Solo quattro strade su cento sono dedicate al gentil sesso oltralpe. Una docente di geografia protesta contro questa mancanza di visibilità e si rivolge alle autorità.

Nomi di strade: e le donne?

Le Matin

Solo quattro strade su cento sono dedicate al gentil sesso oltralpe. Una docente di geografia protesta contro questa mancanza di visibilità e si rivolge alle autorità.
Ridotte al rango di belle statuine nelle trasmissioni televisive, relegate in secondo piano sulla scena politica sia dalla destra che dalla sinistra, le italiane non hanno nemmeno la possibilità di dare il proprio nome a una strada.

Un paradosso, perché al di là delle Alpi, gli uomini italiani sono piuttosto noti per il loro amore per le donne. Amore a modo loro, però. Vale a dire, senza dare loro troppo spazio, e soprattutto visibilità. La riprova sono i risultati dello studio pubblicato dal gruppo Facebook “Toponomastica femminile”, che ha fatto un censimento dei nomi delle strade italiane. Le cifre parlano da sole: solo quattro strade su cento sono dedicate al gentil sesso. E non è tutto: la priorità va alle sante e alle beate, alle martiri e, in ultimo, alle rappresentanti della nobiltà come la regina Margherita.

Un esempio? A Roma, solo 336 strade su 14 270 portano un nome di donna, tra cui 142 sono dedicate a sante e altre figure femminili del calendario gregoriano. Una situazione inaccettabile per Maria Pia Ercolini, professoressa di geografia in una scuola media superiore a Roma, che ha deciso di prendere le cose in mano. “Qualche tempo fa, una studentessa mi ha chiesto: ‘Perché non siamo mai citate nei nomi delle strade?’ Quel giorno, nella mia testa è scattato qualcosa” ricorda Maria Pia Ercolini. Nel gennaio scorso ha aperto una pagina su Facebook dal titolo “Toponomastica femminile”. Obiettivo: censire i nomi delle strade per partire all’attacco, cifre alla mano.

Da allora, il gruppo ha raccolto più di 4 000 iscritti. Approfittando della Giornata internazionale della donna l’8 marzo scorso, il gruppo ha lanciato una massiccia campagna di sensibilizzazione proponendo l’intitolazione di tre strade a donne. “Abbiamo chiesto al Parlamento di assegnare nomi femminili alle strade dei nuovi quartieri.” Parallelamente, Maria Pia Ercolini e i suoi compagni di viaggio hanno contattato vari consiglieri municipali italiani. “Alcuni sono rimasti sorpresi e hanno detto di non essersi mai accorti di nulla. Oggi sono disposti a far cambiare le cose. Staremo a vedere … ” dice Maria Pia.

Pressione sui politici
Durante il fine settimana il gruppo ha organizzato una conferenza a Roma. E’ l’opportunità per parlare della pressione che intendono fare sugli enti locali “affinché i nomi di tutte le aree urbane siano equamente distribuiti tra uomini e donne, al fine di eliminare il lato sessista che caratterizza l’attuale sistema.”
La storia continua…

[Articolo originale "Noms de rues: et les femmes?" di Ariel Dumont]

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Traduzione di:
Claudia MarruccelliItalia Claudia Marruccelli
Laureata in lingue, traduce e collabora con IDE dal tedesco e dal francese, affinchè la libera informazione e la cultura non vengano sommerse dalle politiche distruttive
Revisione di:
Chiara Cavedoni