Insegnanti e studenti si uniscono a Roma contro la riforma della scuola

[El Economista]

Il settore dell’educazione si oppone alla soppressione di più di 87.000 posti del personale docente, al blocco dei contratti per gli insegnanti precari e alla riduzione di 44.500 funzionari amministrativi.

Roma – Migliaia di studenti, docenti e politici dell’opposizione italiana hanno protestato a Roma contro la legge di riforma dell’educazione approvata dal Governo, con un corteo pacifico che ha bloccato gran parte della città e nel quale sono state richieste le dimissioni del ministro dell’Educazione, Maria Stella Gelmini.

“Te ne vai o no? Te ne vai sì o no?” hanno gridato alcuni manifestanti rivolgendosi alla responsabile italiana dell’Educazione, mentre altri cantavano in coro “Gelmini, non senti un terremoto? Sono i professori in movimento”.

Alcuni mostravano inoltre foto del ministro a mo’ di illustrazione sulle quali si poteva leggere “Santa Ignoranza”.

Per i due chilometri e mezzo che separano le piazze romane della Repubblica, dove la manifestazione è cominciata, e quella del Popolo, luogo dove ne era previsto il termine, la marcia è avvenuta in forma pacifica e festosa e senza interventi della polizia.

Centinaia di bandiere con le sigle dei sindacati organizzatori hanno ondeggiato lungo la marcia, insieme ad enormi palloni e striscioni sui quali venivano presi in giro i membri del Governo.

Così, la Gelmini appariva ritratta con un’ascia in mano, con riferimento al taglio di 8 miliardi di euro che questa legge prevede per la scuola.

In altri striscioni si vedeva una mucca che veniva munta, che rappresentava l’Università, con un maiale obeso di fianco sul quale c’era scritto “banche e consorzio italiano”, con riferimento al gruppo di imprenditori disposti a salvare la compagnia aerea Alitalia.

La responsabile dell’Educazione non è stato l’unico obiettivo delle critiche dei manifestanti, i quali hanno dimostrato la propria opposizione anche al titolare dell’Economia, Giulio Tremonti, e al primo ministro italiano, Silvio Berlusconi.

Alle critiche dei professori, giunti a Roma da tutta l’Italia, si sono aggiunte quelle degli studenti, che saltavano gridando “Chi non salta è la Gelmini”.

I più piccoli, accompagnati dai loro professori, hanno intonato canzoni contro la riforma che hanno strappato gli applausi e gli elogi degli anziani che si erano fermati ad ascoltarli.

Alla manifestazione, convocata dai sindacati dell’educazione, si sono aggiunti il Partito Democratico (PD) — del quale hanno partecipato numerosi esponenti, tra cui il leader Walter Veltroni — e la formazione Italia dei Valori (IDV), rappresentata da Antonio Di Pietro.

In Piazza del Popolo, dove, secondo gli organizzatori della protesta si sono riunite un milione di persone, i leader sindacali si sono rivolti ai manifestanti, i quali hanno risposto loro con applausi entusiasti.

Due alunne hanno insistito sulla necessità di continuare con le manifestazioni in tutta Italia fino ad ottenere che la legge venga sottoposta a referendum, iniziativa alla quale PD e IDV hanno chiesto a tutta l’opposizione di aderire.

La manifestazione si è conclusa senza disordini, anche se la Polizia ha fermato il traffico e bloccato gran parte della città, motivo per cui per ore i trasporti pubblici hanno dovuto modificare il proprio percorso, causando inconvenienti a molti cittadini.

Con questa protesta, il settore dell’educazione si oppone alla legge approvata ieri in Senato, la quale prevede la soppressione di più di 87.000 posti del personale docente, il blocco dei contratti agli insegnanti precari e la riduzione di 44.500 funzionari amministrativi.

Creano proteste anche la chiusura delle scuole in luoghi isolati, l’aumento degli studenti per classe, la riduzione delle ore di lezione e l’introduzione del voto in condotta.

[Articolo originale "Maestros y estudiantes se unen en Roma contra la ley de educación " di EFE]

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