Napolitano vorrebbe che venissero distrutte le registrazioni delle telefonate con un ex Ministro accusato di falsa testimonianza su un noto omicidio di mafia ai danni di un giudice.

Giorgio Napolitano perseguitato dall’omicidio di un giudice di 20 anni fa

Reuters

Uno dei più efferati crimini di mafia è tornato a perseguitare l’Italia dopo 20 anni, trascinando il capo di Stato Giorgio Napolitano in una pericolosa controversia costituzionale, mentre si avvicinano le elezioni del prossimo anno.

La disputa, collegata all’omicidio avvenuto a Palermo nel luglio 1992 del magistrato antimafia Paolo Borsellino e dei suoi cinque agenti di scorta, ha provocato un caotico scontro che coinvolge istituzioni statali, politici, giudici e media.

Lo scontro è iniziato quando Napolitano ha chiesto che venisse distrutta una conversazione intercettata tra lui e una delle 12 persone accusate di aver negoziato con i boss mafiosi. I critici tuttavia sostengono che questo potrebbe avere il triplice effetto di indebolire il potere dei giudici di indagare sui politici, di renderlo vulnerabile ad attacchi politici e di innescare una crisi costituzionale.

Il caso è scoppiato nel momento in cui il ruolo del presidente è cruciale, perché chiamato a decidere quando indire le elezioni (molto probabilmente la prossima primavera) e a guidare un paese carico di debiti verso lo scrutinio alla fine del governo tecnico di Mario Monti.

Cosa ne seguirà è difficile dirlo, ma ciò si andrà sicuramente ad aggiungere all’estremo nervosismo per l’economia italiana. Tutti i partiti si accusano a vicenda di sfruttare la controversia per fini politici e di indebolire il presidente in un momento delicato.

Napolitano stesso ha rilasciato un’irritata dichiarazione questo giovedì [30 agosto, NdT] parlando di “mosse oscure e destabilizzanti”. Monti ha dichiarato: “Siamo di fronte a un attacco mirato”.

Napolitano è stato salutato come un eroe quando ha messo fine al governo di Silvio Berlusconi, già ampiamente colpito dagli scandali, lo scorso novembre e nominato Monti per salvare l’Italia da una crisi in stile greco. Ma la disputa su un’indagine riguardante presunte trattative atte a fermare gli attacchi di mafia verso funzionari governativi e giudiziari, prima e dopo l’omicidio di Borsellino, lo ha esposto ad attacchi insolitamente espliciti.

Napolitano è diventato vulnerabile da quando i procuratori hanno intercettato delle chiamate fattegli dall’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino accusato di falsa testimonianza per aver negato di essere a conoscenza di questi negoziati. In queste telefonate iniziate lo scorso novembre, Mancino avrebbe invece chiesto consiglio su come affrontare la cosa.

Napolitano ha affermato che intercettare il presidente, anche indirettamente, è illegale e quando i pubblici ministeri hanno negato ciò, rifiutandosi di distruggere la registrazione, ha fatto appello alla Corte Costituzionale. Egli sostiene di non aver nulla da nascondere, ma di voler protegge la sua funzione come figura indipendente al di sopra della mischia politica. Il tribunale ha fatto sapere che cercherà di emettere una sentenza entro la fine dell’anno, solo pochi mesi prima della data prevista per le elezioni.

Il fratello di Borsellino, Salvatore, ha invitato Napolitano a dimettersi, sostenendo che l’azione del presidente è stata “un ostacolo sulla strada verso la verità e la giustizia sul massacro e la trattativa, che hanno portato alla morte di mio fratello”.

La maggior parte dei giornali e dei partiti tradizionali ha difeso Napolitano, mentre è stato criticato dal leader populista Beppe Grillo, dal Fatto Quotidiano e dall’ex magistrato Antonio di Pietro appartenente al partito dell’Italia dei Valori. Luciano Violante, influente ex giudice e oggi parlamentare, sostiene che si tratta di “populismo giuridico” diretto a danneggiare sia Napolitano sia il governo Monti.

Giovedì [30 agosto, NdT] la rivista Panorama, proprietà della famiglia Berlusconi, ha suscitato nuovamente scalpore asserendo che le intercettazioni contengono anche una conversazione in cui Napolitano denigrava duramente l’ex Premier, proprio nel periodo in cui stava procedendo alla sua rimozione in favore di Monti lo scorso anno.

Berlusconi ha criticato per anni alcuni magistrati di sinistra che hanno portato alla luce diversi casi contro di lui, soprattutto per frode e per corruzione, ma di recente anche per uno squallido scandalo sessuale. Il suo partito, il PdL, ha preso al volo l’occasione per incentivare la richiesta di una legge sulle intercettazioni, spesso usate in passato contro Berlusconi.

Daniela Santanchè, ardua sostenitrice del PDL e parlamentare, ha riferito venerdì [31 agosto, NdT] che Berlusconi dovrà essere richiamato qualora le registrazioni mostrino la non imparzialità di Napolitano.

[Articolo originale "20-year-old murder of judge haunts Italian President Giorgio Napolitano"]

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Traduzione di:
Chiara Lo FaroIndia Chiara Lo Faro
Originaria di Aci Castello in Sicilia, ho vissuto a Roma durante gli anni dell'università. Da un anno abito a New Delhi con il ragazzo indiano che ho sposato. Sono diplomata al liceo linguistico, laureata in scienze politiche e pianista da sempre. Alla passione innata per le lingue affianco l'interesse verso la sociologia e la politica. Ho spento la tv da un decennio. Considero IDE un mezzo non solo di informazione ma anche di critica costruttiva ed è per questo che do il mio supporto.
Revisione di:
Loredana Spadola