Berlusconi non si fa problemi a sconfinare nella vergogna con i suoi riferimenti a Mussolini.

Berlusconi e il Duce

El País

Berlusconi non si fa problemi a sconfinare nella vergogna con i suoi riferimenti a Mussolini.

L’insolito riferimento di Silvio Berlusconi alle cose buone fatte da Mussolini, in coincidenza per di più con il Giorno della Memoria dedicato all’Olocausto, è stato rapidamente etichettato dal primo ministro Monti come una battuta, una trovata, anche se infelice.

Invece, la risposta del presidente Napolitano, che non ha menzionato il demagogo, è stata secca: data “l’infamia delle leggi razziali del 1938” non devono esserci ambiguità e bisogna rimanere vigili di fronte a qualunque forma di negazionismo e revisionismo. “Il paese è consapevole – ha riassunto – dell’aberrazione del fascismo”.

La cosa più grave è che la dichiarazione di Berlusconi sapeva poco di battuta. Aveva bisogno, in questo tipo di commemorazione, di richiamare su di sé le telecamere e allo stesso tempo di marcare le distanze rispetto ad una posizione strettamente democratica. L’alleato della razzista Lega Nord, colui che ospita all’interno del suo partito tanti neofascisti, doveva utilizzare un colpo di scena che, dato lo svantaggio in cui si trova in vista delle elezioni, gli avrebbe permesso di ottenere in blocco il voto dell’estrema destra. E, come in tante altre occasioni, sconfinare nella vergogna non lo preoccupa minimamente, se così riesce ad ampliare la sua quota di mercato politico.

L’episodio ci ricorda quanto sia valida l’analisi di Maurizio Viroli, grande studioso di Machiavelli, in La libertà dei servi (2010), dove spiega come il consenso raggiunto da Berlusconi si basa su una manipolazione generalizzata dei media, giocando con i peggiori tratti della mentalità populista italiana – maschilismo ad oltranza, propensione all’illegalità e alla frode, autoritarismo – per poi elevarli a sistema di governo, che ne favorisce l’imitazione e la dilatazione, ottenendo una vera degenerazione morale della società.

Pur mantenendo elezioni e diritti civili, gli italiani hanno vissuto sotto Berlusconi una forma di oppressione e di assenza di libertà, i cui effetti perdurano tuttora; qualcosa di simile alle dittature del primo Rinascimento, quando ancora non erano state soppresse le istituzioni repubblicane. Come Borso d’Este nelle rappresentazioni del Palazzo di Schifanoia a Ferrara – una consolazione, fu un buon predecessore – il tiranno è onnipresente; la sua immagine è protagonista di tutti i momenti della vita cittadina.

L’eredità di Mussolini è qui evidente. La prima preoccupazione del dittatore consiste nel dominare con la sua immagine lo spazio pubblico. La dimensione sessuale del suo potere – per quanto riguarda il Duce ce lo ricordano i diari di Clara Petacci – portata al parossismo (e al ridicolo) ratifica l’ambizione, condivisa da entrambi, di dominare sulla metà maschile della società, frustrata anche quando cerca di imitarne gli incredibili successi a letto.

In quanto alle donne, esse sono come le masse: non si amano, “si prendono” (Duce dixit). D’altra parte, le mancanze della politica democratica rendono possibile l’esaltazione del leader carismatico, che con le sue decisioni distoglie gli italiani dal pensare, permettendo loro di vivere avvolti dal consenso raggiunto con la sottomissione ed il costante lavaggio del cervello televisivo.

A questo fine non c’è bersaglio migliore delle casalinghe di ogni genere, che fanno da contrappunto alle veline appetitose e tutte uguali che si esibiscono sullo schermo. Sono loro le protagoniste dello spot propagandistico delle passate elezioni, che insisteva sulla necessità di lasciare tutto nelle mani di Berlusconi: “Presidente siamo con te, meno male che Silvio c’è”. L’immagine finale è il coro al completo che ripete il ritornello. Come sfondo, l’edificio dell’Eur a Roma, massima realizzazione dell’architettura fascista.

[Articolo originale "Berlusconi y el Duce" di Antonio Elorza]

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Traduzione di:
Simone GiovanniniItalia Simone Giovannini
Laureato in Lingue e culture straniere. Per Italia dall’estero traduce dalla lingua spagnola. simone.giovannini01@gmail.com http://www.proz.com/translator/1087309
Revisione di:
Amina IacuzioAlessandra Furvis