Difetti strutturali e la congiuntura economica spingono scienziati e studenti all’esodo

La fuga dei cervelli costa all’Italia 1,2 miliardi di dollari

La Nación

Non è una novità la fuga di cervelli che l’Italia soffre già da diversi anni. La novità è che questo drammatico e silenzioso esodo di migliaia di giovani più che qualificati, con titoli sotto il braccio e voglia di trionfare, costa all’Italia più di 1,2 miliardi di dollari l’anno. Questo è il capitale generato dai 243 brevetti che i 50 migliori cervelli italiani hanno registrato all’estero, somma che, secondo uno studio dell’Istituto per la Competitività pubblicato sul quotidiano romano La Stampa, nei prossimi 20 anni potrebbe sfiorare i 3,77 miliardi di dollari l’anno.

Anche se non ci sono cifre ufficiali sulla “fuga dei cervelli” di cui sta soffrendo l’Italia, paese che praticamente non cresce da dieci anni e dove la disoccupazione giovanile ha raggiunto la cifra record del 36,4%, il fenomeno è sempre più allarmante.

Non scappano solo scienziati – e questo già equivale ad una perdita milionaria – ma anche molti studenti. Tommaso Onelli, un giovane che ha appena finito il liceo in una scuola internazionale di Roma, ha detto a La Nación che il 75% dei suoi compagni ha deciso di andare a studiare all’estero. “I motivi sono diversi, ma la sensazione generale è che qui non ci sia futuro”, ha spiegato il ragazzo.

Le matricole universitarie sono scese del 15% negli ultimi otto anni, con tassi di abbandono del 23% nel primo anno di studi e del 30% se si considera anche il secondo anno.

Oltre all’attuale recessione l’esodo è frutto di un cocktail esplosivo di gerontocrazia (la mancanza di ricambio generazionale è divenuta evidente nella politica), l’assenza di meritocrazia (riescono ad avere successo solo i raccomandati) e il clientelismo, che produce un sistema che rifiuta invece di integrare chi si affaccia al mondo del lavoro.

Secondo lo studio dell’Istituto per la Competitività, i giovani ricercatori italiani possono avere una produttività media di 21 brevetti ciascuno, che equivalgono a 79 milioni di dollari e, in una previsione a 20 anni, 186 milioni di dollari.

RIVOLUZIONE DEL MERITO

Non per nulla il governo tecnico di Mario Monti sta provando ad invertire questa drammatica tendenza. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo sta lavorando su più fronti.

Ha deciso di semplificare i concorsi nelle università, molto criticati a causa di molti punti oscuri, per avviare una “rivoluzione del merito”. Ha deciso anche di aumentare i corsi in inglese, snellire la burocrazia e facilitare le formalità affinché le università locali attirino più studenti.

“È chiaro che, se i i concorsi si basano sulla meritocrazia, tutto il sistema ne beneficia. Ma molti colleghi non sono disposti a tornare in Italia anche a causa della mancanza di fondi e soprattutto per la mentalità, che all’estero è completamente diversa. In Italia uno deve ringraziare se lavora, negli Stati Uniti ti cercano per lavorare con loro e dimostrano di credere in te e nelle tue possibilità”, ha detto Claudia Pasquero, professoressa di Oceanografia e di Fisica Atmosferica all’Università di Milano.

Claudia è un cervello fuggito dal suo paese, ma è tornata per motivi familiari. Dopo tre anni avanti e indietro, concorsi e burocrazia, ha ottenuto un posto di lavoro. “Spero di non pentirmi di essere tornata”, ha confessato alla Stampa.

Consapevole del fatto che sono i giovani quelli che stanno pagando maggiormente il prezzo della crisi, e del fatto che proprio loro sono fondamentali per il futuro del paese, il governo Monti presenterà oggi [24.08.2012, NdT], dopo il primo Consiglio dei ministri successivo alle vacanze estive, un “piano per i giovani”, che includerà misure per stimolare il loro inserimento tanto nel mondo accademico quanto in quello del lavoro, fino ad ora una chimera.

[Articolo originale "La fuga de cerebros le cuesta a Italia más de 1200 millones de dólares " di Elisabetta Piqué]

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Traduzione di:
Francesco PasquarelliItalia Francesco Pasquarelli
Amante della movida madrilena e di Calderón de la Barca, del Colosseo e di Trastevere, da sempre contendono le sue attenzioni la capitale spagnola e la Città Eterna.
Revisione di:
Teresa ScolamacchiaElena Bergamaschi