L'ex primo ministro italiano ha nuovamente annunciato il suo ritiro. Pensa di fare sul serio stavolta?

L’addio infinito di Silvio Berlusconi

Frankfurter Allgemeine Zeitung

L’ex primo ministro italiano ha nuovamente annunciato il suo ritiro. Pensa di fare sul serio stavolta?

l’ex Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha annunciato ancora una volta, forse, il ritiro della propria candidatura alla presidenza del suo partito “Popolo della Libertà” (PdL). Inizialmente, il segretario generale del partito di Berlusconi, l’ex ministro della Giustizia Angelino Alfano, aveva solo accennato alla notizia. Per evitare la formazione di una coalizione “di sinistra” e per aprire la strada ad “una coalizione di centro destra”, Berlusconi potrebbe decidere nel 2013 di rinunciare alla sua candidatura, ha detto in un incontro con il capo del’UDC Pier Ferdinando Casini. Questi ha reagito senza particolare entusiasmo: Berlusconi ha già annunciato le sue dimissioni in diverse occasioni. Conosciamo i suoi tira e molla. Il “Popolo della Libertà” è allo sfascio.

Finora, era sembrato che Alfano, il giovane, segretario generale, nato nel 1970, avesse voluto sfruttare così l’assenza del vecchio, per la sua generazione. Da molte regioni d’Italia durante questa settimana sono giunte notizie di corruzione e appropriazione indebita, in cui è coinvolta la maggior parte dei politici sponsorizzati da Berlusconi. Il “Popolo delle Libertà” indebolito da questi scandali vorrebbe sbarazzarsi volentieri di questa eredità.

Berlusconi stesso ha voluto di persona dire la sua. Martedì scorso, l’ex primo ministro ha ribadito in un’intervista le parole di Alfano e ha detto che aveva già detto in precedenza che avrebbe rinunciato a una candidatura, se “questa fosse stata di intralcio ad un’opposizione unita contro la sinistra”. Non ha detto altro, né ripetuto il giuramento di novembre 2011 di non volersi mai più ricandidare, ne’ ha speso una buona parola per Alfano, suo ex ministro per la giustizia, a cui aveva affidato il posto di segretario. Berlusconi non ha escluso di dare il proprio appoggio per un secondo mandato dell’attuale primo ministro Mario Monti, se nonostante tutti i tentativi del suo partito non si giungesse a una maggioranza per un governo stabile. Forse Berlusconi non vuole candidarsi, ma certo vuole rimanere nella mischia.

Il novellino Renzi sta diventando una star

Per il momento Berlusconi ha solo provocato Casini con il suo vago annuncio di ritiro. L’Udc ha intenzione, insieme al gruppo del presidente della Camera Gianfranco Fini e ad un famoso imprenditore indipendente di formare una “lista civica” di centro, a sostegno di un secondo mandato di Monti. A ciò si aggiunge la proposta di Casini di un’alleanza elettorale con il Partito Democratico (PD) di Pier Luigi Bersani. In tal modo il “Popolo della Libertà” verrebbe messo in minoranza.

Ma Bersani e il suo partito, attualmente la forza politica più potente del paese, secondo i sondaggi, rende le cose difficili a Casini: Bersani non vuole affidare la partnership al presidente della regione Puglia Nichi Vendola con il piccolo gruppo dei socialisti e SEL (Sinistra Ecologia Libertà). Vendola è contrario alla continuazione del governo Monti. Anche il Partito Democratico non rende le cose facili a Casini, perché deve ancora chiarire chi guiderà il partito nella campagna elettorale. Con Bersani Casini avrebbe problemi causa del suo orientamento a sinistra.

Se, tuttavia, l’ala democristiana del sindaco di Firenze, Matteo Renzi dovesse vincere nel mese di novembre le primarie del PD, non ci sarebbe alcuna controversia tra fazioni – ma per Casini non sarebbe molto divertente: il nuovo arrivato Renzi, sta svolgendo con successo il suo tour elettorale, girando l’Italia in camper, e per l’affermato ex Presidente della Camera Casini arrivare secondo in questa alleanza, sarebbe uno smacco.

 

[Articolo originale "Der endlose Abschied des Silvio Berlusconi" di Jörg Bremer]

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Traduzione di:
Claudia MarruccelliItalia Claudia Marruccelli
Laureata in lingue, traduce e collabora con IDE dal tedesco e dal francese, affinchè la libera informazione e la cultura non vengano sommerse dalle politiche distruttive
Revisione di:
Valeria Lucchesi