Atipica e inclassificabile, l’ex-militante del partito radicale italiano, nominata Commissario Europeo da Silvio Berlusconi nel 1995, non ha peli sulla lingua e gode di un temperamento energico.

Emma Bonino, la pasionaria federalista europea

Les Échos

Atipica e inclassificabile, l’ex-militante del partito radicale italiano, nominata Commissario Europeo da Silvio Berlusconi nel 1995, non ha peli sulla lingua e gode di un temperamento energico.

Imprevedibile ed incontrollabile, Emma Bonino ha di rado smentito la sua reputazione di “ribelle”. Eletta per la prima volta nel 1976 nelle liste del partito radicale, la “pasionaria” europea è stata parte attiva di numerose battaglie. [Sostenitrice della] legalizzazione dell’aborto, promotrice del referendum contro l’energia nucleare nel 1986, in favore della legalizzazione delle droghe leggere, questa atipica liberale non ha neppure mai esitato a cambiare etichetta politica per portare avanti le “sue” battaglie.

Rieletta deputato nelle liste del partito Forza Italia di Silvio Berlusconi nel 1994, nominata dal “Cavaliere” nel 1995 Commissario Europeo a Bruxelles è stata anche, dal 2006 al 2008, Ministro del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee nel governo Prodi, prima di essere eletta Vice-Presidente del Senato.

Reputazione internazionale
“Nel medio e lungo termine, le politiche di austerità non saranno sufficienti a toglierci dai guai” dichiarava Emma Bonino al sito Telos. Ardente promotrice della difesa dei diritti civili e di tante campagne internazionali in favore dei tribunali contro i crimini di guerra in ex-Jugoslavia e in Rwanda, Emma Bonino può essere ascritta, come Altiero Spinelli, nella grande tradizione dei fondatori del movimento federalista.

Come Mario Monti, deve una grande parte del suo prestigio internazionale alla nomina,conferitale da Silvio Berlusconi, di Commissario Europeo incaricato delle politiche sanitarie e la protezione dei consumatori, a Bruxelles, dal 1995 al 1999. È in quel momento che si impone con l’immagine di donna politica energica, schietta e dal carattere incontestabile. Anche se la sinistra radicale guarda al suo percorso con sospetto, la Bonino può contare su una solida rete internazionale, soprattutto attraverso la sua partecipazione al “think tank” Potenza Europa.

Federalista convinta, Emma Bonino è anche una liberale tutta d’un pezzo. “Sono contraria all’idea che lo Stato debba assistere il cittadino dalla culla alla tomba” ama ripetere. In questo senso, l’ex-“pasionaria” del partito radicale di Marco Pannella si trova in una posizione ideale per fare da sintesi tra le pulsioni contraddittorie dell’austerità e il rilancio a livello europeo. Ancora di recente considerata come una candidata potenziale al Quirinale, prima della rielezione di Giorgio Napolitano, “la pasionaria” europea dovrebbe portare una ventata di rinnovamento alla Farnesina, la sede del ministero degli Esteri a Roma.

[Articolo originale "Italie : Emma Bonino, la passionaria fédéraliste européenne" di Pierre de Gasquet]

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Traduzione di:
Rosalba Iuzzolino
Revisione di:
Cristina Bianchi