[Deutsche Welle]
La libertà di stampa in Italia non è messa bene: Un giornalista biasima pubblicamente il passato mafioso di politici e viene attaccato dalla critica. Per questo motivo, tanti giornalisti preferiscono non toccare questo argomento.
Il moderatore televisivo Fabio Fazio sapeva cosa rischiava avendo il giornalista Marco Travaglio come ospite nella sua trasmissione. Travaglio non dice le cose a metà, specie se si tratta della discussione di politici italiani. È noto come il giornalista più critico d’Italia. Di conseguenza durante la trasmissione ha detto apertamente quello che tutti già sapevano: vent’anni fà Renato Schifani aveva lavorato con un boss della mafia. Contrariamente a Travaglio nessuno ne parla, tantomeno pubblicamente. Così non é il rapporto con la mafia che fa furore, bensì il fatto che se ne parli apertamente.
Molti giornalisti non vogliono irritare Berlusconi
Il moderatore Fabio Fazio si è dissociato da Marco Travaglio già durante l’intervista, guardando imbarazzato la telecamera come se cercasse lo sguardo di Silvio Berlusconi per porgli le sue scuse. Il motivo è che a Silvio Berlusconi non piacciono assolutamente questo tipo di verità scomode sui suoi amici di partito, tra i quali il politico siciliano di Forza Italia ed attuale presidente del senato, Renato Schifani.
Il vero e proprio scandalo scivola in secondo piano: ossia, l’appena nominato presidente del senato gestiva la società di brokeraggio assicurativo Sikula Brokers assieme al socio Mandalà, boss mafioso in seguito condannato, e aveva avuto l’incarico di esperto per il consiglio comunale di Villabate, vicino a Palermo, consiglio poi sciolto per infiltrazione mafiosa. È invece Travaglio ad essere additato per averne parlato pubblicamente.
I politici si tengono uniti – contro i giornalisti
La televisione di stato, la RAI, che ha trasmesso in diretta il colloquio con Marco Travaglio, si è gia espressa pubblicamente porgendo le sue scuse a Schifani – soddisfando i partiti del governo. Ma anche Giovanna Melandri, responsabile della comunicazione del governo ombra (l’opposizione), ha salutato questa decisione. Nessuno del partito di Walter Veltroni ha difeso Marco Travaglio. Ma il giornalista osteggiato c’è ormai abituato e non ci fa caso poiché sa che non stà diffondendo falsità. “Sono giornalista e non mi interessa cosa dicono i politici di me. I giornalisti devono informare sui fatti ed è quello che ho fatto.”
Marco Travaglio sa fare il suo mestiere ed ha un etica professionale, che sembra persa da molti giornalisti italiani, ai quali e’ stata praticamente tolta. Secondo Travaglio è una tragedia che i giornali ormai si limitino a scrivere quello che si è visto in televisione il giorno prima. Tali notizie sono infatti scelte dai politici. “Attraverso organi di sorveglianza mettono una museruola alla libertà di stampa, i giornalisti lo sanno, e si comportano di conseguenza”, dice Travaglio.
All’italiano interessa poco, cosa combinano i politici
Di conseguenza non ci sarebbe neanche bisogno di censura: se certi temi vengono esclusi sin dal principio è perchè i giornalisti temono fastidi. Nel contempo si osserva che la società italiana diventa sempre più ottusa. Tanti italiani alzano le spalle annoiati quando si tratta delle vesti non tanto candide dei loro politici. Lo scrittore Nanni Ballestrini la chiama “dittatura morbida”. Tutta la società ne sarebbe colpita sin dall’inizio dell’Era Berlusconi.
Travaglio avrebbe detto qualcosa che non è nuovo e che si può verificare. “Ma nessuno verifica perchè lascia indifferenti gli italiani. Al contrario: se un politico si comporta così, vuol dire che è abile e lo si ammira persino. Come Berlusconi, il cui fascino è suscitato anche dal fatto che è iscritto a talmente tanti processi”, dice Ballestrini. Ciononostante a Berlusconi non piace se si parla pubblicamente nei media di questi processi. Nelle sue stesse emittenti televisive basta una chiamata per impedire la diffusione di notizie critiche. Nella televisione di stato, la RAI, la sua influenza non è ancora così diretta, però è percepibile. In Italia sono i partiti ad attribuire le posizioni nella direzione della RAI ai loro candidati preferiti. E già molto presto si deciderà sulla nuova assegnazione di queste posizioni.




















(2 voti, media: 4,50 su 5)
Troppo bello questo articolo… ma triste! Mi ricorda l’anno 2006, quando l’organizzazione indipendente americana FREEDOM HOUSE mise l’Italia nella categoria di liberta’ di stampa: “QUASI LIBERA”. Insieme a certi paesi dell’Africa e dell’America latina… incredibile.
Per chi non ci credesse:
http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=251&year=2006
marko
veramente veramente triste…
davvero incredibile, non capisco cosa stiano covando nel partito democratico.. menomale che c’è Di Pietro che ci fa onore!!
Sentite cos’ha da dirci Dario Fo sulla vicenda.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/
W Travaglio e quei pochissimi come lui, ONORE al giornalismo ma se fatto come fa Travaglio! Purtroppo mi aspetto ritorsioni di qualunque natura (anche se spero non succeda) nei confronti di chi, come Travaglio, FA GIORNALISMO SERIO.
E’ ora e tempo che coloro che si definiscono “giornalisti” non rimangano nella ragna della politica ma siano parte e dalla parte della vera informazione: faccio presente che se i giornalisti si rifiutassero di divulgare mezze notizie o notizie elaborate ad hoc, non vi sarebbero i “telegiornali” (che metto tra virgolette perchè più che dei bollettini di guerra non sono) e quindi la potenza mediatica e rincoglionitrice di chi decide quali notizie dare e come darle, cesserebbe; una cessazione di questo potere, anche solo per pochi giorni, desterebbe di certo MOOOOLTA curiosità e forse i cittadini italiani si chiederebbero il perchè. Se poi dopo pochi giorni circolasse su internet un comunicato dove i giornalisti spieghino il perchè del silenzio (del tipo “siamo stufi di dare notizie come vuole questo o quel politico e piuttosto non le diamo”), forse sarebbe la volta buona…forse…ma forse è utopia…forse…
ma all’ estero non sanno che i giornali italiani sono sovvenzionati con contributi
pubblici e quindi sono in conflitto di interessi con il sistema politico ?
I giornali italiani sono inutili, si perde solo tempo a sfogliarli. Io non li compro più da un bel pezzo.
Saluti
è INUTILE ASCOLTARE LA TV O LEGGERE I GIORNALI, PREFERISCONO FAR VEDERE PER 3 MINUTI UN ORANGO TANGO CHE GIOCA ALLO ZOO PIUTTOSTO CHE DARE UNA NOTIZIA VERA
UNA VOLTA SI GUARDAVA “COLPO GROSSO”…ADESSO PER FARE NOTIZIA DEVONO FAR VEDERE DUE TETTE DI QUALCHE VELINA.
Quello che fa DAVVERO paura, secondo me, e’ il secondo titolo di questo articolo: E NON FANNO RESISTENZA !
Quando saremo pronti in Italia a difendere di nuovo la nostra liberta’ di stampa e parola?
Come vorrei che la stampa estera, l’Unione Europea, e…non so più a chi invocarmi, ci salvassero dalla censura in cui stiamo vivendo! Che futuro aspetta i nostri figli??E come facciamo a salvare Travaglio, che vuole a tutti i costi spargere verità ai quattro venti?
Esprimo apprezzamento per un articolo in cui sono scritti solo i fatti.
Lo faccio ora sperando che in Italia i politici non arrivino a censurare anche internet.