Si sospetta l'evasione di tasse per il "diritto di seguito" a Roma e Padova.

Le autorità fiscali italiane prendono di mira il mondo dell’arte

The Guardian

Il corpo paramilitare della Guardia di Finanza identifica 24 tra gallerie d’arte e case d’aste che ritiene possano avere un arretrato di due milioni di euro di tasse non versate.

Hanno passato al setaccio i conti delle imprese di esclusive stazioni sciistiche e balneari; hanno eseguito controlli a campione sui proprietari di auto di grossa cilindrata e yacht di lusso; alcuni hanno persino indossato i costumi da bagno per sradicare l’evasione fiscale messa in atto da aziende che sulle coste italiane affittano ombrelloni e lettini agli amanti della tintarella. Tuttavia è stato solo giovedì che i segugi del fisco italiano hanno rivelato un nuovo bersaglio per i loro riflettori: l’arte.

Il corpo paramilitare della “guardia delle entrate”, la Guardia di Finanza, ha reso noto che due “rinomate gallerie d’arte” di Roma e della città nordorientale di Padova sono state temporaneamente chiuse a seguito di una vasta indagine sulla frode fiscale ed il riciclaggio di denaro nel mondo dell’arte.

Ha dichiarato che 24 tra gallerie e case d’aste sono state prese di mira, con la collaborazione dell’ufficio per la tutela del diritto d’autore dell’industria italiana delle arti e dell’intrattenimento. La Guardia di Finanza ha affermato di essere riuscita a rintracciare più di due milioni di euro di tasse evase sul cosiddetto Artists’ resale rights (ARR).

Conosciuto in italiano come “diritto di seguito”, l’ARR conferisce al creatore di un’opera d’arte il diritto ad un compenso percentuale ogni volta che quest’opera d’arte è rivenduta da una casa d’aste, galleria o commerciante. L’affermazione della guardia di finanza non ha chiarito se l’imposta fosse pagabile sul diritto di seguito pagato a, oppure trattenuto da, l’artista o gli artisti in questione.

La Guardia di Finanza ha reso noto di aver anche scovato investimenti illeciti e prove del reato di riciclaggio di denaro sporco che riguardavano somme molto più ingenti. Ha specificato di aver rintracciato circa tre milioni di euro di pagamenti in contanti al di sopra del limite consentito e transazioni sospette, del valore di circa 14 milioni di euro, che non erano state dichiarate alle autorità dalle case d’aste coinvolte.

La Guardia di Finanza italiana ha avuto carta bianca per dare un giro di vite all’evasione fiscale proprio mentre l’Italia è in lotta per colmare la differenza tra le entrate e le uscite dello Stato, così da poter iniziare a saldare il debito pubblico che ammonta a quasi 2.000 miliardi di euro.

A dicembre gli agenti hanno effettuato il primo di una serie di blitz da prima pagina in hotel, ristoranti e negozi situati in località frequentate dai ricchi. Poco dopo l’insediamento di un governo apartitico guidato da un sobrio professore di economia, Mario Monti, hanno proceduto alla perlustrazione della stazione alpina di Cortina d’Ampezzo, dove hanno fermato più di 100 auto di grossa cilindrata ed effettuato controlli incrociati a terminale per controllare l’ammontare della dichiarazione dei redditi dei proprietari. In seguito a questa operazione, si è scoperto che più di un terzo sosteneva di guadagnare meno di 22.000 euro (17.500 sterline) l’anno. Una simile proporzione è risultata sospetta in seguito a un più recente controllo sugli yacht attraccati lungo la costa adriatica.

La guardia di finanzia ha anche riscontrato la tendenza diffusa di boutique di lusso a non rilasciare lo scontrino fiscale come richiesto dalla legge. Dopo il blitz a Cortina d’Ampezzo sono stati presi di mira anche gli esercizi commerciali di Portofino, sulla riviera ligure, di Roma e di Firenze.

Si ritiene che ogni anno più di 100 miliardi di euro non vengano dichiarati al fisco e si stima che l’economia sommersa dell’Italia rappresenti circa il 17,5% del suo prodotto interno lordo.

La cultura dell’evasione fiscale ha messo radici sotto la Democrazia Cristiana, che ha dominato la maggior parte dei governi italiani del dopoguerra fino ai primi anni ‘90. L’evasione fiscale era vista come un modo per incoraggiare le piccole imprese a conduzione familiare. Tuttavia l’effetto è stato quello di creare una netta divisione tra i lavoratori autonomi, molti dei quali pagano poco o nulla al Tesoro, e i dipendenti, i quali hanno imposte elevate che vengono trattenute direttamente dallo stipendio.

[Articolo originale "Italy's tax authorities target art world" di John Hooper]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Lettrice
Revisione di:
Chiara Lo Faro