[La Pagina]
Arrivano altre quattordici date di scioperi dei piloti, che si aggiungono a quello previsto per il prossimo 25 novembre.
Le giornate interessate alla protesta, che verrà effettuata “nel rispetto della normativa vigente” saranno le seguenti: 6 dicembre; 7-16-27 gennaio; 9-20 febbraio; 3-16-27 marzo; 7-20 aprile; 4-15-26 maggio.
In una nota, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL Intercategoriale “denunciano la gravissima situazione che si è venuta a creare con il perpetuarsi dell’atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla Cai, fortemente sostenuta dal Governo”.
Le organizzazioni sindacali “informano l’opinione pubblica e le istituzioni che Cai, con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ha stravolto e disatteso i Contratti Collettivi di Lavoro già concordati e sottoscritti nel mese di settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal Governo.
La firma del “Lodo Letta”, apposta il 31 ottobre scorso da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rappresenta il punto più basso mai raggiunto sia in termini di rispetto della democrazia e della rappresentanza, sia rispetto al ruolo primario del sindacato che così riconosce implicitamente la propria incapacità di tutelare i lavoratori, consegnando all’insindacabile giudizio di una terza parte governativa l’avallo allo stravolgimento di Contratti Collettivi di Lavoro già sottoscritti”.
Secondo i sindacati dei piloti, “quanto sopra risulta ulteriormente aggravato dalla definizione di criteri di assunzione iniqui, socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai lavoratori.
Inoltre il rifiuto posto dalla Cai ad utilizzare il part-time nelle assunzioni, senza oneri aggiuntivi per l’azienda, e l’inscindibilità dell’offerta fatta al Commissario che, di fatto, esclude offerte già pervenute per Volare e per Alitalia Express, ma senza fornire le medesime garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti, ingigantisce il numero delle eccedenze di personale, generando ulteriori quanto evitabili disastri sociali oltre che costi aggiuntivi a carico della collettività.
Il tutto mentre Cai beneficierà di enormi vantaggi in materia di decontribuzione previdenziale e defiscalizzazione”.
Secondo i sindacati, “l’operazione Cai, quindi, genererà paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata ed inefficiente”. “E’ uno sciopero anomalo, una vera e propria dichiarazione di guerra – ha detto il ministro dei Trasporti Altero Matteoli – ma il governo non permetterà che un sindacato autonomo ponga dei veti ad un’operazione che salva un’azienda e 12.600 posti di lavoro”. Il ministro definisce “sconcertante” la decisione di Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl di indire 14 giorni di sciopero: “Come ministro con delega su questa vicenda – spiega Matteoli – valuterò se c’è interruzione di pubblico servizio e le azioni possibili”.
Alla richiesta dei piloti di riaprire la trattativa, Matteoli risponde che non sarebbe “possibile” e definisce le loro posizioni “strumentali”.
“Ora rimettono in discussione anche il part-time su cui avevamo trovato un’intesa che nessuno pensava di rinegoziare”.























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