Treni contro aerei

[The Economist]

La rediviva Alitalia dovrà fronteggiare una crescente competizione.

Apparentemente sprezzanti del rischio, il 31 ottobre i banchieri a gli affaristi che stanno investendo in Alitalia, risorta dalle ceneri, hanno proposto un’offerta per gli utili della compagnia aerea all’amministratore del vettore in bancarotta, anche dopo aver fallito le trattative per il nuovo contratto con piloti ed assistenti di volo. Sebbene i prezzi dei carburanti siano recentemente scesi, le previsioni per il settore dell’aviazione sono peggiorate. La recessione economica frena la domanda. Ed ora una spietata competizione sta minacciando il servizio della compagnia sulla tratta Roma – Milano, uno dei fulcri del suo business.

Il 3 novembre EasyJet, una dei primari operatori low-cost europei, ha cominciato ad operare con quattro voli giornalieri da Fiumicino, il principale aeroporto romano, a Malpensa, il secondo aeroporto milanese. Ma un pericolo ancora maggiore per la rinata Alitalia potrebbe essere rappresentato dai treni. Considerando i viaggi da e per l’aeroporto, più il tempo del check-in, sicurezza ed imbarco, un viaggio tra i centri di Roma e Milano in aereo necessita di più di tre ore. Il treno più veloce ha bisogno di poco più di quattro ore. Ma il 15 dicembre un tratto di 182 km di nuove rotaie sarà aperto tra Milano e Bologna, riducendo il tempo di circa mezz’ora. Ed entro la fine dell’anno altri 79 km di percorso ad alta velocità entreranno in funzione tra Bologna e Firenze, dimezzando quasi l’ora di viaggio che adesso separa le due città.

Per di piú, la minaccia non arriva solo da Trenitalia, l’operatore statale. Il mese scorso Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV), un operatore del settore privato gestito da Luca di Montezemolo, capo della Ferrari, ha rivelato i propri piani per operare con treni ad alta velocità tra diverse città tra cui Roma, Milano, Torino e Venezia, dal 2011, con 13 treni al giorno tra Milano e Roma.

Montezemolo è sicuro che lui ed i suoi investitori vinceranno la sfida. “L’Italia è un paese fatto per i treni veloci. Non c’è nulla da guadagnare nell’investimento aereo” ha dichiarato. Intesa SanPaolo, la più grande banca italiana, che possiede il 20% di NTV, è d’accordo con lui, ma fino ad un certo punto. Sta giocando la propria scommessa con una larga fetta nella società che sta resuscitando Alitalia.

[Articolo originale "Trains v planes"]

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4 commenti per Treni contro aerei

  • vinicio

    Non è più sostenibile andare avanti così: bene fa Maroni a denunciare chi blocca un pubblico servizio, bene fa Matteoli ad avviare le pratiche di precettazione al lavoro. Se perfino un signore come Cofferati, l’uomo dei “3 milioni” al Circo Massimo, dice che c’è qualcosa da rivedere, allora significa che c’è davvero qualcosa da rivedere. Innanzitutto a livello di regole: ci sono, ma oramai sono vecchie ed inefficaci e, come detto, colpiscono solo i cittadini e non ottengono quasi mai nulla. È anche buffo che nel Paese dove probabilmente esiste la forza sindacale più forte d’Europa (sia come numero di iscritti che come peso politico, giacché spesso costituisce una vera e propria costola di partito), si agitino ancora e per l’ennesima volta questi scioperanti della domenica. La crisi economica non colpisce solo le famiglie ed il potere d’acquisto dei salari, colpisce anche e soprattutto le aziende che quei salari devono erogare, perché erode inevitabilmente i loro introiti che vanno poi trasformati in investimenti e paghe. È davvero fuori luogo in questo momento storico chiedere alle aziende di farsi carico di una spesa che non possono sostenere: la torta è una e sempre soltanto una, chi vuole mangiare di più deve fare in modo che qualcun’altro non si sieda al tavolo, perché l’unità più si divide più la frazione è piccola, è una questione di pura matematica, non un’opinione.

    La soluzione? Lasciare a casa, e magari qualcuno in galera, questi signorotti: far fallire l’azienda, non dare loro neanche un centesimo e farla ripartire sotto altro nome ed altra egida, con nuovi contratti ed assunzioni individuali, distruggendo così il potere di 9 sindacati nel quale, incredibile a dirsi ma vero, firma la CGIL e non le sigle autonome. Una volta che sotto Berlusconi il sindacato rosso firma, si blocca l’accordo, roba che se la racconti in Burundi ti premiano come miglior comico dell’anno.

    Forse, lo dico con grande chiarezza, l’illegalità ha volte aiuta a far capire a certa gente che non ci si comporta in questo modo: la prossima volta la Polizia stia a guardare, così vedremo anche noi se domani si permettono ancora di trattare i cittadini italiani come pezze, invece di proteggere questi scioperanti privilegiati dalla folla inferocita. Se poi hostess e piloti di volo ci vengono a raccontare che loro conducono una vita al limite del normale, a me cosa importa? Nessuno ti ha chiesto di farla e soprattutto la collettività non può farsi carico, in senso negativo, delle tue scelte.

  • Giancarlo

    Fonte ansa

    CGIL: EPIFANI,GRAVISSIMO INCONTRO BERLUSCONI-CISL-UIL
    ROMA – ‘Quello che è accaduto ieri sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti’. Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha commentato così, parlando al direttivo dell’organizzazione, la notizia dell’incontro di ieri sera a palazzo Grazioli, fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alcuni ministri, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

    Epifani chiede ‘un immediato incontro con il governo ‘ e annuncia una lettera ai leader di Cisl e Uil e al presidente di Confindustria con la quale chiedera’ conferma dell’incontro di ieri sera, che, se confermato, ‘apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria’.

    ‘Il presidente Berlusconi dimostra così – si legge in una nota – di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue’. Sul tema della crisi ‘il governo non prevede momenti formali di confronto con tutte le parti sociali, mentre quelli ‘riservati’ li tiene solo con alcuni soggetti, escludendo la Cgil, l’Ugl e tutte le altre rappresentanze di impresa’, prosegue il leader Cgil. ‘Nei confronti della Cgil è un comportamento particolarmente grave perché abbiamo inviato al governo e alle altre parti sociali una piattaforma con le proprie proposte per affrontare la crisi – ha aggiunto Epifani – Con questo atteggiamento il governo esprime, così, la volontà di non aprire un confronto con la Cgil’.

    Signori questi qua vogliono farci fare la fine del topo, sono tutti collusi, sono tutti complici, sono tutti delinquenti. La giustizia non esiste, perchè a pagare sono sempre e solo i lavoratori, quelli che guadagnano 900-1000 euro al mese e pagano tutte le tasse fino all’ultimo centesimo mentre questi soggetti si mangiano tutto!!! Vogliono toglierci qualsiasi dignità! Esprimo solidarietà con quei CORAGGIOSI che lavorano per L’ex Alitalia, perche solo lottando si puo ottenere qualcosa, e badate bene che devono fare cosi, perche appunto chi li rappresenta e chi li dovrebbe tutelare (i sindacati + grandi) è invece un servo del padrone….Prima non volevano firmare, fanno un incontro e neanche 24 ore dopo firmano, scusate ma se prima era indecente e improponibile e visto che la cai non vuole cedere neanche di un millimetro, con 24 ore e un solo incontro, cosa è potuto cambiare? Secondo me qualche favore al sindacato o ai loro dirigenti,nulla di +

    P.s Non era meglio se vendevamo ad airfrance? almeno 2 miliardi di euro li prendevamo invece ora ci siamo pure accollati i debiti…. Grazie a tutti anche a quei sindacati che dicevano che 2000 esuberi erano troppi!!! Grazie Ancora

  • Antonio Macchi

    curioso paradosso
    aumenta la velocita’, e diminuisce il tempo libero

    io preferirei arrivare da milano a roma con un treno locale in 12 ore, con un giorno di anticipo, dedicare una giornata a gironzolare per roma… e un’altra prima di ripartire…

  • Ho anticipato the Economist di due mesi: del problema del monopolio sulla Roma-Milano, della presenza di molti operatori low cost e della concorrenza che presto farà l’azienda statale Trenitalia avevo parlato approfonditamente mesi fa. Alitalia non può competere né sul prezzo né sulla velocità, né con i treni, né con le low cost: Alitalia, in questo senso, nasce già morta. http://blog.tooby.name/sociale/nei-trasporti-il-monopolio-e-miope/

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