[Le Point]
L’Italia ha marinato la scuola giovedì con uno sciopero generale della scuola primaria, contro la riforma del sistema scolastico del governo di Silvio Berlusconi, ed una manifestazione che ha riunito decine di migliaia di persone a Roma.
Secondo gli organizzatori nella capitale ha manifestato circa un milione di persone.
Denunciando la tendenza a “moltiplicare per dieci le cifre reali” il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha stimato nella serata una partecipazione pari a 100.000 persone, tuttavia riconoscendo che si trattava di cifre “comunque importanti”.
I sindacati hanno anche affermato che il 90% delle scuole del paese sono rimaste chiuse, mentre secondo stime parziali del ministero dell’edicazione il 57,1% degli insegnanti hanno scioperato.
I due leader dell’opposizione di sinistra, Walter Veltroni del Partito Democratico (PD), e l’ex giudice anticorruzione Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori (IdV), hanno sfilato nelle strade della capitale con i dirigenti sindacali.
Il corteo, preceduto da ingenti forze di polizia, si apriva con un grande striscione con su scritto “Tutti uniti per la scuola”, mentre i manifastanti sfilavano con palloncini di tutti i colori.
“Non rubateci il nostro avvenire”, “Una scuola impoverita crea una società miserabile”, proclamavano gli striscioni dei manifestanti, fra cui madri di famiglia venute con bambini di cinque o sei anni.
Mercoledì il Parlamento ha approvato definitivamente la legge sulla controversa riforma della scuola.
Il PD ha annunciato una raccolta di firme contro la legge, affinché sia abrogata tramite referendum.
L’opposizione, come i sindacati e i manifestanti che hanno moltiplicato le proteste e le occupazioni di licei ed università negli ultimi quindici giorni, richiedono il ritiro puro e semplice del testo, che prevede tra l’altro il ritorno del maestro unico alle elementari, tagli per più di 9 miliardi di euro e la soppressione di più di 130.000 posti di lavoro.
“Non é un progetto di riforma, ma dei tagli alle spese. Il governo distrugge la scuola pubblica per rimpiazzarla con un sistema privato. Non vuole discutere e noi continuiamo la mobilitazione”, ha dichiarato Domenico Pantaleo, responsabile della federazione insegnanti della CGIL.
“Ci siamo opposti a questa riforma che penalizza tutti, insegnanti e studenti. Decine di migliaia di persone si ritroveranno senza lavoro”, ha dichiarato Carmela, arrivata da Monza per sfilare con suo figlio liceale.
Silvio Berlusconi ha nuovamente criticato “la capacità scandalosa della sinistra di mentire” sulla sua riforma del sistema scolastico.
Ulteriori manifestazioni si sono svolte in altre città italiane.
Secondo l’ANSA, in mattinata migliaia di liceali e di studenti universitari hanno paralizzato il traffico a Milano, capitale economica del paese.
A Torino, 50.000 manifestanti sono stati accolti con la musica dall’orchestra del teatro della città, mentre a Venezia diverse migliaia di giovani hanno bloccato il ponte che collega la città lagunare alla terra ferma.
Secondo la stessa fonte, le stesse scene si sono ripetute a Brescia, Bolzano e Trento, come a Cagliari, in Sardegna, a Napoli e in altre città del sud come Crotone, Vibo Valentia o Reggio Calabria.
La manifestazione contro la riforma dell’educazione si è svolta meno di una settimana dopo quella organizzata dal PD contro il governo di Silvio Berlusconi che ha riunito centinaia di migliaia di persone nel centro di Roma.
Uno sciopero generale dell’Università, ugualmente toccata da importanti tagli, é previsto per il 14 novembre.




















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