Grecia, Spagna e Italia vengono spesso accomunate nei discorsi...

Dolce Vita in borsa nonostante la crisi

Focus

Grecia, Spagna e Italia vengono spesso accomunate nei discorsi. Eppure in Italia non va poi così male. Gli investitori, abituati al rischio, non sono gli unici dover tenere d’occhio il “Made in Italy”. La crisi dell’Euro ha evidenziato una serie di record tristemente negativi: il 22 per cento della popolazione greca è senza lavoro, quasi uno spagnolo su quattro è disoccupato. Nelle statistiche dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, i due paesi occupano senza merito i primi posti tra i Paesi con il più alto tasso di disoccupazione.

Ma come va in Italia? Lo stivale spesso viene accomunato agli altri due Stati e messo nel calderone delle nazioni colpite più da vicino dalla crisi, a cui gli agenti di borsa si riferiscono volentieri con il poco lusinghiero acronimo di “PIGS” [Portugal, Ireland, Greece, Spain, l’acronimo in inglese vuol dire maiali, oggi è diventato PIIGS con l’aggiunta di Italy N.d.T.]. In realtà, il tasso di disoccupazione attualmente è solo dell’8,4 per cento. Per fare un confronto: l’Ufficio Federale di Statistica tedesco ha registrato nel mese di luglio un tasso di disoccupazione in Germania pari al 5,8 per cento. Grazie alle riforme di ampia portata avviate in Italia, l’agenzia di rating Fitch prevede che questa quota, dopo un aumento dell’1,1 per cento nel 2012 e un incremento minimo dello 0,1 per cento, possa ridursi l’anno prossimo fino a raggiungere il 2.4 per cento.

Non solo l’Italia riesce a combattere meglio la crisi rispetto alle sofferenti Spagna e Grecia. Già nei primi mesi del 2013 il PIL del Paese, che diminuirà quest’anno dal 2 al 2,4 per cento, potrebbe aumentare nuovamente, secondo quanto scrivono gli analisti dell’agenzia di commercio con l’estero Germany Trade & Invest (GTAI). Il debito pubblico che in Italia ammonta al 120 per cento del prodotto interno lordo, è di molto superiore a quello della Spagna (71,1 per cento) ma da circa vent’anni resta stabile. Inoltre Roma, a differenza di Madrid, non ha avuto alcun aiuto da parte della Banca Centrale Europea o del Fondo Salva Stati. Il governo Monti, composto da tecnici, avrebbe fatto il suo dovere, riassumono gli esperti GTAI.

Il prosciutto di Parma eccellenza dell’esportazione italiana

Gli italiani inoltre, nonostante la recessione in atto, possono fare affidamento su una sana economia. Soprattutto nel nord del paese dove, con Milano, Torino e il Veneto, sono raggruppati i centri nevralgici dell’economia italiana. La vicinanza geografica alle economie forti in Austria, Svizzera e Germania va anche a vantaggio della zona – a causa della debolezza del mercato interno, molte aziende italiane da tempo si sono specializzate nell’esportazione, soprattutto in beni di lusso e alimentari “Made in Italy” che godono di una reputazione di tutto rispetto in tutto il mondo e sono considerati un marchio di qualità.

Le prospettive finanziarie italiane sono quindi più serene rispetto al resto dei paesi in crisi. Fitch conferma il rating del paese con la “A-” con una previsione futura in negativo. La Spagna, però, con un rating di “BBB” è molto più vicina allo status di livello scadente, le obbligazioni greche con la loro “B” sono già considerate titoli altamente speculativi. Con il nuovo programma di acquisto di bond da parte della BCE è probabile che tutti i Paesi saranno facilmente obbligati a procurarsi sul mercato obbligazionario capitali freschi a condizioni migliori. L’agenzia di rating si aspetta anche che l’enorme montagna di debiti italiana possa ridursi già nel 2013, se Monti proseguirà in modo coerente con le sue misure di austerità.

L’indice MIB batte Dax

Grazie alla crisi politica e la sua economia stabile, nel mercato azionario italiano prevale la Dolce Vita piuttosto che la malinconia. Il punto centrale del trading è la borsa valori di Milano. L’indice faro Financial Times Stock Exchange Milano Italia Borsa, in breve FTSE MIB, potrebbe notevolmente incrementare dopo la pausa estiva dei primi di luglio: in tre mesi gli indici azionari in Italia sono risaliti quasi del 30 per cento e ora si attestano a circa 16 100 punti – il Dax tedesco nello stesso periodo è cresciuto solo del 15 per cento.

Una tendenza al rialzo è particolarmente evidente soprattutto tra le banche italiane, che sono particolarmente sensibili alla crisi dell’Euro e alle fluttuazioni economiche e, di conseguenza, traggono enormi vantaggi dalle misure di sostegno, come il programma di obbligazioni della BCE. Le azioni di Unicredit sono riuscite a crescere di oltre il 50 per cento rispetto al calo intermedio del mese di luglio e attualmente sono quotate a circa 3,50 €. Le azioni del secondo istituto bancario d’Italia, Intesa Sanpaolo, ha ottenuto un incremento nello stesso periodo di circa il 50 per cento, pari a 1,28 Euro.

La voglia di consumo dei cinesi fa aumentare le azioni di lusso

Interessanti titoli azionari sono presenti anche in altri settori dell’economia italiana: i titoli di aziende produttrici di beni di lusso come Prada o Tod’s, attualmente registrano livelli record nonostante la crisi dell’Euro. Il ceto medio, in continua crescita in Asia, ha fruttato alle società milioni di nuovi clienti. Soprattutto in Cina i beneficiari di questa rapida crescita bramano questi status symbol. Siccome la banca centrale cinese è disposta anche a misure di stimolo, il boom economico per il momento non dovrebbe assolutamente arrestarsi.

Prada è apparsa nella Borsa di Hong Kong solo nel 2011. Dopo l’offerta iniziale il titolo ha languito a lungo al prezzo di emissione di 3,70 euro, fin dall’inizio dell’anno, rimanendo però in costante salita. Nel mese di agosto il titolo ha sfondato per la prima volta il prezzo di sei Euro. Alla fine una quota valeva circa 5,80 €.
I titoli di Tod’s, azienda nota soprattutto per i prodotti in pelle, da maggio dell’anno scorso, è attualmente salita al suo massimo storico di 95,95 €, chiudendo poi a € 86,20. Nella prima metà del 2012 Tod’s ha registrato un guadagno operativo del 7,3 per cento, pari a 103,4 milioni di Euro. Il fondatore Diego Della Valle ha annunciato nella relazione di metà anno, di voler intensificare maggiormente la sua presenza nei mercati emergenti in Asia. Non c’è da stupirsi, visti i numeri impressionanti: solo in Cina, la catena commerciale è cresciuta di un buon 55,6 per cento.

[Articolo originale "Dolce Vita an der Börse – trotz Krise" di Maximilian Nagel]

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Traduzione di:
Claudia MarruccelliItalia Claudia Marruccelli
Laureata in lingue, dopo anni di insegnamento, si è scoperta traduttrice grazie alla collaborazione con IDE. Seleziona e traduce dal tedesco e dal francese articoli di stampa e approfondimenti culturali, notizie e curiosità, e che pubblica sul suo blog ClaTi
Revisione di:
Valentina Giagnorio