L’italiana Finmeccanica interessata all’acquisto, per 3 miliardi di dollari, dell’americana DRS Technologies, produttrice di elettronica per l’industria della difesa
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Con uno sforzo per estendere la sua presenza fuori dal fiacco mercato nazionale, nel più grande mercato mondiale, la più grande industria italiana per la difesa, Finmeccanica SpA, sta pianificando l’acquisto dell’americana DRS Technologies Inc, produttrice di elettronica militare, con un accordo stimato intorno ai 3 miliardi di dollari.
Tuttavia, la borsa italiana non ha accolto molto bene queste rivelazioni del Wall Street Journal, con il risultato che il prezzo delle azioni di Finmeccanica ha perso il 2,1 per cento, assestandosi a 21,55 euro. Questa perdita è la maggiore verificatasi da oltre un mese a questa parte. Al contrario, le azioni di DRS hanno registrato la crescita maggiore degli ultimi 4 anni circa, guadagnando il 15 per cento ed arrivando ad un valore di 73,41 dollari.
Secondo le stime attuali, il gigante italiano ha un valore di mercato che raggiunge i 9,16 miliardi di euro, ovvero 14,1 miliardi di dollari, mentre la compagnia americana ha un valore di mercato appena superiore ai 3 miliardi di dollari. Ci si aspetta che Finmeccanica paghi un premio considerevole per le azioni DRS, se l’acquisto si materializzerà. Informazioni recenti indicano che alcune “faccende di contabilità” stanno bloccando ulteriori sviluppi dell’accordo.
Se le due compagnie dovessero raggiungere un accordo, la futura transazione finirebbe quasi sicuramente sotto attento esame delle istituzioni regolatrici del mercato, preoccupate per il trasferimento di tecnologie sensibili, inclusi i nuovi sistemi di rilevazione a raggi infrarossi per il veicolo anti-missile della Missile Defense Agency, di futura costruzione.
Finmeccanica, per 1/3 di proprietà dello stato italiano, è una delle aziende appaltatrici straniere di maggior successo nel mercato aerospaziale e della difesa statunitense, con ruoli importanti in programmi militari e commerciali di alto profilo.
La sua filiale in Augusta Westland sta costruendo la nuova flotta di elicotteri presidenziali americani insieme alla Lockheed Martin Corp., mentre la filiale di Alenia costruisce alcune tra le parti più importanti delle fusoliere dei nuovi Boeing 787-Dreamliner, per esempio le strutture in fibre di carbonio.
DRS, che si trova in Parsippany, New Jersey, costruisce prodotti per l’ingegneria e l’elettronica, come generatori, radio e sensori, principalmente a scopo militare. Si è notevolmente allargata nel 2006, a seguito dell’acquisizione di Engineered Support Systems Inc., per 1,9 miliardi di dollari. L’ultima compagnia ad essere interessata concretamente a DRS è stata L-3 Communications nel 2004. Tuttavia, i 42 dollari per azione offerti all’epoca furono rifiutati.
Se Finmeccanica riuscisse a comprare DRS otterrebbe una presenza più estesa, a lungo cercata, nel mercato statunitense. Questa mossa potrebbe anche significare l’inizio di una nuova serie di tentativi, da parte delle compagnie aerospaziali e di difesa europee, di acquistare aziende americane, sulla scia della recente assegnazione da parte della Air Force [aeronautica militare americana, N.d.T.] di un contratto da 35 miliardi di dollari a favore della squadra composta dalla EASDS e dalla Northrop Grumman [Compagnia Europea Aeronautica Difesa e Spazio, la prima, e azienda americana la seconda, N.d.T.], per la costruzione di aerei-cisterna per il rifornimento in volo. Questo contratto e’ correntemente sotto riesame a seguito delle proteste della azienda americana Boeing riguardo alle proprie perdite a favore della concorrenza.
La britannica BAE Systems Plc, è stata una delle prime compagnie d’oltre oceano ad acquistare aziende americane, e nel 2005 ha comprato la United Defense Industries Inc., che fabbrica veicoli blindati, per 4,2 miliardi di dollari; seguita dall’acquisto di Armor Holding, costruttrice di armature e camion, per 4,1 miliardi di dollari nel 2007.
La sua rivale, la Compagnia Europea Aeronautica Difesa e Spazio (EADS), parente di Airbus, è corsa ai ripari acquistando la PlantCML per 350 milioni di dollari lo scorso aprile.
Finmeccanica, da parte sua, ha completato quest’anno l’acquisto, del valore di 61,6 milioni di sterline (ovvero 121 milioni di dollari), della Vega Group Plc, produttrice britannica di servizi software e per l’ingegneria. Nel 2004, Finmeccanica ha acquistato da GKN Plc il rimanente 50 per cento di Augusta Westland che ancora non possedeva. L’anno seguente, la compagnia ha iniziato una collaborazione con BAE Systems Plc nel campo dell’elettronica militare, per poi assumere la direzione del progetto.




















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Perchè l’Italia deve immischiarsi negli affari militari americani? Come se non avessimo già abbastanza problemi a casa nostra.
Il Bush e berlusca ricordo che sono “amici fraterni” e visto che 1/3 di Finmeccanica è statale e il Berlusca ora è Pres. del Cons. e che 1+1 fa ancora 2…