La Merkel ritratta in posa hitleriana, sentimenti di rancore antitedesco: i media italiani si danno da fare, ma cosa pensano veramente gli italiani dei tedeschi?

“Hanno ragione i tedeschi a non fidarsi di noi italiani”

Die Zeit

La Merkel ritratta in posa hitleriana, sentimenti di rancore antitedesco: i media italiani si danno da fare, ma cosa pensano veramente gli italiani dei tedeschi?

La spiaggia di Marina di Massa si stende triste sotto un cielo cupo. Gli ombrelloni ondeggiano al vento, la maggior parte delle sdraio sono vuote. Questa cittadina non è la Rimini del Tirreno. Ma è proprio per quest’atmosfera sonnolenta e rilassata che molti italiani del nord preferiscono trascorrere qui le proprie vacanze estive – e questo già da generazioni . Però quest’anno sono venute a mancare molte prenotazioni. I proprietari degli hotel sul lungomare non lo nascondono: “E’ la crisi” ripetono.

In compenso arrivano molti turisti dall’estero, soprattutto dall’Europa del Nord. Nelle edicole lungo la spiaggia si possono trovare ovunque i quotidiani tedeschi, in quasi tutti i ristoranti c’è un menù per tedeschi. “In Italia aleggia un sentimento anti tedesco” ha scritto lunedì sulla Repubblica l’editorialista Carlo Galli. Ma a Marina di Massa quasi non ce ne si accorge. Tre giovani universitari bavaresi fanno jogging lungo la spiaggia. Che si siano accorti della presunta ostilità? “Per nulla” dicono “Appena diciamo che siamo tedeschi, tutti ci accolgono volentieri”.

Se però lo chiediamo ai turisti italiani che sfidano il maltempo in spiaggia, riceviamo un’impressione diversa. “Per favore, lasciamo perdere la Germania” dice Goffredo 63 anni, commerciante al dettaglio di Lucca. Perché? “Perché tutta questa crisi è solo una manovra della Merkel” risponde. “Ha aizzato gli speculatori contro l’Italia. E i nostri politici non hanno il coraggio di mandarla a quel paese e darci un taglio con questa follia dell’euro”. L’Italia dovrebbe uscire dall’euro? Goffredo non risponde più, e con un’espressione disgustata guarda il mare grigio verde.

„Arroganza tedesca“

Il primo ministro Mario Monti lo aveva già preannunciato da tempo. Più a lungo durerà la crisi, maggiore sarà il sentimento anti euro della popolazione. Questo lo ha capito anche Silvio Berlusconi: l’ex presidente del consiglio ha recentemente espresso il suo desiderio di scendere nuovamente in campo – con un partito anti euro. Il suo quotidiano di famiglia, Il Giornale, in questi giorni non si lascia sfuggire nessuna occasione per fomentare il sentimento anti tedesco. “Quarto Reich” titolava il quotidiano venerdì 3 agosto, sull’immagine della cancelliera con il braccio destro proteso in segno di saluto.

„Il problema è che agli italiani non piace che gli si impongano le cose“ dice Mara, 38 anni avvocato di Milano. Alla fine il paese è rimasto diviso in tanti piccoli stati governati da potenze straniere fino a 150 anni fa. “Appena gli italiani percepiscono una certa pressione dall’esterno, ecco che reagiscono mettendosi sulla difensiva”. Il sentimento anti euro quindi è una forma di auto-protezione? “Non solo” risponde. Questa reazione è dovuta anche ad una certa arroganza dei tedeschi, “che nasce da un miscuglio di superiorità economica e soddisfazione storica”.

Luigi, vicino di sdraio, annuisce. L’imprenditore milanese ha spesso a che fare con la Germania per affari. La sua azienda produce macchinari per verniciatura, che poi vengono venduti in tutto il mondo tramite una società tedesca. “Il marchio “Made in Germany” sui macchinari fa tutto un altro effetto, rispetto al marchio “Made in Italy””, dice. Nei rapporti con i suoi partner tedeschi avverte tutta questa arroganza? Normalmente, dice, andiamo d’accordo. Però come ha fatto notare poco fa, quando le ditte italiane chiudono per le ferie estive, il socio tedesco ha mormorato qualcosa come “pigroni”. “Questo non aiuta certo i buoni rapporti”.

Nonostante ciò, a Luigi piace molto il modo di lavorare dei tedeschi. “In Germania le regole sono una filosofia di vita”, dice. ”In Italia invece per anni abbiamo disprezzato le leggi e vissuto ben al di sopra delle nostre possibilità. Ora siamo alla ricerca di un capro espiatorio per i nostri errori”.

La pensa così anche Alberto. Il sessantenne ingegnere elettronico di Parma, come ogni anno trascorre le ferie con la sua famiglia qui a Marina di Massa. Siede in spiaggia nonostante il vento e la pioggerella. A causa della riforma pensionistica di Monti è costretto a lavorare altri 5 anni, diversamente dal previsto. “Non fa nulla” dice sottovoce. “So che lo sto facendo per lui” – e indica suo figlio di 13 anni.

Preoccupazioni per la campagna elettorale

Alberto comprende l’atteggiamento della Germania nei confronti dell’Italia. “I tedeschi hanno ragione a non fidarsi di noi”, dice. “Dobbiamo sforzarci di dimostrare loro, che siamo degni della loro fiducia”. Quindi Monti è sulla buona strada. L’unico problema è che lui non ci sarà per sempre. “I partiti sono già in campagna elettorale”, si lamenta. Il rischio è che tutto ciò che Monti ha ottenuto, verrà annullato per un paio di voti. Sua moglie Nadia di 53 anni aggiunge: “La Germania intende appoggiare il più possibile il lavoro di Monti” ma i tedeschi dovrebbero anche capire che il loro benessere non può prescindere da quello degli altri europei.

Giancarlo, 78 anni, fa la sua quotidiana passeggiata mattutina sul bagnasciuga: il pensionato di Carrara è d’accordo con Nadia. “Siamo tutti sulla stessa barca” dice “se le cose non vanno bene per noi, anche i tedeschi presto seguiranno il nostro destino”. E chi è responsabile della crisi? Presto detto: “Noi! Siamo stati quelli che per decenni hanno sperperato il denaro pubblico. Siamo stati noi quelli che hanno sostenuto un enorme apparato statale, per creare posti di lavoro per tutti”. Non sarà facile rinunciare a privilegi e abitudini”. Giancarlo, il pensionato di Carrara, ricorda ancora le truppe di occupazione tedesche in Italia. “Ma questo è il passato” dice. “Ora dovremmo soltanto lavorare tutti insieme per creare un’Europa forte per i nostri nipoti”.

[Articolo originale ""Die Deutschen misstrauen uns Italienern zu Recht"" di Fabio Ghelli]

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Traduzione di:
Claudia MarruccelliItalia Claudia Marruccelli
Laureata in lingue, dopo anni di insegnamento, si è scoperta traduttrice grazie alla collaborazione con IDE. Seleziona e traduce dal tedesco e dal francese articoli di stampa e approfondimenti culturali, notizie e curiosità, e che pubblica sul suo blog ClaTi
Revisione di:
Valeria Lucchesi