L’autore di Gomorra minacciato dalla mafia è stanco di vivere nascosto

[The Guardian]

Da quando ha scritto il libro sulla camorra, ora divenuto un film pluripremiato, Roberto Saviano riceve continuamente minacce di morte. Questa è la prima intervista che rilascia a un giornale inglese da quando vive sotto scorta.

“Ciao John” esordisce una voce proveniente da chissà dove. Un paio di mesi fa era ancora possibile incontrare Roberto Saviano di persona, nonostante anche allora non ci fossero dubbi sul fatto che la sua incolumità fosse in pericolo. Già molto conosciuto in Italia, ma non altrettanto all’estero, come giovane autore della scottante denuncia sulla camorra, la mafia napoletana, e che sconta ora il prezzo di averne scritto con minacce di morte. Durante un incontro di un anno fa, due guardie del corpo hanno controllato il bar, tenerdolo poi sott’occhio dall’esterno Saviano riusciva ancora a gustarsi un caffè in mezzo a persone senza che queste dovessere essere prima perquisite.

Da allora Saviano ha ottenuto fama internazionale. Il suo libro, Gomorra, ha ispirato un film che ha poi vinto molti premi e che rappresenta ora l’Italia agli Oscar. Il numero delle sue guardie del corpo, tuttavia, è aumentato a cinque, ed ora può essere contattato in Italia solo tramite telefono. Ci sono voluti 10 giorni per fissare un appuntamento. Ciò nonostante, l’incontro non si è tenuto all’ora prestabilita.

Il triste paradosso della vita di questo scrittore è che più diventa famoso e più ha bisogno di essere invisibile, poichè più il suo libro viene letto, più il film di Matteo Garrone viene visto, tanto più l’ira dei boss della camorra si infiamma.

“La maggior parte dei miei problemi è sopraggiunta nelle ultime settimane a causa di una banda di camorristi che percorre in lungo e in largo la Campania (la regione in cui si trova Napoli). Si tratta di un gruppo composto tra i sei e i dieci individui – una cellula di piccola entità, che in sei mesi ha commesso 18 omicidi”, ha dichiarato Saviano durante la prima intervista rilasciata ai media inglesi annunciando l’intenzione di voler lasciare l’Italia. “Ogni volta che hanno colpito, sono stato allontanato il più possibile dalla Campania ”.

Simbolismi Saviano non è riuscito ad ammettere che la polizia credeva che il suo nome comparisse tra gli obiettivi degli assassini. Ha detto che i membri della banda “sognavano di … [pausa] … colpire dei simboli, diciamo così”.

Saviano è senza dubbio un simbolo, non solo di quell’Italia che rifiuta la connivenza con i mafiosi, ma del diritto universale alla di libertà di parola. Un gruppo di premi Nobel, tra cui Günter Grass, Orhan Pamuk e Dario Fo, hanno scritto una lettera aperta al quotidiano La Repubblica in seguito alla divulgazione delle intenzioni dei boss mafiosi di eliminare Saviano entro Natale. Sono state organizzate letture di brani di Gomorra nella piazze di tutta Italia ed oltre 200 mila persone hanno firmato la petizione per Saviano.

Saviano si è detto particolarmente commosso dalla lettera dei premi Nobel. Tuttavia, dopo due anni e mezzo di isolamento e persecuzione, lo stress comincia a farsi sentire.

A parte i viaggi all’estero per promuovere il suo libro, ha dichiarato, Saviano passa la sua vita tra le caserme dei carabinieri e gli uffici della magistratura. Ha detto di sentire la mancanza di una casa “dove poter vivere un anno, sei mesi … e invece mi spostano in continuazione. All’inizio, ce la facevo, avevo accettato il mio destino. Ma ora mi sta facendo impazzire.”

Ha deformato la sua personalità, ha dichiarato. “Vivere segregato come un animale ti trasforma in un animale. Diventi diffidente. Pensi che tutti ti vogliano imbrogliare. Provi invidia per gli altri perché sono liberi. Tu hai avuto la forza – o la stupidità – di parlare; loro se ne sono stati buoni.”

Ha detto di sentirsi come oppresso da “un enorme, gigantesco peso che non riesco più a sopportare facilmente e che mi sta distruggendo come scrittore”. Stava lavorando ad un romanzo di non-fiction, ma ultimamente si è occupato principalmente di giornalismo. E’ riuscito a scrivere mentre veniva spostato nelle numerose “case sicure”. “Ma è un impegno difficile, perché concentarsi è difficile.”

Diversi personaggi italiani di spicco hanno fatto appello perché non lasci la sua terra natale, sostenendo che sarebbe una vittoria per la mafia. Ma quando gli si chiede quando ha intenzione di andarsene, la sua risposta è: “Il prima possibile.” Solo difficoltà logistiche ostacolano la via dell’esilio, e spera che si risolvano con l’anno nuovo.

Nella sua recensione del film Gomorra, il mio collega Peter Bradshaw ha scritto: “Al termine dei titoli di coda, è difficile salvarsi dalla paura, perfino dalla disperazione, che l’intera area – Napoli e il sud Italia – sia adatta solo a ricevere una pioggia di fuoco dai cieli, o forse a 1000 anni di quarantena, come Chernobyl, in senso etico, o addirittura letterale.” E’ una sensazione che chiunque conosca questa zona sa riconoscere immediamente.

Ma, ha dichiarato Saviano, “vorrei chiedere alla gente di non considerare la mia storia come quella di un italiano del sud e dunque di un uomo che vive in un mondo sottosviluppato popolato da uomini violenti, ma di considerarla una storia europea – molto europea. Chi scrive su questi argomenti, me compreso, parla della maggiore forza economica unitaria dell’Unione Europea. Ciò che riguarda me, riguarda anche chi abita a Londra, a Berlino e a Madrid. Tutti i cartelli della criminalità organizzata investono a Londra e non è un caso che Londra figuri tra le cinque città con il più largo consumo di cocaina”.

“Si tratta di libertà di parola,” ha dichiarato Saviano a proposito delle questioni sollevate dal suo romanzo e dalle reazioni provocate. “Ma soprattutto, si tratta della libertà del lettore, perché ciò che mi ha messo in pericolo è la lettura. Se quello che avevo scritto fosse finito nelle mani di 20.000 persone, non ci sarebbero stati problemi. Quello che mi ha messo in pericolo è che, a causa mia, milioni di persone hanno deciso di interessarsi alle cose che interessano anche me.”

Salman Rushdie ha detto che Saviano si trovava in un pericolo maggiore del proprio e Saviano è d’accordo. Ha raccontato la storia di un mafioso diventato collaboratore di giustizia a cui una volta fu chiesto se la condanna a morte decisa da un boss poteva essere revocata. “No” ha risposto “solo rimandata.”

Ciò nonostante, e nonostante la diffusione globale della camorra, uno dei temi trattati in di Gomorra, Saviano sembra convinto di riuscire a trovare un modo per vivere al sicuro fuori dall’Italia senza dover dipendere dalla protezione della scorta 24 ore su 24. “Non ne sono assolutamente certo” ha detto “ma credo che sia possibile”.

[Articolo originale "Gomorrah writer hunted by mafia tires of life in hiding" di John Hooper]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

5 commenti per L’autore di Gomorra minacciato dalla mafia è stanco di vivere nascosto

  • Marco Bartolini

    Speriamo vinca l’Oscar, direi che il prezzo che sta pagando è superiore a quello di qualsiasi Kolossal di Hollywood!!!

  • Marco

    E meno male che alcuni dicono che Roberto abbia fatto tutto questo solo per soldi! Non riesco a capire come faccia certa gente a dire certe cose… vivere in quel modo, braccato in continuazione, sorvegliato a vista, con il timore di avere sempre, ovunque tu vada, una pistola puntata alla testa. Avrà anche fatto qualche soldo con quel libro, ma gli ha portato anche l’inferno.
    Forza Roberto.

  • selene

    ciao mi chiamo selene simonini
    e credo ke la mafia non sia
    cattiva ma se tu gli ai un torto annno
    ragi ad arrbbiarsi
    spero cheti perdoneranno
    e cmq io o 12 anni
    buona fortuna

  • Federico

    Cara Selene, spero che tu sia soltanto un troll, perchè mi risulta difficile pensare a una persona che (seppur giovanissima) pensi queste cose della mafia. Già, per chi è cresciuto a “pane e TV” la Mafia in che cosa consiste? Forse nelle battute dei simpatici protagonisti de “I Soprano” o roba simile? O magari in quelle magliette “trendy” di Oliviero Toscani?

    Spero che crescendo tu possa capire

  • rosalba

    volevo semplicemente incoraggiare roberto nella sua lotta per fare emergere e trionfare la verità e dirgli che non é solo, tantissime persone che hanno letto il suo libro e seguito le sue interviste in tv e sui blog non dimenticheranno, perché é giusto lottare contro tutto ciò che é MALE, bisogna avere coraggio e credere che l’unione fa la forza, il bene vincerà sempre.
    forza e auguri

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>