Berlusconi annuncia la‘chiusura’ delle frontiere italiane per frenare l’immigrazione illegale.

[El Mundo]

Roma – La lotta contro l’immigrazione illegale sarà uno degli obiettivi di Silvio Berlusconi, per la terza volta alla guida del Governo italiano. ‘Una delle prime cose che bisogna fare è chiudere le frontiere’, ha annunciato martedì, appena 24 ore dopo che i risultati ufficiali avevano confermato il trionfo elettorale della sua coalizione.

‘Il Cavaliere’, 71 anni, ha spiegato che userà la sua ampia maggioranza per iniziare le riforme economiche necessarie e lanciare una campagna contro il crimine.

Le sue iniziative verranno applaudite sicuramente dalla Lega Nord, il cui appoggio potrà risultare decisivo durante la prossima legislatura.

Dopo la ‘chiusura’ delle frontiere e la ‘identificazione dei cittadini stranieri che non hanno lavoro e sono costretti a delinquere, ha spiegato il futuro Primo Ministro, il secondo passo sarà creare un ‘esercito del bene’ formato dalle forze di polizia con la scopo di difendere gli italiani dall’ ‘esercito del male’ nelle strade.

Volti conosciuti nel nuovo esecutivo

Berlusconi vuole cominciare subito a lavorare per risolvere i problemi del Paese e per questo ha fissato una riunione già nel fine settimana. Ci saranno 12 ministri – invece dei 25 del governo Prodi – e quattro saranno donne.

Alla guida degli Esteri ci sarà Franco Frattini, che ha aveva già svolto questo incarico prima di diventare commissario europeo. Da parte sua, Umberto Bossi, della Lega Nord, sarà Ministro delle Riforme e Giulio Tremonti recupererà il Ministero dell’ Economia.

Durante la campagna elettorale, il politico e imprenditore ha annunciato una ‘guerra contro la burocrazia’, come fece la conservatrice Margaret Thatcher, con ‘l’obiettivo di ridurre i costi dell’amministrazione statale di 3.000 milioni di euro all’anno’.

Inoltre, giovedì e venerdì prossimo, ‘il Cavaliere’ si incontrerà in Sardegna con il presidente russo uscente, Vladimir Putin, che ci farà lì scalo durante il suo ritorno dalla Libia.

[Articolo originale di Reuters | Dpa]

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