Ancora una volta agli italiani arriva voce di corruzione e "<em>magna-magna</em>" in un'amministrazione regionale. Nel Lazio parecchio denaro è stato sottratto dalle casse regionali, proprio la regione che Berlusconi voleva liberare dall'abitudine allo spreco della sinistra.

Dieta nel paese delle generose indennità parlamentari

Frankfurter Allgemeine Zeitung

Ancora una volta agli italiani arriva voce di corruzione e “magna-magna” in un’amministrazione regionale. Nel Lazio parecchio denaro è stato sottratto dalle casse regionali, proprio la regione che Berlusconi voleva liberare dall’abitudine allo spreco della sinistra.

Ostriche e champagne” è la massima con la quale la regione Lazio occupa le prime pagine dei giornali. Gli italiani sono già abituati a vedere una delle loro venti regioni fare notizia a causa di sfrontati episodi di corruzione o spreco. Franco Fiorito, finora capogruppo parlamentare e tesoriere del PdL, stando al sostituto procuratore della repubblica, avrebbe fatto la bella vita falsificando conti e sottraendo fondi destinati alla campagna elettorale. Si tratterebbe di milioni di euro, finiti in almeno cinque conti in Spagna e in uno nel suo paese d’origine intestato alla madre. Vengono indagati anche altri due consiglieri regionali.

Lunedì, con lo scandalo ormai sotto gli occhi di tutti, il Presidente della regione Renata Polverini aveva minacciato le dimissioni. Poiché tali dimissioni avrebbero coinvolto anche i 70 membri del consiglio regionale, con la conseguente perdita di indennità e diarie a favore dei consiglieri, ora questi sono disposti a ridursi drasticamente lo stipendio. Persino la Polverini era finita mercoledì nel mirino: il fotografo che l’accompagna agli incontri ufficiali intasca da solo 75.000 Euro all’anno.
Giovedì vari giornali hanno detto che la Polverini sarebbe ancora in carica solo perché pregata da Berlusconi. Al PdL si teme che lo scandalo possa danneggiare anche i vertici di partito a Roma. Stando alle indiscrezioni figure di spicco del PdL sarebbero sul punto di abdicare.

La più grande sprecona d’Italia si conferma la Sicilia

Il governo centrale di Roma guidato dal Presidente del Consiglio Mario Monti è consapevole delle condizioni di molte regioni e province. Su ciò Roma potrà esercitare la propria influenza tutt’al più rifiutando fondi agli strati sottostanti della pubblica amministrazione, dato che l’autonomia di regioni e province è stata rafforzata proprio negli anni scorsi rafforzata per volontà della Lega Nord, membro della coalizione al governo [con Berlusconi, N.d.R.]. Perciò il riformatore Monti può solo sperare che il recente scandalo nel Lazio porti la regione a capire da sola il bisogno di fare piazza pulita. Mentre il consiglio regionale della Lombardia – la regione più popolosa – costa ad ogni cittadino otto euro scarsi, il contribuente del Lazio ne sborsa 18.

La più grande sprecona d’Italia rimane presumibilmente la regione Sicilia, il cui governo spende quanto Lazio e Lombardia messe insieme in termini di indennità, pensioni e agevolazioni come l’auto di servizio. Per i consiglieri di Roma e Palermo quanto dibattuto ora in Alto Adige deve apparire irragionevole: lì addirittura si parla di smantellare la regione Trentino-Alto Adige, la dissoluzione della quale, peraltro morigerata nelle spese, ed ormai emanazione delle politiche di Bolzano e Trento, rispettivamente di lingua tedesca e italiana, farebbe saltare l’anello di congiunzione tra le due popolazioni. Proprio a questo mirano i promotori del movimento di dissoluzione.

Risparmiare sui politici

Renata Polverini, classe ’62, fu eletta nel 2010 nel Lazio con una propria lista, sostenuta dal gruppo La Destra, l’UDC e una parte del PdL. Soprattutto il premier Berlusconi ne festeggiò allora il trionfo. Dopo che il candidato di Berlusconi Gianni Alemanno era stato eletto sindaco di Roma nel 2008, ora anche la regione doveva essere ripulita dal “vizio di sperperare” dei predecessori di sinistra. La Polverini voleva tra le altre cose, abbassare i costi del governo regionale da 104 a 97 milioni di Euro; questi invece sono ora a quota 115 milioni. Solo il recente scandalo è riuscito ad imporre al governo tagli effettivi di 20 milioni di Euro.
Delle 19 commissioni speciali forse solo la metà è stata portata avanti, laddove solo la metà dei gettoni di presenza devono essere pagati. Gli attuali 4.180 Euro, che ogni consigliere riceve mensilmente per “i rapporti tra votanti e votati”, saranno dimezzati. Evidentemente Fiorito si era servito a piene mani da questo recipiente. Anche i presidenti di commissione non avranno più diritto in futuro all’auto di servizio. A partire dal 2015 i cittadini eleggeranno solo 50 consiglieri regionali anziché 70.
Ancor più importanti sono le promesse di trasparenza della Polverini. Prima era facile per Fiorito, classe ’71, sottrarre fondi. Con i rimborsi di spese elettorali si era fatto la villa al mare. L’auto di servizio, a sua disposizione ventiquattr’ore su ventiquattro, non gli era sufficiente: nel suo garage ci sono due berline di lusso di marca tedesca e uno yacht ormeggiato in porto. Attraverso cinque conti correnti spagnoli avrebbe trasferito 753.000 Euro in paradisi fiscali. La Guardia di Finanza ha individuato alcune migliaia di euro provenienti dai conti della regione e trasferiti sul conto corrente della madre. Molti funzionari pubblici nella regione si lasciano corrompere e così fanno feste in costume da antichi romani o giorni di ferie nel “più bell’hotel” di Sardegna. “Ho pagato tutti e loro mi hanno fregato”, dice Fiorito, e sciorina nomi. Finora risulta a piede libero e si è dimesso da tutte le cariche in consiglio regionale.

[Articolo originale "Diät im Land der großen Diäten" di Jörg Bremer]

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Traduzione di:
Alessio Colonnelli
Revisione di:
Valentina Giagnorio