Renzi, il volto nuovo della politica

Il rottamatore agita l’Italia

Der Spiegel

Sindaco di Firenze e membro del Partito Democratico (PD), il 37enne Matteo Renzi vuole rinnovare completamente il panorama politico italiano. Punto fermo della sua missione: tutta la vecchia guardia deve andarsene.

Inveisce contro la corruzione, vuole eliminare la vecchia guardia della politica italiana – e per questo raccoglie soprattutto gli applausi dei giovani elettori. Matteo Renzi, sindaco di Firenze, spaventa i potenti di Roma con un obiettivo chiaro: diventare capo del governo la prossima primavera e, per raggiungere questa meta, nessuno slogan gli sembra banale.

Lunedì 24 settembre era a Roma, la settimana precedente ha girato il nord del paese in lungo e in largo. Mantova, Monza, Bergamo e Brescia, 20 città in pochi giorni, oltre 3250 chilometri. Ovunque sale piene, entusiasmo, giubilo. Ora proseguirà verso sud, prima tappa Napoli.

Un camper bianco gira l’Italia, riconoscibile dalla scritta a caratteri cubitali “ADESSO!“. All’interno siede un politico sicuro di sè (un giovane politico, per il mondo istituzionale italiano) che fa tremare l’establishment. Matteo Renzi, 37 anni, sindaco di Firenze, vuole vincere le elezioni della prossima primavera correndo da solo, diventare presidente del consiglio e “governare l’Italia per cinque anni“.

L’eco è potente. Soprattutto i giovani, gli utilizzatori di internet, sono entusiasmati dal fatto che ci sia finalmente qualcuno che sproni a ribellarsi. In fin dei conti i “vecchi“ politici hanno portato soprattutto disoccupazione e debiti. Ma anche conservatori non giovanissimi sono con lui, come Fausto, ingegnere edile e lavoratore autonomo, sulla cinquantina, che finora aveva sempre votato Berlusconi. “Se Renzi ce la fa, gli darò il mio voto!“ dice.

I fans pagano per l’operazione “Fai il pieno al camper“

Tra i fans di Renzi ci sono anche molti elettori di sinistra delusi dal partito, che ultimamente avevano disertato le urne e ora, dalla sera alla mattina, sono di nuovo motivati. Molti stanno dando il loro contributo sul sito per l’operazione „Fai il pieno al camper“ – versano 50, 100 euro o più per far sì che il camper di Renzi abbia sempre carburante a sufficienza per girare l’Italia. Sono già stati raccolti circa 30.000 euro.

Ciò che però dal sito di Renzi appare quasi come il carro dei vincitori di un nuovo imperatore, è in effetti solo l’inizio perchè prima di conquistare l’Italia il fiorentino spigliato e in gamba deve essere il candidato del suo partito. Quindi deve vincere le primarie del PD, partito di centro sinistra nel quale si sono riuniti alla bell’e meglio ex comunisti ed ex democristiani. Questo primo passo è forse il più difficile.

“Archiviare la generazione del 68“

Il fatto è che non tutti i compagni esultano per il “terremoto“ di Firenze. Molti lo trovano “anomalo“ e “populista“. Alcuni addirittura lo odiano. Renzi non vuole solo cacciare Berlusconi e il suo seguito, ma anche la dirigenza del suo stesso partito. “Gente che sta arroccata in parlamento da 25 o 30 anni“ grida nelle piazze “non può decidere il nostro futuro“. L’Italia ha bisogno di “facce nuove“, anche nel PD. E perciò, grida “rottamiamo Bindi, D’Alema e l’ex segretario del partito Veltroni…“. Uno dopo l’altro strapazza tutti i grandi personaggi del partito degni di encomio: l’ex ministro della famiglia Rosy Bindi, l’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema e l’ex segretario del PD Walter Veltroni e chiunque altro gli venga in mente. Devono andarsene tutti. “Dobbiamo archiviare la generazione del 68“.

Eppure loro non la vedono esattamente allo stesso modo. I vertici del PD e le numerose correnti si erano faticosamente accordati per designare l‘attuale segretario Pier Luigi Bersani quale loro candidato e ufficializzare tale scelta durante le primarie interne al partito – simili alle primarie in USA. Alle elezioni di primavera 2013 per la prima volta dopo tanto tempo il partito di centro sinistra potrebbe avere la possibilità di diventare la forza politica più forte del paese.

Nei sondaggi il PD si attesta al momento al 27% delle preferenze. Il Popolo della Libertà di Berlusconi al contrario al di sotto del 20%, il suo ex partner di governo, la Lega Nord, non arriva al 5% o 6% e anche la stella del cabarettista populista Beppe Grillo non brilla più così tanto. Allo stato attuale non prenderebbe più del 15%. Una coalizione guidata dal PD sembra dunque possibile. Coalizione che dovrebbe essere guidata da Bersani, ma nella quale anche Bindi e D’Alema avrebbero ruoli significativi.

Bersani compie 62 anni a fine settembre, è un segretario degno di rispetto, un uomo intelligente – ma non è per nulla carismatico. Anche se l’apparato del partito lavora per lui e quindi sembra il maggior favorito, i suoi amici si preoccupano (non senza ragione) che uno sfacciato come Renzi possa metterlo in ombra facilmente. Non sarebbe la prima volta.

Sindaco più amato in Italia

Nel 2008 Renzi annunciò di voler puntare alla poltrona di sindaco di Firenze, presentandosi come candidato del PD. Anche allora però il partito aveva individuato da tempo tra le sue fila un‘ altra promettente figura. Gli dissero che doveva attendere ancora un po‘, finchè fosse arrivato il suo momento. Ma lui non aspettò, organizzò una campagna elettorale fulminante e, a dispetto di notabili e burattinai, spazzò via l‘uomo di punta del partito. Nelle elezioni comunali del 2009 al candidato del Popolo della Libertà non andò diversamente. Renzi ottenne una vittoria schiacciante. Un anno più tardi era considerato il sindaco più amato in Italia. Potrebbe continuare così, deve aver pensato Renzi.

A metà settembre ha cominciato il viaggio attraverso l’Italia da Verona e lì ha annunciato ufficialmente che si sarebbe candidato: uno show simile a quelli delle elezioni presidenziali americane, con numeri inferiori forse, ma efficace. Un video mostra scene di 25 anni fa: la ex Jugoslavia, Ronald Reagan, il muro di Berlino. Matteo Renzi dice: “Tutto questo è passato – ma le facce della classe politica sono sempre le stesse“. Ora devono lasciare il posto a lui, che vuole eliminare le auto di servizio, le guardie del corpo, gli stipendi elevati. Ai professionisti della politica questi discorsi non piacciono ma alla gente sì – che davvero non ne può più dei vecchi attori sul palco della politica italiana: alcuni sono corrotti, altri incapaci, nella migliore delle ipotesi noiosi. Tutti se ne devono andare: è questo il clima generale che si respira.

“Il bacio della morte“ di Berlusconi

Oltre ai compagni di partito, anche gli avversari politici guardano con preoccupazione all’ascesa del “rottamatore“ toscano (come lo definiscono i media). “E‘ uno di noi“ così Silvio Berlusconi ha cercato di neutralizzare il giovane populista di successo del PD “parla come noi“. Ma Renzi si difende abilmente dal “bacio della morte“ (così il quotidiano La Repubblica): Berlusconi è il primo che rottamerei.

In qualche modo l’ingresso in politica di Renzi ricorda il giovane Berlusconi, quando ancora riusciva a suscitare entusiasmo. Per esempio quando riassume il suo programma politico – come allora il grande Zampano‘ – in tre parole chiave: “futuro, Europa, orgoglio“. Che non ha molto senso, ma mette di buon umore. Renzi ripete questo slogan in tutte le città e ogni volta la gente agita cartelli con scritto “Matteo Renzi“ o “ADESSO!“. Non ci sono bandiere rosse, nè simboli o altri segni di devozione al partito. Nel frattempo i vertici del PD siedono davanti alla TV e non sanno bene come reagire a tutto questo.

Alcuni accusano Renzi di non avere un programma di governo. Altri sostengono che neanche lo slogan “ADESSO!“ è farina del suo sacco. Vero, lo inventò tre anni fa un certo Dario Franceschini quando nelle primarie tentò invano di ottenere il mandato di segretario del partito. Renzi risponde all’accusa di plagio dicendo di averlo “completamente dimenticato“; c’è da credergli perchè l’hanno dimenticato quasi tutti. E‘ anche del tutto irrilevante ricordare chi divenne allora il candidato di punta del partito.

Solo una persona se ne ricorda forse volentieri. Proprio il candidato che secondo Renzi è da rottamare, Pier Luigi Bersani, che allora si schierò contro Franceschini e il suo “ADESSO!“.

[Articolo originale "Der Verschrotter mischt Italien auf" di Hans-Jürgen Schlamp]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Elena AcquaniGermania Elena Acquani
Dopo anni di attività nel settore alberghiero/congressuale, si dedica ora a tempo pieno al lavoro di traduttrice dal tedesco (e dall'inglese). Si occupa di traduzione letteraria (al momento saggistica e opere teatrali), di traduzioni legate al turismo (brochure, newsletter aziendali ecc.) e di traduzione giuridica per enti e privati.
Revisione di:
Valentina Giagnorio