La destra italiana bersaglia zingari e immigrati

[Los Angeles Times]

Umberto Bossi, che una volta ha suggerito di sparare alle barche piene di immigranti, detiene una posizione chiave nel ritorno della destra al potere. Sono seguite misure contro gli stranieri e violenza contro gli zingari.

Milano, Italia – Per un uomo che fu dichiarato politicamente, e quasi letteralmente, morto solo alcuni anni fa, Umberto Bossi è ritornato alla ribalta in maniera notevole.

Capo di un piccolo partito xenofobo, Bossi si è rivelato l’uomo chiave d’Italia, lo stratega indispensabile per il ritorno in carica del Primo Ministro Silvio Berlusconi nelle recenti elezioni e che continuerà ad avere un grande influenza.

La vittoria del mese scorso, che ha incluso anche l’elezione a Roma del primo sindaco di destra dalla seconda guerra mondiale ed il più accanito rifiuto da sempre nei confronti dei comunisti, è parte di un significativo spostamento a favore della destra politica italiana, composta di ex-fascisti, forze anti-immigrazione e conservatori tradizionalisti rimodernati.

A Bossi ed ad altri tre membri del suo partito, la Lega Nord, sono stati assegnati importanti posizioni nel nuovo Consiglio dei Ministri, fra cui il controllo del Ministero degli Interni, che supervisiona le forze di polizia e la maggior parte della sicurezza interna.

In questo clima, non è stata un sorpresa che la prima azione del governo fosse una dura azione repressiva nei confronti dei Rom, conosciuti anche come zingari, una minoranza spesso presa di mira.

Bossi e la Lega Nord sono visti qui come la forza motrice alla spalle della decisione di prendere di mira zingari ed immigrati illegali, due gruppi incolpati per la recente eruzione del crimine. Centinaia di Rom e stranieri sono stati arrestati, moltissimi deportati, e sgangherati campi Rom sono stati rasi al suolo o bruciati dalle autorità o dai vigilantes.

“Tutti gli zingari devono sparire” ha detto, durante un’intervista nel suo ufficio di Milano, Davide Boni della Lega Nord, un funzionario nel governo regionale della Lombardia.

La Lega, che ha sede in Lombardia, aggiungerebbe alla lista la maggior parte degli immigrati rumeni e musulmani, dice Boni. Complessivamente, dice, il partito sostiene la riduzione degli immigrati fra il 5% e il 10% del livello attuale. “In questo modo si può avere immigrazione ed integrazione” dice. “Ciò che abbiamo oggi è un’invasione.”

La Lega e i suoi alleati di destra, incluso il Popolo della Libertà di Berlusconi, sono stati in grado di sfruttare le paure ed i pregiudizi degli italiani verso gli stranieri, sentimenti intensificati dall’aumento del numero degli arrivi e dall’economia che affonda nella recessione. La loro vittoria elettorale riflette inoltre un’ammirazione radicata in molti italiani per quel tipo di demagogia populista che Bossi e Berlusconi rappresentano.

Quella italiana è una società relativamente conservatrice e la destra, che abbraccia fragorosamente valori tradizionalisti, generalmente ha successo in politica.

La Lega Nord ha sorpreso gli analisti finendo terza in una competizione in cui hanno partecipato dozzine di partiti, in parte irrompendo in aree a forte maggioranza operaia in cui dominava la sinistra. Il partito ha assicurato a Berlusconi una confortevole maggioranza.

Tuttavia, molti italiani sono rimasti sorpresi di vedere la nuova influente posizione conferita a Bossi, che quattro anni fa ha avuto un infarto quasi fatale che spinse persino alcuni dei suoi alleati a considerarlo finito. La sua andatura è ancora traballante e spesso farfuglia, ma rimane combattivo e provocatorio, gustandosi evidentemente il suo nuovo controllo sulla situazione nazionale.

“Gli italiani vogliono che questo paese rimanga il loro” ha detto Bossi, che una volta ha sostenuto legittimo sparare alle barche che portavano gli immigranti sulle coste italiane.

La Lega Nord è emersa nei primi anni ‘90 come un partito sostenitore della secessione della ricca Italia del nord dal resto del paese. Il partito di questi tempi ha moderato la retorica della secessione e basa invece le sue campagne elettorali sulla maggiore autonomia e sulla “devolution” dei poteri del governo centrale alle autorità regionali.

I sostenitori della Lega sono sdegnati per il fatto che il nord industrializzato sovvenzioni le parti meno ricche del paese e chiedono di essere autorizzati a trattenere e a spendere le entrate dovute alle tasse, invece di mandarle alle casse centrali di Roma. E’ la divisione nord-sud che Bossi ha sfruttato durante le elezioni.

Bossi mantiene un’influenza su Berlusconi perché se ritirasse il supporto del suo partito dalla coalizione dominante potrebbe far cadere il governo – come Bossi fece nel 1994, terminando bruscamente il primo mandato di Berlusconi.

Bossi è stato nominato Ministro per le riforme nel nuovo governo, una piattaforma ideale per cambiare la legge con il fine di dare più autonomia al nord.

Un’altro Ministero è stato dato al leghista Roberto Calderoli, ricordato per un’apparizione televisiva mentre indossava una maglietta con un fumetto satirico sul profeta Maometto e per aver organizzato una sfilata di maiali in aree dove i musulmani stavano cercando di costruire moschee, entrambi gesti visti come insulti per l’Islam.

Alla prima riunione del governo Berlusconi, i membri questa settimana hanno approvato un “pacchetto sicurezza” che include severe misure anti-immigrazione. Il piano, che deve ancora essere approvato dal Parlamento, renderebbe l’ingresso illegale in Italia punibile con fino a quattro anni di galera, garantirebbe la confisca di proprietà affittate ad immigranti illegali, renderebbe più facile la loro espulsione e quadruplicherebbe il tempo di attesa necessario per richiedere la cittadinanza italiana per uno straniero sposato con un cittadino italiano.

L’altro alleato principale nel governo Berlusconi è Alleanza Nazionale, un partito formato come erede del partito fascista di Mussolini. Il suo leader, Gianfranco Fini, che ha lottato per distanziarsi dal suo passato neofascista, è diventato Presidente della Camera dei Deputati. E un altro politico di Alleanza Nazionale, Gianni Alemanno, è stato eletto sindaco di Roma.

Per 60 anni, il Campidoglio è stato controllato da partiti di centro e di sinistra. Quando Alemanno è arrivato al Campidoglio, progettato da Michelangelo, i suoi sostenitori gli hanno dato il benvenuto con il saluto fascista. Alemanno, il quale insiste di non essere né razzista né xenofobo, ha ovviamente reso visita alla principale sinagoga di Roma. Poi ha mandato la polizia nel più grande campo Rom della capitale, una squallida collezione di baracche di latta, bambini sporchi e spazzatura.

Sebbene molti Rom si guadagnino da vivere con furtarelli, secondo quanto dicono gli stessi Rom, molti altri sono in Italia da anni, lavorano e vanno a scuola. Un Rom di origini iugoslave si è candidato al Parlamento nelle ultime elezioni. Come comunità, i Rom sono terrorizzati di quella che percepiscono come isteria collettiva che fa di tutta l’erba un fascio.

“La cosa triste è che il razzismo contro gli zingari non avviene solo a livello personale, ma anche istituzionale” dice Maurizio Pagani di Opera Nomadi, un gruppo di difesa degli interessi Rom.

L’incidente più scioccante è avvenuto la settimana scorsa a Napoli, dove i residenti, reagendo a notizie secondo le quali una zingara aveva tentato di rapire un bambino italiano, hanno dato fuoco a diversi campi, costringendo centinaia di uomini, donne e bambini a fuggire. Molti sono poi stati caricati nel retro di autocarri e trasportati in zone sicure, in scene che le autorità delle Nazioni Unite hanno comparato con quelle di “pulizia etnica” dei Balcani negli anni ‘90 – proprio gli eventi che hanno fatto sì che molti Rom fuggissero in primo luogo in Italia.

L’Unione Europea, la Spagna ed organizzazioni internazionali dei diritti umani hanno condannato tali azioni. L’Italia potrebbe fronteggiare sanzioni.

Sebbene il Ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni, abbia pubblicamente condannato la violenza dei vigilantes, Bossi è intervenuto con una evidente giustificazione: “La gente fa quello che lo stato non riesce a fare.”

[Articolo originale di Tracy Wilkinson]

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3 commenti per La destra italiana bersaglia zingari e immigrati

  • carlo

    Non sò se esistono negli Stati Uniti zingari ma a giudicare da come si esprime possiamo andare tutti a fare furtarelli a casa sua tanto è cosi aperto e tollerante ma con i messicani questi buoni americani come si comportano??? e come mai tante specifiche a proposito di un EX Missino e tanta bontà per un EX Comunista poteve venire lui a fare il Sindaco.

  • siddhartino

    Complimenti per il lavoro di traduzione e divulgazione, il sistema dell’informazione tradizionale in Italia ha ormai alterato la percezione della realtà in gran parte dell’opinione pubblica , a tutto vantaggio di chi agita fantasmi e semina odio per ottenere controllo e consenso.

  • [...] évocation très banale des lois raciales fascistes (70 ans plus tard…). La ligue du Nord et Umberto Bossi ont appris à faire de la politique: avaler des couleuvres si besoin est pour se rendre un [...]

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