A differenza di ciò che sostiene questo “santo martire della mala giustizia italiana”, sono più di 30 i processi in 30 anni, che dal suo particolare punto di vista sono dovuti alle persecuzioni di “giudici comunisti” e di pubblici ministeri donna “comuniste e femministe”.

Berlusconi e la democrazia

Diario de Noticias

1. “Questo è il premio per 20 anni di sacrificio”. Così ha reagito Berlusconi, come un’innocente vittima politica, dopo la condanna inflittagli dalla Corte di Cassazione a una pena, questa volta senza appello, di quattro anni di galera.
Per diversi motivi, tra cui l’età, 76 anni, questa pena, per frode fiscale riscontrata nel “caso Mediaset”, è stata ridotta a un anno di arresti domiciliari (con la possibilità di optare per i servizi sociali), anche se resta da vedere quanto seguirà.
E ciò che segue sono lo sfruttamento della prostituzione e l’abuso di potere nel “caso Ruby”, nel quale c’è già una prima condanna a sette anni (!) con interdizione perpetua dai pubblici uffici; le intercettazioni illegali del “caso Unipol”, in cui ha subito già un’altra condanna di un anno; la corruzione nel “caso De Gregorio”, processo in corso a Napoli, per la compravendita di un senatore per votare a favore del centrodestra e far cadere il governo di Romano Prodi nel 2006.
2. A differenza di ciò che sostiene questo “santo martire della mala giustizia italiana”, sono più di 30 i processi in 30 anni, che dal suo particolare punto di vista sono dovuti alle persecuzioni di “giudici comunisti” e di pubblici ministeri donna “comuniste e femministe”.
Tra l’altro, si possono contare anche le responsabilità nella criminale loggia massonica P2 (condonata con amnistia), i favori a Bettino Craxi (in prescrizione), il tentativo di corruzione di giudici (“caso Mondadori”), i processi relativi a falso in bilancio (che un suo governo aveva opportunamente depenalizzato), ecc, ecc, sino alle voci su pericolosi legami con la mafia siciliana.
Che abbia sfruttato in maniera più che evidente il proprio impero mediatico al servizio dell’ascesa politica in questi cosiddetti “20 anni di sacrifici” è, in tutto questo, un dettaglio di modesta rilevanza. E’ evidente che Berlusconi possiede “propensione a commettere illegalità” – nelle esatte parole della sentenza che ora ha fatto giustizia su una vita pubblica che porta discrche infanga la) democrazia – ma che solo quest’ultima, riscattandosi dalle proprie debolezze, potrebbe un giorno condannare.
3. Lasciamo stare l’uomo, che vale ciò che vale, e concentriamoci sul politico. Berlusconi è il leader di uno dei partiti della coalizione che sostiene l’attuale governo italiano di Enrico Letta e questa sentenza, nonostante tutto, non gli toglie la possibilità di esercitare i propri incarichi. A ben vedere c’è anche una pena a cinque anni di interdizione dalla politica, ma la Cassazione ha deciso di rivedere questa parte della condanna.
Pertanto, al momento, l’Italia ha un governo ed il Sud d’Europa, in questo particolare periodo di crisi profonda, rappresenta un ulteriore esempio di quanto meriti grande attenzione nell’ambito dell’Unione. Quando qualcuno alla Berlusconi riesce a fare ciò che lui è riuscito a fare alla luce del sole, per così tanto tempo, e raccoglie ancora tante simpatie e appoggio nel proprio paese, ciò fa naturalmente perdere la fiducia alle società che ambiscono al rigore, all’onestà, alla responsabilità pubblica, e non può non lasciare strascichi negativi, almeno a breve termine, nel processo di studio degli strumenti europei per combattere la crisi.
4. Nella difesa di Berlusconi, una presunta vittima dell’azione politica, il motto è bell’e pronto. Il Giornale, un quotidiano di sua proprietà, è arrivato a scrivere nell’edizione online: “Condannano Berlusconi e dieci milioni di italiani”.
Dieci milioni è il numero di voti che il leader ha ottenuto nelle ultime elezioni, e con questo semplice fatto gli elettori avrebbero dato l’avallo alla frode fiscale in oggetto, ottenuta tramite transizioni fittizie che avrebbero gonfiato il prezzo di film nordamericani proiettati in Italia, sottraendo 12 milioni di euro dalle casse dello Stato.
Dà soddisfazione avere un quotidiano del genere! Con dipendenti capaci di definire criminali dieci milioni di persone allo stesso tempo oppure – è un’altra ipotesi – di sostenere che 10 milioni di voti pongono qualcuno al di sopra della legge. Che il denaro possa comprare tutto…
Il Portogallo non ha Berlusconi, ma ha all’orizzonte Isaltino Morais [politico portoghese che nell’aprile del 2013 è stato condannato per frode fiscale, abuso di potere e corruzione, NdT ], che prova a farsi eleggere presidente dell’Assemblea Comunale di Oeiras nonostante viva nello stesso condominio di Vale e Azevedo. Sarà, nel caso si verifichi, un altro bell’esempio di ciò che accade nel Sud d’Europa…

(pubblicato il 3 agosto 2013)

[Articolo originale "Berlusconi e a democracia" di JOÃO MARCELINO]

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Traduzione di:
Marco PinzutiItalia Marco Pinzuti
Laureato in Informatica e da sempre appassionato di Lingue, soprattutto dello Spagnolo del Siglo de Oro, collabora per le traduzioni dallo Spagnolo, dall'Inglese e dal Portoghese. L'Inglese tecnico lo usa per lavoro.
Revisione di:
Andrea TorrenteAmina Iacuzio