnato da immagini che mostravano questi meravigliosi fenicotteri immersi nell’acqua, mentre sul sfondo si erge il Campanile della Basilica di San Marco.

Dodici ore dopo la notizia data dal Consorzio, già si sapeva che i fotogenici fenicotteri non erano stati i soli a godere dei benefici del progetto Mose ancor prima che venisse terminato.

La Guardia di Finanza ha arrestato 35 persone accusate di essere complici del sistema di corruzione nato intorno alla gigantesca opera. Il progetto, completato quasi all’80%, ammonta a più di cinque miliardi e dovrebbe essere completato prima del 2016.

Tra gli arresti spicca il vertice del sistema politico locale e regionale, senza distinzioni di parte: dirigenti del Partito Democratico di Matteo Renzi e di Forza Italia di Silvio Berlusconi. E’ stato arrestato anche un ex generale della Guardia di Finanza, Vincenzo Spaziante, appartenente al corpo dello Stato che investigava già da tre anni sullo scandalo.

 

Il sindaco di Venezia, un ex ministro….

Gli arresti più significativi sono stati quello del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, del PD, e di Renato Chisso, membro di FI e consigliere dei Trasporti e delle Infrastrutture del Veneto. Si attende l’immediato ordine di custodia per il deputato Giancarlo Galan, ex presidente regionale del Veneto e Ministro dell’Agricoltura durante l’ultimo governo Berlusconi. I magistrati hanno sollecitato al Parlamento l’autorizzazione per l’arresto.

La maggior parte dei sospettati é accusata di corruzione, concussione, riciclaggio di denaro e malversazione di denaro pubblico. “Ognuno di loro, per anni, ha sfruttato la funzione pubblica per tutelare gli interessi di un gruppo economico criminale, ottenendo una serie impressionante di vantaggi a proprio favore, di ogni tipo” scrive il giudice di istruzione preliminare che ha ordinato gli arresti.

Gli interessati si sono impossessati di fondi e beni per un valore di 40 miliardi di euro. Secondo il Fisco, ciò che è accaduto a Venezia è per molti versi simile a Tangentopoli, lo scandalo di corruzione che finì per eliminare i principali partiti politici italiani negli anni ‘90. Il parallelismo con quel terremoto giudiziario e politico che lasciò il vuoto di potere di cui approfitto’ Berlusconi è pienamente indovinato.

Una parte dei 25 milioni di euro che gli imputati si sarebbero intascati dal consorzio costruttore attraverso fatture false potrebbe essere stato convogliato nelle casse di PD e FI, essendo il sindaco di Venezia accusato solo di finanziamento illecito alla sua formazione politica, per un valore di 400.000 euro.

 

“Sono implicati esponenti politici di primo piano”

Le cifre che ruotano intorno a Galan sono molto più alte. L’uomo di riferimento del partito leader di centrodestra della ricca regione Veneto sarebbe stato pagato direttamente dal consorzio. Secondo l’accusa Galan ha ricevuto un milione di euro l’anno dal 2005 fino al 2011. Inoltre, gli avrebbero elargito somme addizionali e pagato la ristrutturazione della sua villa per un valore di 1,1 milioni di euro.

Tutto ciò in cambio dell’approvazione di normative a beneficio dei costruttori. Risulterebbe indagato anche un magistrato della Corte dei Conti, che ricevette dai 300.000 ai 600.000 euro ogni anno. Sia l’ex ministro dell’Agricoltura che il resto dei sospettati ha difeso la propria innocenza.

Roberto Papetti, Direttore de Il Gazzettino, il principale giornale veneziano, ha considerato “inquietante” il fatto che sia sorto questo sistema di corruzione intorno ad una delle opere pubbliche più grandi ed innovatrici del paese. “L’indagine mostra un quadro preoccupante perchè sono implicati esponenti politici di primo piano, come l’ex governatore regionale o il sindaco di Venezia, insieme a finanzieri e ad un generale della Guardia di Finanza”. Per Papetti è sconcertante che in Italia non “si possa fare nessuna opera pubblica senza che vengano registrati episodi di questo tipo”.

Tra i fiumi di reazioni provocate dagli arresti per lo scandalo del progetto Mose spicca quella del Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Tutto ciò dimostra come la corruzione venga accettata come qualcosa di abituale e intrinseco al sistema, e che l’unica cosa ad importare a molti è il potere.

Invece di denunciare lo scandalo, Alfano ha sottolineato come gli arresti subiti dai partiti “abbiano avuto il privilegio” di essere arrivati dopo le elezioni.

 “Ad altre formazioni politiche, a pochi giorni dal voto, non è stato riservato lo stesso privilegio”, ha affermato Alfano facendo riferimento all’arresto in piena campagna elettorale di un dirigente della sua formazione, il Nuovo Centrodestra, nella regione Campania.

[Articolo originale "Venecia se ahoga con la corrupción en torno al proyecto que iba a salvarla del 'acqua alta'" di Dario Menor]

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Traduzione di:
Elena BergamaschiSpagna Elena Bergamaschi
Laureata in Management Internazionale, ha vissuto in Spagna dove ha frequentato l'ultimo anno di specialistica. Ha una forte passione per la lingua spagnola e latino americana, ama i viaggi non convenzionali e nel tempo libero studia arabo, corre e cucina... soprattutto dolci perché nella vita, se c'è qualcosa che non può mancare, è la dolcezza.
Revisione di:
Simone GiovanniniAlessandra Cerioli