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A Napoli, una prestigiosa biblioteca che raccoglie opere filosofiche provenienti da tutta Europa è stata chiusa, come ha annunciato il suo fondatore giovedì scorso all’AFP, a causa dei tagli alle risorse destinate alla cultura legati alla crisi in Italia. I 300 000 volumi dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, tra cui alcune edizioni originali delle opere dei grandi pensatori Benedetto Croce e Giordano Bruno, nati nel napoletano, stanno per essere trasferite in un magazzino. L’Istituto non è più in grado di sostenere le spese d’affitto dei locali dove le opere erano esposte e messe a disposizione dei ricercatori universitari.
Gerardo Marotta, 85 anni, fondatore della biblioteca e lui stesso filosofo, in gioventù ha collaborato con Croce e ha iniziato a collezionare libri negli anni ’50 durante i suoi viaggi in Europa. La chiusura della biblioteca secondo lui è il sintomo di un declino generalizzato degli studi filosofici e della cultura in Europa. “Era la più bella biblioteca privata d’Europa, a cui ci siamo dedicati per più di 40 anni” ha spiegato Marotta, sottolineando che l’unica istituzione paragonabile in Europa è il Warburg Institute a Londra.
Secondo Marotta, il Ministero dell’Istruzione nel 2010 ha revocato completamente una sovvenzione che all’epoca era di 3 milioni di euro annui. Nonostante ripetute richieste di sostegno, “il governo (attuale) ha completamente ignorato il nostro progetto” ha dichiarato con rammarico Marotta. Il progetto, che prevede la dislocazione dell’Istituto e delle sue preziose opere in un edificio acquistato dalla Regione, giace in attesa di esame a causa di cavilli giudiziari. Nell’ultimo periodo, Marotta ha venduto tutti i suoi averi e ha anche contratto alcuni mutui per pagare l’affitto di tutti e 14 i locali che ospitano i 300 000 volumi.
“Per non farli finire per strada li stiamo trasferendo tutti in un magazzino fuori città” ha spiegato Antonio Gargano, segretario generale dell’Istituto. Un barlume di speranza arriva dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, colpito da questa situazione. “Creare una biblioteca che possa accogliere i preziosi volumi dell’Istituto deve essere una priorità non soltanto a livello locale ma nazionale, poiché questa rappresenta una parte del nostro patrimonio culturale e storico” ha dichiarato.
















Mi spiace per il sig Marotta che con tanto amore e dedizione verso quei libri a Lui tanto cari, vede annullare anni di sacrificio e passione per un governo ignorante e superficiale dove evidentemente la cultura non è abbastanza importante,dove un libro è allo stesso livello di carta straccia,spero che De Magistris risolva questa situazione alquanto assurda e che non finisca che per garantire un’incolumità e apprezzamento a delle opere siano svendute all’estero