[Liberation]
Manifestazioni a valanga, facoltà in sciopero, interruzione del lavoro… è la fine della luna di miele.
Alla chiamata di Walter Veltroni, leader dell’opposizione di centro sinistra, hanno risposto diverse centinaia di migliaia di italiani, il 25 ottobre, nelle strade di Roma per protestare contro la politica governativa di Silvio Berlusconi. Venerdì, gran parte del mondo universitario ha indetto uno sciopero coronato in un grande corteo che ha riunito 500.000 persone, secondo gli organizzatori (100.000 secondo la polizia). Fra queste due date: il moltiplicarsi degli scioperi talvolta selvaggi, i trasporti pubblici bloccati, i collegamenti della compagnia Alitalia soppressi, gli scontri fra studenti, polizia e alcuni gruppi di estrema destra, eancora i sindacati a volte scavalcati dalla loro base. Sono attese altre manifestazioni e uno sciopero generale è previsto per il 12 dicembre per iniziativa della CGIL, la principale confederazione sindacale transalpina con più di 5 milioni di iscritti.
Riforma. Da quando l’economia italiana è entrata in recessione (il tasso di crescita previsto per il 2008 è del – 0,3%), il governo di Berlusconi deve affrontare un clima sociale veramente difficile, e i lusinghieri sondaggi dei quali il presidente del Consiglio recentemente ancora si vantava cominciano a mostrare delle crepe. Dal suo ritorno al potere nella primavera scorsa, la percentuale di consenso del capo del governo è per la prima volta in calo, e perde quattro punti in un mese (dal 62 al 58%). “L’idillio con il paese è finito” assicura Massimo D’Alema, l’ex presidente del Consiglio e membro del Partito Democratico (PD).
L’inversione di tendenza è iniziata in seguito alla riforma dell’istruzione, presentata dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che dovrebbe tradursi in un soppressione di 87.000 posti di lavoro. Immediatamente, i licei e le università sono stati occupati. Ieri, le decine di migliaia di studenti che manifestavano denunciavano tagli ai fondi dell’università dell’ordine di 1,4 miliardi di euro in 5 anni.
Non tutti i sindacati tuttavia hanno aderito alla mobilitazione. La CISL, il secondo sindacato del paese, di ispirazione democristiana ha in effetti preferito rinunciare a scendere in piazza in seguito ad un parziale marcia-indietro del ministro. Ma per le altre organizzazioni sindacali e per la maggioranza degli studenti, la cura resta indigesta. “Siamo d’accordo sulla riforma, ma non sui tagli” ripetevano ieri i manifestanti. “Coloro che non hanno partecipato al corteo hanno avuto torto” ha commentato, polemico, Guglielmo Epifani, segretario della CGIL. “Ogni volta che Silvio Berlusconi tenta di isolarci, non riesce ad ottenere nulla”.
Il capo del Governo spinge chiaramente per una divisione del fronte sindacale. Avrebbe anche ricevuto di nascosto il 6 novembre Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, i leader delle altre due grandi confederazioni sindacali (CISL e UIL) nella sua residenza romana, in presenza di diversi ministri e della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. I sindacalisti smentiscono, malgrado alcuni testimoni li abbiano riconosciuti.
“Fatto grave”. L’esclusione della CGIL ha provocato le ire di Guglielmo Epifani, portando alla proclamazione di uno sciopero generale per il 12 dicembre. “E’ un fatto grave e senza precedenti”, ha denunciato preparandosi a mobilitare le sue truppe, come il suo predecessore Sergio Cofferati che, nel 2002, aveva portato in piazza tre milioni di persone e fatto tornare indietro Berlusconi sulla sua riforma delle norme sul licenziamento e sul suo tentativo di negoziare soltanto con le confederazioni “moderate”.
Tornato al potere in posizione di forza, il Cavaliere tenta di nuovo di giocare la carta della divisione, dato tanto più che il Patito Democratico, nato lo scorso anno riunendo gli ex comunisti e gli ex democristiani, suddivide il suo sostegno fra le tre organizzazioni sindacali. Ma in una situazione economica estremamente difficile, questa strategia berlusconiana rischia di provocare un deterioramento ulteriore del clima sociale. Per l’ex ministro dell’Industra e astro nascente del PD, Pier Luigi Bersani, questo comportamento è “irresponsabile”.
[Articolo originale " Berlusconi attise le terrain social " di Eric JOZSEF]




















Giorgio,
1 Io non guardo ne le tv di Berlusconi ne la Rai, troppa pubblicità.
1 Berlusconi definì coglioni gli italiani che avrebbero votato Prodi, e fu più che mai coerente e veritiero, dato che quella pseudo coalizione truffa che metteva insieme cani e porci pur di battere Silvio, si è rivelata per la porcheria che era. A detta di tutti, maggioranza e opposizione. Non dimentichiamo che persino Veltroni nell’ultima campagna elettorale tentò di smarcarsi da Prodi, provando a spacciarsi per il nuovo (fingendo di dimenticare che gli uomini del Pd erano per il 95% componenti nel governo Prodi) beh glli Italiani non coglioni non se la sono bevuta.
Andrebbe messa sul dizionario dunque:
Coglione= L’Italiano che nel 2006 ha votato Prodi.
Andrea, come puoi pensare che in 5 mesi Silvio con la bacchetta magica ti risolve la crisi e magicamente tutto và bene. La situazione dell’Italia è indubbiamente grave, i problemi si sono accumulati negli ultimi 50 anni sono frutto di decenni di lassismo e sprechi, e lo dico con l’incazzatura delle mie generazioni che si ritroveranno a risolvere i problemi creati da altri;
ciò nonostante la cosa migliore possibile per la nostra amata Nazione è rimboccarsi le maniche e iniziare con l’analizzare i problemi, capirne le cause, tentare di risolverli, uno alla volta, ma con risolutezza, e a volte anche mettendosi contro interessi di parte, e quindi contro parte dell’opinione pubblica, ed è esattamente ciò che sta facendo il Governo.
Cambiare le cose crea malcontento, soprattutto quando vai a toccare gli interessi e i privilegi di una categoria ( professori, piloti magistrati etc…), ma è attaccando i problemi che li si risolvono, magari non in un colpo solo, ma step by step.
Non è non facendo un cazzo e stando a litigare che si risolvono i problemi del Paese.
Non è litigandosi le poltrone che li si risolvono.
Non è aprendo commissioni parlamentari lente e costose per ogni stronzata.
Non è sparando a zero sui problemi dell’Italia, come fate voi.
Certo è comodo stare a lamentarsi vantandosi di quanto si è moralmente superiori…. è molto comodo… ma è il modo migliore per mandare a puttane il Paese, ed è ciò che accadrebbe se non avessimo un piccolo grande uomo a lavorare per noi, a pararci il culo, Silvio Berlusconi.
Non esistono più la destra e la sinistra basta!!!!
Esiste solo una casta di traffichini che se ne frega solo di fare i loro intrallazzi e di aiutare i loro amichetti sacri e profani (quindi anche la chiesa) a fare affari!!!
Basta con la sinistra, basta con l’italianità, basta con la spiritualità della chiesa non gliene frega un ca… a nessuno alla casta gliene frega solo di loro stessi anche alla faccia del popolo italiano!!!
Cominciate a mettrvelo in testa!!
scimmia scema = l’italiano che ha votato e continua a votare berlusconi
ed anni di accadimenti sul suolo italiano dimostrano la veridicita’ di tale affermazione…
No, Oriana, hai frainteso: io sono contento che voi vi diate alla lotta armata e moriate da kamikaze. Sono contento per chi vi guarda e scuote il capo, ovviamente.
per pietro 87
ti ha definito bene Pino in un suo commento di qualche giorno fa leggitelo per bene e impara anche a scrivere l’Italiano
Le opinioni di Pietro 1987 sono un esempio così perfetto di qualunquismo e di pensiero unico berlusconiano (’piccolo grande uomo’, per esempio, è una perla di indubbio valore; come il solito discorso privo di sostanza su Prodi), che comincio a sospettare che dietro il nick (perfetto anche perché rimanda l’idea di un ragazzetto 21enne e dunque ingenuotto) ci sia qualcuno abilissimo a movimentare i commenti. Un quarantenne che sa come far incazzare chi odia berlusconi. che poi non ci vuole tanto, basta andare a pescare nel manuale delle frasi fatte di forza italia, come fa appunto Pietro 1987.
‘…mmmh, pagina 48: ‘Prodi ha rovinato l’Italia’. No ecco, pag 30: ‘il governo berlusconi affronta i problemi con risolutezza, mettendosi contro interessi di parte, e quindi contro parte dell’opinione pubblica’.’
è facile, dicevo. la merda è pronta per essere messa davanti al ventilatore.
l’unica cosa che differenzia Pietro 1987 dai veri berlusconiani è che Pietro 1987 non ci crede in quello che dice, lo fa solo per farci arrabbiare.
pensate invece a quei poveretti che ci credono… quelli sì che sono un caso serio, da aiutare in qualche modo.
Personalmente non mi faccio fare il lavaggio del cervello da chicchessìa. Leggo prendendone atto, solo le sentenze passate in giudicato. Giusto per riepilogarle.
http://italiadallestero.info/archives/663
Berlusconi=delinquente è la logica ( solo per pochi) deduzione.
Cioè colui che delique. Scusate la stucchevole e puntigliosa precisazione, mi sembrava opportuno, visti gli imbecilli qualunquisti che commentano con la solita faccia di bronzo in questo validissimo sito, senza peraltro riuscire a smentire mai nulla, se non con patetici epiteti pseudo politici, Propendo a credere piuttosto, a prezzolati propagandisti, faziosamente e volutamente ottusi. Proprio come deve, anzi doveva, esserlo un buon promotore finanziario, che deve ‘credere’ sempre e solo al raggiungimento dell’obiettivo primario. Il premio Budget di fine anno.
Personalmente non mi faccio fare il lavaggio del cervello da chicchessìa. Leggo prendendone atto, solo le sentenze passate in giudicato. Giusto per riepilogarle.
http://italiadallestero.info/archives/663
Berlusconi=delinquente è la logica ( solo per pochi) deduzione.
Cioè colui che delique. Scusate la stucchevole e puntigliosa precisazione, ma visti gli imbecilli qualunquisti che commentano con la solita faccia di bronzo in questo validissimo sito. Senza peraltro riuscire a smentire nulla, se non con patetici epiteti pseudo politici, mi sembrava opportuno.
Propendo a credere piuttosto, a prezzolati prpagandisti, faziosamente e volutamente ottusi. Proprio come deve, anzi doveva, esserlo un buon promotore finanziario, che deve ‘credere’ sempre e solo al raggiungimento dell’obiettivo primario. Il premio Budget di fine anno.