“Super Mario” è riuscito a riportare credibilità economica e politica alla Penisola, ma oggi si ritrova più debole.

Il dopo-Monti

Le Nouvel Observateur

“Super Mario” è riuscito a riportare credibilità economica e politica alla Penisola, ma oggi si ritrova più debole.

E’ iniziato il dopo Monti, anche se “Super Mario”  è ormai quasi sicuro di arrivare al termine “naturale” di questa legislatura, nella primavera del 2013, visto che la “strana maggioranza” [in italiano nel testo, N.d.T.] che lo appoggia dal novembre 2012 ormai è agli sgoccioli. E questo nonostante il fatto che l’Italia, grazie ai sacrifici accettati dai suoi cittadini, sembri sul punto di uscire dai tempi bui: il mese d’agosto si è concluso senza che il maledetto “spread” tra i buoni del tesoro italiani e tedeschi abbia raggiunto livelli stratosferici, che avrebbero rischiato di trascinare il paese in una situazione “greca” o anche soltanto “spagnola”.
Lo “spread” estivo ha superato solo in qualche raro caso i 430 punti. Quindi possiamo affermare che la credibilità italiana sui mercati finanziari e sulle piazze politiche, in Europa e nelle Americhe, è certamente aumentata di molto grazie a “Super Mario”, alle sue relazioni internazionali, alla sua personalità del tutto in antitesi a quella del “buffone” Berlusconi, che faceva ridere i ministri di tutto il mondo.

Disaccordi
Il dopo Monti è iniziato quando il prestigioso “Professore” della Bocconi non è più riuscito a mettere d’accordo i berlusconiani, i centristi e la sinistra, per esempio al momento di votare la legge anti-corruzione e la nuova legge elettorale. La legge anti-corruzione è ostacolata dal rifiuto degli eredi di Berlusconi di dare il proprio assenso a misure atte a rendere più trasparenti le operazioni finanziarie, e al mancato accordo con le altre forze politiche sulla moneta di scambio che i berlusconiani propongno per votare la legge: un blocco quasi totale delle intercettazioni telefoniche e l’introduzione della responsabilità penale dei magistrati.
Misure che né la destra né il centro possono accettare. Sulla legge elettorale che dovrebbe superare le assurdità del regime in vigore (che assegna più del 50% dei seggi alla coalizione partitica vincente anche nel caso in cui ottenesse solo il 20% dei voti complessivi), l’ostacolo consiste nel rifiuto dei berlusconiani di riconoscere il 15% dei seggi supplementari al partito che ottiene più voti: allo stato attuale delle cose e secondo i recenti sondaggi, questa misura favorirebbe il Partito Democratico, permettendogli senza dubbio di salire al governo.

“Ritorna Silvio”
Quindi l’Italia è già immersa nel clima elettorale, con largo anticipo rispetto alle scadenze, mentre i candidati ufficiali alla carica di Primo Ministro non sono ancora stati designati. Né a destra né a sinistra. A sinistra si attende l’esito delle primarie, in cui si affronteranno i candidati: si sa già che il segretario generale del PD Pierluigi Bersani sarà il candidato naturale della sinistra, mentre lo sfidante Matteo Renzi, sindaco di Firenze, lo sfiderà sul tema del “ricambio generazionale”. Bersani ha 57 anni, Renzi 40 e non ha ancora rivestito funzioni di rilievo nel partito. E’ questo il principale vantaggio della sua candidatura. Renzi si prepara a fare il tour delle 108 provincie italiane su un camper, per fare campagna elettorale.
A destra non c’è ancora chiarezza sulla discesa o meno di Silvio Berlusconi in campo. Spuntano strani movimenti o organizzazioni che reclamano a gran voce il ritorno del Cavaliere. Anche in spiaggia a Rimini le vacanze degli italiani sono state disturbate da volantini fatti piovere dal cielo, su cui era scritto: “Torna Silvio” [in italiano nel testo, N.d.T.]. Ma al momento i sondaggi danno risultati piuttosto catastrofici se Sua Emittenza ritornasse in campo, tanto che l’annuncio di una sua eventuale candidatura è stato rinviato sine die.

Un matrimonio con una signora rispettabile?
Sappiamo che Berlusconi si sta preparando nella sua villa in Sardegna, fa jogging per perdere quella dozzina di chili che ha messo su dopo le sue dimissioni dello scorso 12 novembre. Sappiamo anche che farà una crociera elettorale gettando l’ancora nei grandi porti della Penisola. I suoi fans sostengono anche che, per sembrare più credibile sulla scena politica, meno segnato da storie di minorenni e giovani prostitute, abbia in mente di annunciare un matrimonio o un fidanzamento ufficiale con una signora rispettabile.
In ogni caso, questi preparativi e queste incertezze confermano la precaria situazione di Mario Monti, che ha dato inizio al suo tour europeo alla ricerca della sua ultima possibilità, partendo da Angela Merkel e François Hollande, che verrà a Roma il 4 settembre. Negli ambienti a lui vicini, girano voci preoccupate sulla recente riconciliazione franco-tedesca e sulla creazione di un “gruppo di lavoro” destinato a superare la crisi politica europea. L’esecutivo italiano, che aveva puntato tutto sul nuovo presidente francese, si chiede se il peso del passato e della storia non possano portare alla ricostruzione del vecchio fronte dell’”Europa del Nord “. Con, in prospettiva, un Italia che paga a caro prezzo questa situazione.

[Articolo originale "L'après-Monti" di Marcelle Padovani]

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Traduzione di:
Claudia MarruccelliItalia Claudia Marruccelli
Laureata in lingue, traduce e collabora con IDE dal tedesco e dal francese, affinchè la libera informazione e la cultura non vengano sommerse dalle politiche distruttive
Revisione di:
Chiara Cavedoni