Duecento anni dopo la cacciata dell’esercito Napoleonico dalla millenaria Repubblica, i Veneziani aspirano nuovamente a tornare uno Stato indipendente.

Manifestazione a Venezia per reclamare l’indipendenza dall’Italia

The Telegraph

Ispirati dalle ambizioni nazionalistiche di Scozia e Catalogna, i manifestanti a favore dell’indipendenza terranno una dimostrazione popolare nel cuore della città laguna Sabato prossimo [5 Ottobre, N.d.T.], per chiedere di indire urgentemente un referendum sul tema.

Indipendenza Veneta, un movimento fondato di recente a favore dell’indipendenza, dichiara di aspettarsi migliaia di partecipanti alla manifestazione. Viaggeranno sul Canal Grande a bordo di gondole per consegnare una “dichiarazione di indipendenza” alla sede centrale della Regione Veneto.

Potrebbe suonare divertente, e sarà orgogliosamente contrastata da Roma, ma gli attivisti sono determinati a formare una nuova nazione nel Nord-est d’Italia che includerebbe Venezia, la regione Veneto e alcune zone della Lombardia, del Trentino e del Friuli-Venezia Giulia. La “Repubblica Veneta”, così come sarebbe denominata, raggrupperebbe circa cinque milioni di persone.

Ricerche recenti hanno provato un ampio supporto tra i Veneziani, che parlano un dialetto caratteristico e si sentono geograficamente e culturalmente distanti da Roma. Un sondaggio condotto dal Corriere della Sera lo scorso settembre ha rivelato che l’80% è favorevole all’indipendenza. Un sondaggio ancora più recente promosso da Il Gazzettino, un giornale locale, ha messo in luce un leggermente inferiore, ma ancora impressionante supporto, del 70%.

Il movimento politico si è formato a Maggio e poco dopo ha presentato una petizione sottoscritta da ventimila persone al governatore della Regione Veneto, Luca Zaia. “Abbiamo guadagnato notevole slancio dagli avvenimenti di Scozia e Catalogna e le cose si stanno muovendo velocemente”, ha dichiarato al Telegraph Lodovico Pizzati, leader del movimento. “E ci stiamo muovendo su una solida base – richieste di indipendenza per la regione Veneto risalgono agli anni ‘70. Potrebbe suonare folle ma credo che il Veneto otterrà l’indipendenza prima ancora di Scozia e Catalogna.”

Zaia ha riconosciuto il notevole supporto verso l’autonomia, ma ha dichiarato che non esiste alcuna base costituzionale per realizzare la secessione di Venezia dall’Italia. Gli attivisti a favore dell’indipendenza sostengono di aver sottoposto il caso all’attenzione di Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea. “Riteniamo che il nostro diritto di autodeterminazione sia violato”, ha aggiunto il Professor Pizzati, un passato da economista alla Banca Mondiale, ora docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

La crisi economica Italiana ha solamente inasprito il risentimento dei Veneziani contro il governo centrale di Roma. “Qui la situazione economica è davvero disperata, con la recessione che colpisce piccole e medie imprese. Intanto, dei 70 miliardi di euro che versiamo in tasse a Roma, ne riguadagniamo circa 50, direttamente o indirettamente. Ogni anno registriamo una perdita di 20 miliardi” ha commentato Pizzati.

Dopo più di mille anni di indipendenza, La Serenissima fu invasa dalle truppe Napoleoniche nel 1797, con i Francesi che detronizzarono l’ultimo doge. Trascorse alcune decadi sotto il governo austriaco, Venezia e le regioni circostanti furono accorpate al resto d’Italia nel 1886, cinque anni dopo la riunificazione del resto del paese.

[Articolo originale "Mass rally in Venice to call for independence from Italy" di Nick Squires]

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Traduzione di:
Sara AngelucciItalia Sara Angelucci
Revisione di:
Noemi AlemanniMara Colzani