Oliverio faceva da intermediario tra i politici, gli imprenditori, i prelati e i mafiosi

Il dossier segreto che fa tremare le fondamenta del potere in Italia

El Mundo

L’inchiesta riguarda l’archivio di un fiscalista coinvolto in scandali finanziari e politici

Oliverio faceva da intermediario tra i politici, gli imprenditori, i prelati e i mafiosi

Politici, imprenditori, monsignori, prelati, mafiosi… La crema del potere italiano (e del Vaticano) trema di fronte al dossier segreto caduto nelle mani della Giustizia. Il documento in questione è opera di un oscuro fiscalista che, secondo ogni indizio, si dedicava non solo a riciclare il denaro della criminalità organizzata ma che aveva fatto del ricatto un affare molto redditizio. Il sospetto generale è che le informazioni contenute nel rapporto possano infangare alcune tra le più importanti personalità del paese.

“Se provate ad aprirlo viene giù l’Italia”, avrebbe avvertito in tono biblico il fiscalista in questione, Paolo Oliverio, agli agenti che alcuni mesi fa si sono impossessati del suo computer. La minaccia lanciata da questo tizio, coinvolto in vari scandali politico-finanziari e con legami importanti anche negli ambienti vaticani, pare indubbiamente esagerata. Quelle che potrebbero cadere sono tuttavia le teste di alcuni grossi imprenditori, politici e alti prelati.

Questa è una storia italiana, quindi complicata. E come ogni storia italiana che si rispetti ci sono di mezzo le tonache. Tutto inizia nel novembre scorso quando fu arrestato padre Renato Salvatore, superiore dei Camilliani, un ordine famoso per la dedizione verso gli ammalati. Salvatore fu arrestato con l’accusa di aver orchestrato cinque mesi prima, a maggio, il sequestro di due sacerdoti che dovevano partecipare al voto per designare il superiore dei Camilliani e che avevano detto molto chiaramente di non appoggiare la rielezione di Salvatore.

I propositi del sequestro

I due preti furono bloccati in seguito ad un fittizio controllo portato a termine da falsi  poliziotti della Giudiziaria. Il tutto sotto la direzione di Salvatore che, grazie a ciò, riuscì ad ottenere i voti necessari per essere nuovamente rieletto.

Ma Salvatore non è stato l’unico ad essere arrestato. Insieme a lui è stato fermato Paolo Oliverio, un soggetto già da tempo entrato nel mirino della Giustizia italiana per via di parecchi intrallazzi. Oliverio, sempre secondo le ipotesi della Giustizia, era riuscito a farsi carico della gestione di diversi ospedali appartenenti all’ordine dei Camilliani in Italia, soprattutto quelli in Campania e in Sicilia, due regioni in cui le infiltrazioni mafiose sono molto frequenti nel campo della Sanità. Per continuare a riciclare il denaro sporco della Camorra e di Cosa Nostra attraverso gli ospedali dei Camilliani, Oliverio aveva assolutamente bisogno che il corrotto Renato Salvatore restasse a capo dell’ordine, per continuare a fare e disfare a suo piacimento.

E’ stato per questo, per essere sicuro che Salvatore restasse superiore dei Camilliani continuando così a godere di un bel pezzo della torta, che Oliverio aveva ordito il sequestro dei due preti che minacciavano di mandare in frantumi la rielezione del sacerdote.

Questo sequestro rappresenta tuttavia solo un piccolo assaggio rispetto al curriculum criminale probabilmente molto lungo, di Oliverio, emerso grazie alle intercettazioni telefoniche ai quali è stato sottoposto per ordine dell’autorità giudiziaria. Le stesse intercettazioni conducono a fondati sospetti che il fiscalista sia alla testa di un’importante organizzazione criminale specializzata nel riciclare il denaro della mafia e nel ricattare i potenti.

I nomi di Oliverio

Tra i presunti nomi inclusi nel dossier di Oliverio venuti ultimamente alla luce troviamo Paolo Berlusconi (fratello di Silvio Berlusconi e proprietario del quotidiano “Il Giornale”); l’imprenditore Claudio Lotito; l’avvocato Marco Squatrini [in realtà Marco Squatriti, NdT ] (condannato per una frode fiscale di oltre 90 milioni di euro nei confronti dell’erario italiano e attualmente latitante); Lorenzo Borgogni, ex dirigente di altissimo livello dell’impresa pubblica italiana Finmeccanica; Flavio Carboni, uomo di affari condannato per il fallimento del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi (trovato impiccato sotto un ponte di Londra); il capomafia Ernesto Diotallevi; l’ex senatore Sergio de Gregorio (il quale ha ammesso di essere stato corrotto nel 2007 da Silvio Berlusconi in cambio del passaggio al partito del Cavaliere per favorire la caduta del Governo Prodi). E, ovviamente, nel dossier non manca Renato Salvatore, il superiore dei Camilliani. I pubblici ministeri sospettano che Oliverio facesse da intermediario tra politici, imprenditori ed esponenti della mafia.

(pubblicato il 7 gennaio 2014)

[Articolo originale "El dossier secreto que hace temblar los cimientos del poder en Italia" di IRENE HDEZ. VELASCO]

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Traduzione di:
Simone GiovanniniItalia Simone Giovannini
Laureato in Lingue e culture straniere. Per Italia dall’estero traduce dalla lingua spagnola. simone.giovannini01@gmail.com http://www.proz.com/translator/1087309
Revisione di:
Amina IacuzioElena Bergamaschi