Le due gaffe di Monti potrebbero non essere state casuali.

Giù la maschera

The Economist

ANCHE in privato, il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti pesa attentamente le parole. Eppure i suoi commenti di questa settimana hanno suscitato clamore, prima in Germania e poi in Italia, rischiando di compromettere la stabilità del suo governo tecnico.

In un’intervista al Wall Street Journal pubblicata il 7 agosto, Monti avrebbe dichiarato che se il suo predecessore Silvio Berlusconi fosse stato ancora in carica, lo spread tra il rendimento dei titoli di stato italiani e tedeschi sarebbe stato a quota 1200.

Poiché lo spread è un indice importante della fiducia degli investitori, quest’affermazione è stata un vero e proprio schiaffo per Berlusconi il cui partito, il Popolo della Libertà, può ancora usare i suoi voti in Parlamento per far cadere il governo. Nonostante Monti abbia telefonato a Berlusconi per scusarsi, quest’ultimo si è precipitato a Roma per consultarsi coi suoi vice. I legislatori del PdL hanno battuto il governo su un’istanza procedurale alla Camera, ma hanno approvato uno degli elementi chiave del programma del governo, un pacchetto di tagli del valore di 26 miliardi di euro.

Un semplice temporale estivo? Forse. È scoppiato subito prima delle ferie e senza dubbio l’indignazione dei collaboratori di Berlusconi si smorzerà prima del loro ritorno, a Settembre. In ogni caso, secondo alcuni l’intento di Monti era proprio quello di spingerli a far cadere il governo così da essere autorizzato a candidarsi contro Berlusconi in un’eventuale elezione autunnale.

Ciò sarebbe rischioso per il governo, per l’Italia e per l’euro. Dopo aver dichiarato che lascerà la politica l’anno prossimo, alla fine del suo mandato, Monti potrebbe rimanere senza perdere credibilità solo se venisse prima cacciato. Secondo molti, all’interno e all’esterno del suo governo, la sua sopravvivenza politica di lungo termine è vitale per il futuro dell’Italia.

Un’opinione, questa, sempre meno condivisa in Germania da quando è apparsa un’intervista al settimanale Der Spiegel. In un apparente tentativo di rincuorare il cancelliere Angela Merkel, Monti si è dichiarato contrario ai governi “del tutto sottomessi alle decisioni dei rispettivi parlamenti”.

Per un Presidente del Consiglio giunto in carica senza essere stato eletto, Monti si muove su un terreno alquanto scivoloso. Le sue dichiarazioni hanno scatenato le critiche dei difensori della virtù fiscale. Alexander Dobrindt, segretario dell’Unione cristiano-sociale (Csu), partito alleato della Merkel, ha parlato di “attentato alla democrazia”. E anche il Ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha reagito duramente.

La disputa ha avuto come effetto collaterale quello di far passare in secondo piano l’ennesimo avvertimento di Monti, preoccupato dalla crescita di sentimenti anti-europei e anti-tedeschi che la stessa Germania alimenta rifiutandosi di contribuire ad abbassare i tassi di interesse italiani. Secondo un’indagine recente del Pew Research Centre, gli italiani sarebbero più euroscettici di quanto si creda. Soltanto il 59% degli italiani approva l’unità europea, contro il 68% dei tedeschi. In Italia, solo il 30% è favorevole alla moneta unica, percentuale nettamente inferiore al 46% della Grecia. Dall’indagine è emerso inoltre che soltanto il 67% degli italiani ha un’opinione positiva della Germania, meno rispetto a qualsiasi altro paese UE di grandi dimensioni. Gli italiani, però, sono poco entusiasti anche di altri paesi, compreso il loro.

Monti è preoccupato che i sentimenti ambigui degli italiani nei confronti della Germania possano essere strumentalizzati. Da quando Berlusconi ha reso noto di voler riconsiderare una possibile scalata al potere, il quotidiano di famiglia, Il Giornale, non sembra perdere occasione per tastare il terreno in vista di una eventuale campagna anti-euro e anti-Germania. All’inizio del mese Il Giornale è uscito con un editoriale in cui si accusava Berlino di cercare di dominare l’Europa “non con i cannoni, ma con gli euro”. Il titolo “Quarto Reich” mostra una foto della Merkel con la mano destra alzata.
Decisamente tutt’altro che ambiguo.

[Articolo originale "The gloves are off"]

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Traduzione di:
Margherita BeltrameUSA Margherita Beltrame
Dopo la laurea in Traduzione sono partita in giro per il mondo e non mi sono più fermata: Germania, Inghilterra, Lussemburgo e ora gli USA. Le lingue sono il mio lavoro e la mia passione, la realtà è l'ispirazione per imparare, crescere, confrontarsi. L'Italia ce l'ho sempre nel cuore, ma purtroppo non è un paese per giovani!
Revisione di:
Chiara Lo Faro