Questo è un anno cruciale per l’Italia: non solo sarà il suo turno di presidenza nella UE nel secondo semestre del 2014, ma si terranno anche le elezioni europee, in un crescente e diffuso clima antieuro ed antieuropeo

L’Italia e il 2014

El Imparcial

Questo è un anno cruciale per l’Italia: non solo sarà il suo turno di presidenza nella UE nel secondo semestre del 2014, ma si terranno anche le elezioni europee, in un crescente e diffuso clima antieuro ed antieuropeo.

Nonostante continui a contare su un governo fragile e instabile, il 2014 deve essere l’anno delle riforme, dei cambiamenti, dato che il paese è ormai da troppo tempo pericolosamente immobile e continua a rimandare misure urgenti e necessarie.

Prima di scrivere questo articolo, per curiosità ho riletto un mio articolo del 3 gennaio 2011: la quasi totalità delle riforme menzionate allora non sono ancora state affrontate, e la situazione del paese continua ad essere critica.

Dal punto di vista economico, il Governo di Enrico Letta dovrebbe porsi il problema di misure efficaci ed energiche per affrontare la grave crisi economica, nuove iniziative per ridurre il debito pubblico e far fronte alla pericolosa recessione, iniziando quanto prima un’improrogabile recupero.

Allo stesso tempo, dovrebbe dare impulso all’occupazione, avviare una riforma delle pensioni e del sistema fiscale. Sul piano sociale si dovrebbe urgentemente modificare la legge sull’immigrazione (l’internazionalmente discussa Bossi-Fini) e approvarne una che conceda  la cittadinanza alle persone nate in Italia da genitori stranieri (lo ius soli).

Dovrebbe essere affrontato una volta per tutte il tema dei matrimoni civili tra persone dello stesso sesso, le cure con le staminali, o la web tax.

A livello istituzionale si dovrebbe combattere una burocrazia asfissiante e paralizzante; le istituzioni del paese hanno bisogno di essere modernizzate per creare una struttura più dinamica ed equilibrata. Si dovrebbe anche continuare la lotta contro le organizzazioni criminali italiane, realizzando un’attenta riflessione sulle relazioni tra mafia e politica (secondo l’esperto di ‘ndrangheta Francesco Forgione “non esiste mafia senza politica”). Non rimane che aspettare una vera scommessa governativa per la legalità, una volontà palese di estirpare questa piaga.

Il Governo dovrebbe approvare quanto prima una nuova legge elettorale (l’attuale è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale) presentandone una nuova che sia capace di assicurare la stabilità al paese, la governabilità. Dall’altro lato, la classe politica italiana dovrebbe agire per recuperare la credibilità persa.

Le primarie aperte del PD, alle quali hanno partecipato circa tre milioni di persone tra militanti e simpatizzanti, sono state un vero e proprio successo per l’affluenza e confermano che in Italia la cosiddetta “antipolitica” è in realtà la “richiesta di un’altra politica”, l’ambizione di contare su un’offerta nuova, diversa dalla tradizionale classe dirigente nazionale.

In quella occasione si è votato per tre candidati (Matteo Renzi, Pippo Civati e Giuseppe Cuperlo), che a loro modo rappresentavano qualcosa di nuovo, “moderno”, nel panorama anchilosato dalla sinistra italiana.

Nonostante ciò, non solo la sinistra, ma l’intero orizzonte politico italiano dovrebbe scommettere sul rinnovamento.

Il paese non ha bisogno né di partiti vecchi né di nuove o vecchi leader demagogici arruffa popolo. Non si tratta solo di un problema generazionale, come ben afferma Renzi “Il Rottamatore”: i cittadini chiedono una nuova classe politica, onesta ed efficace.

La battaglia non si deve limitare a una lotta contro la gerontocrazia, ma deve anche favorire la competenza, il ricambio con professionisti preparati ed eticamente inattaccabili.

Il malessere degli italiani non deve essere sottovalutato e si devono applicare misure che riducano i costi della politica, molto oltre la fin troppo sbandierata abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Mancano mutamenti tangibili e una nuova rotta: speriamo che il 2014 sia l’anno del rinnovamento politico e delle riforme, prima che la situazione dell’Italia peggiori.

(pubblicato il 3 gennaio 2014)

[Articolo originale "Italia y 2014" di Andrea Donofrio]

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Traduzione di:
Elena BergamaschiSpagna Elena Bergamaschi
Laureata in Management Internazionale, ha vissuto in Spagna dove ha frequentato l'ultimo anno di specialistica. Ha una forte passione per la lingua spagnola e latino americana, ama i viaggi non convenzionali e nel tempo libero studia arabo, corre e cucina... soprattutto dolci perché nella vita, se c'è qualcosa che non può mancare, è la dolcezza.
Revisione di:
Amina Iacuzio