Buona parte dei mezzi d’informazione di questo paese ha fatto orecchie da mercante sulla nuova condanna del governo italiano...

L’Unione Europea ammonisce l’Italia

Página|12

Gli italiani sono molto preoccupati per l’ondata di corruzione che sta emergendo in tutto il paese. E su giornali e notiziari non si parla d’altro, a parte il calcio ovviamente. Forse è per questo che buona parte dei mezzi d’informazione di questo paese hanno fatto orecchie da mercante sulla nuova condanna del governo italiano – o se si vuole “monito” , visto che non si tratta di una condanna vera e propria – da parte del Commissario europeo dei Diritti Umani, a causa del suo comportamento nei confronti di immigrati e Rom. Un comportamento che lascia molto a desiderare, secondo Nils Muiznieks, commissario lettone, il quale ha visitato l’Italia a luglio per farsi un’idea precisa di ciò che stava accadendo,

Muiznieks lo aveva annunciato quando era stato eletto a gennaio dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Le sue priorità sarebbero state, disse, i diritti umani degli immigrati e la libertà di stampa, specialmente le richieste d’asilo politico, i rifugiati, i diritti delle donne e l’uguaglianza delle minoranze, così come i social network.

Il rapporto del commissario sull’Italia è stato pubblicato il 20 settembre, e di nuovo accusa l’Italia di non rispettare i diritti fondamentali degli immigrati, come già è successo nel febbraio scorso. Quella di febbraio in realtà fu una condanna formale della Corte Europea dei Diritti Umani in riferimento ad un fatto accaduto nel 2009, in pieno governo Berlusconi. Circa 200 persone, in maggioranza somali ed eritrei che cercavano di sbarcare sul territorio italiano, furono trasferite su un’altra nave e riportati dalle autorità italiane in Libia, da dove erano partiti, cosa assolutamente criticabile dal punto di vista dei diritti umani. Ma questa non è stata l’unica occasione  per cui l’Italia ha avuto una condanna a questo proposito. Ce ne sono state altre per questioni simili.

Ogni estate decine di navi provano a far sbarcare immigrati, principalmente africani e asiatici, sulle coste italiane o europee in generale. Nel periodo della cosiddetta “primavera araba” il fenomeno si è acutizzato. Molti arabi e africani sono scappati dalle zone di conflitto con ogni mezzo, solitamente barconi, trasportati fino ad un certo punto del Mediterraneo dai trafficanti di esseri umani e poi abbandonati al loro destino. Così sono morte e continuano a morire decine di persone, compresi bambini e donne incinte, che vedono l’Europa come un’ancora di salvezza. Un po’ come gli italiani vedevano l’Argentina agli inizi del secolo scorso e dopo le due guerre mondiali.

Arrivati nei centri di accoglienza italiani, ammassati a volte come nei campi di concentramento, senza un’adeguata alimentazione né vestiti o bagni puliti, molti cercano di scappare, e quelli che non vengono arrestati si precipitano come degli sbirri a prendere un  treno che li porti in un altro paese d’Europa. Gli ultimi barconi con immigrati sono arrivati questa settimana [l’articolo è stato pubblicato il 26/09/2012, NdT] sulle coste del Salento, praticamente sul tacco dello stivale: la prima volta erano 58 e due giorni dopo 38, tutti asiatici, molti del Pakistan, e tra loro c’erano quattro donne e alcuni bambini. Nel rapporto intitolata intitolato “La protezione dei diritti umani dei migranti” il commissario sottolinea alcuni miglioramenti, ma denuncia il fatto che il paese è privo di un meccanismo efficace in questo campo, e che l’attuale sistema viola le norme internazionali. Secondo il commisario la mancanza di una politica adeguata per affrontare il problema delle migrazioni e dei Rom non fa altro che aumentare il razzismo e la xenofobia. Gli immigrati, dice il rapporto, mancano di assistenza legale e di un’adeguata assistenza sanitaria e psicosociale nei centri di prima accoglienza, cosa che a sua volta impedisce e ostacola la definizione di coloro che hanno bisogno di asilo politico. Il commissario aggiunge che “la quasi assenza di una politica di integrazione per i rifugiati e altri beneficiari della protezione internazionale, oltre all’effettivo abbandono di questo gruppo di persone molto vulnerabili, ha creato un grave problema in materia di diritti umani in Italia”.

Per quanto riguarda i Rom, che vivono in case mobili, in tendoni, o che in alcune città sono obbligati a vivere in quartieri d’emergenza nelle case prefabbricate costruite dal Comune, come avviene a Roma, il rapporto parla della necessità di adottare misure concrete per realizzare la loro integrazione, così come propone il governo europeo, perché mentre si parla di integrazione, essi invece vengono tenuti segregati nei campi. Il commissario ha riconosciuto tuttavia che, a causa della crisi economica, la riduzione “drastica” delle risorse dell’Ufficio Antidiscriminazioni italiano potrebbe compromettere l’esito dell’ operazione.

NOTA DEL TRADUTTORE – Il rapporto completo è qui https://wcd.coe.int/com.instranet.InstraServlet?command=com.instranet.CmdBlobGet&InstranetImage=2142460&SecMode=1&DocId=1925946&Usage=2

[Articolo originale "La Unión Europea reprende a Italia" di Elena Llorente]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Simone GiovanniniItalia Simone Giovannini
Laureato in Lingue e culture straniere. Per Italia dall’estero traduce dalla lingua spagnola.
Revisione di:
Elena BergamaschiAmina Iacuzio