“Mamma mia”, si ripetevano tra loro i trader italiani, spaventati ancor di più alla notizia che Berlusconi sarebbe tornato. Gli interessi sul debito pubblico sono schizzati in alto e le borse sono affondate. Milano ha perso quasi il 4% nel corso della giornata.

Mamma mia, here we go again

Economico

Ieri l’Italia ha fatto tremare i mercati. Il panico si è diffuso quando sono arrivate le notizie secondo cui il tecnico Mario Monti avrebbe lasciato il governo dell’Italia.

“Mamma mia”, si ripetevano tra loro i trader italiani, spaventati ancor di più alla notizia che Berlusconi sarebbe tornato. Gli interessi sul debito pubblico sono schizzati in alto e le borse sono affondate. Milano ha perso quasi il 4% nel corso della giornata.

Mario Monti è un primo ministro non eletto. Da 13 mesi è a capo di una specie di governo di salvataggio  nazionale, chiamato a governare l’Italia quando Berlusconi aveva portato il paese sull’orlo della bancarotta. Monti sa che avrà l’appoggio della destra per l’approvazione della finanziaria del 2013, ma sa anche fin d’ora che da quel momento in poi resterà senza l’appoggio del PDL e delle altre forze politiche vicine a Berlusconi.

Berlusconi ha già cominciato la sua campagna elettorale, basandola sullo scetticismo su come la Germania sta gestendo la crisi in Europa e contro le misure di austerità di Monti. Un discorso che trova terreno fertile in un´economia in recessione, ma che molto difficilmente porterà di nuovo il Cavaliere al potere. I sondaggi danno solo un 13,8% al PDL contro il 30,3% a Pier Luigi Bersani, che guida la coalizione di centrosinistra e che continua ad appoggiare Monti. E da qui alle elezioni è molto probabile che Berlusconi sia arrestato per le accuse di evasione fiscale e di prostituzione minorile.

Il lavoro di Mario Monti viene elogiato da quasi tutti. Per questo la notizia delle sue dimissioni ha causato un’ondata di panico sui mercati. E le borse si sono calmate ieri sera quando si sono diffuse voci secondo cui Monti potrebbe ricandidarsi alle elezioni di marzo.

Monti è riuscito a introdurre in Italia un pacchetto di misure di austerità da 20 miliardi di euro, ha fatto una grande riforma nel sistema pensionistico per aumentare l’età pensionabile, sta cercando di abbassare il deficit italiano sotto il 3% ed è riuscito perfino a conquistare la fiducia dei creditori, vendendo il mese scorso i titoli del debito pubblico sul mercato primario al valore più basso degli ultimi due anni. Se i creditori esteri mettono Monti sul piedistallo, nel suo paese Monti ha cominciato a perdere popolarità quando ha deciso di aumentare le tasse e l’economia ha cominciato a risentire delle misure di austerità. L’Italia si prepara nel 2012 ad affrontare il quarto anno di recessione dal 2001.

Per i portoghesi nulla di tutto questo è una novità. Abbiamo già visto questo film in Grecia, il “trailer” in Irlanda, il “remake” in Spagna e purtroppo siamo protagonisti di un “sequel” che non sappiamo se avrá un lieto fine.

Elogiato all’estero e poco amato a casa sua, Monti sta agli italiani come Vítor Gaspar [ministro delle Finanze portoghese dal giugno 2011, NdT] sta ai portoghesi. Entrambi sono economisti, entrambi sono tecnici, entrambi parlano in modo noioso e meccanico, ed entrambi sono competenti e minuziosi. Entrambi inoltre applicano all’economia  la stessa ricetta di austerità, entrambi con gli stessi cattivi risultati, ed entrambi lo fanno credendo che verranno giorni migliori. Ma Vítor Gaspar ha un vantaggio. Fa parte di un governo eletto democraticamente, una prova per  la quale Monti non è ancora passato. La democrazia non può piegarsi agli umori del mercato, per quanto reali essi siano.

(pubblicato l’11 dicembre 2012)

[Articolo originale "Mamma mia, here we go again" di Pedro Sousa Carvalho]

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Traduzione di:
Amina IacuzioItalia Amina Iacuzio
Giornalista e traduttrice free lance, vive tra Roma e Parigi. Ogni anno passa un periodo in Brasile, paese di cui si è innamorata vent’anni fa. Per Italiadallestero traduce dal Portoghese. Dice: “Presto ci dovremo rendere conto che questo paese, al pari di Cina ed India, è un vero gigante”.
Revisione di:
Andrea TorrenteAlessandra Furvis