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NEW DELHI – Gli indiani impiegati presso l’Ambasciata italiana ricevono meno di un terzo dello stipendio pagato ai loro colleghi italiani. Hanno quindi chiesto il permesso al Ministero degli Affari Esteri (MEA) di citare in giudizio l’ambasciatore per discriminazione razziale e di nazionalità.
Gli indiani impiegati presso l’Ambasciata italiana come funzionari ricevono una retribuzione annua compresa fra 6.652 e 7.225 euro, mentre gli italiani aventi lo stesso ruolo ricevono uno stipendio annuale fra 21.924 e 54.724 euro.
Il consulente dei dipendenti indiani dell’ambasciata, l’avvocato Gopal Shankaranarayanan, ha scritto al MEA affermando che l’ambasciatore e il governo d’Italia non hanno adottato le misure correttive richieste, nonostante ripetute ingiunzioni di rettifica delle anomalie salariali, non lasciando quindi altra scelta se non quella di agire in giudizio per risolvere la controversia.
I dipendenti avevano manifestato il fatto all’ambasciatore annunciando: “Dal confronto con gli stipendi pagati ai vostri impiegati italiani a contratto è evidente che i funzionari assunti in loco ricevono salari molto inferiori rispetto a quelli pagati ai colleghi, nonostante il lavoro svolto sia esattamente lo stesso. “
I dipendenti, nel loro ricorso al MEA, hanno affermato che i principi di “parità di salario a parità di lavoro” e di non discriminazione per motivi di razza e di nazionalità sono precetti integranti sia della legge indiana sia italiana. In merito al loro precedente avviso legale hanno detto che l’ambasciata aveva rigettato qualsiasi responsabilità nonché la richiesta di parità salariale fra italiani e indiani.
Shankaranarayanan ha dichiarato: “L’unica opzione disponibile per i dipendenti indiani dell’Ambasciata italiana è presentare una causa all’Alta Corte di Delhi facendo specifiche richieste in materia di parità di retribuzione e chiedendo il rimborso degli arretrati a partire dalla loro rispettiva data di assunzione.”
Gli impiegati hanno annunciato che l’ambasciatore italiano sta seguendo molto intensamente il caso delle due guardie navali accusate di omicidio in Kerala per aver presumibilmente ucciso due pescatori. “I dipendenti indiani dell’Ambasciata italiana ritengono che l’ambasciatore d’Italia dovrebbe mostrare la stessa acutezza e prontezza nei rapporti con i propri dipendenti indiani come sta facendo nel caso dei marò, che sono cittadini italiani. È un suo solenne dovere garantire che la discriminazione perpetuata in nome della sua nazione sia fermata immediatamente, soprattutto perché va avanti da più di 10 anni”, hanno concluso.
[Articolo originale "Indian staff may sue Italy embassy over bias in wages" di Dhananjay Mahapatra]
















A nessuno piace pagare le tasse, ma è doveroso farlo,lamentiamoci pure
che i nostri soldi vengono gestiti è spesi male, ma in ogni caso i servizi che lo stato
ci da’ dobbiamo in ogni modo pagarli.Non mi vanno giù invece certe frasi dette
da Berlusconi come ad esempio non paghiamo l’I.M.U.Certamente considera
gli Italiani degli allocchi, visto che questo giochetto lo ha fatto già una volta con
l’I.C.I. non parliamo poi quanto è costato al polpolo italiano.
Sicuramente Monti ha esagerato, poteva limitarsi a ripristinare la vecchia I.C.I,
ma per favore riciclare Berlusconi significa trovarsi di nuovo nella merda.